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Addio al Prof. Nicola Letizia: docente, letterato, poeta e custode della memoria di Marcianise

Marcianise piange la scomparsa del professor Nicola Letizia, figura di riferimento indiscussa per generazioni di studenti e per l’intera comunità cittadina. Docente di italiano e latino in pensione, poeta, letterato e scrittore, Letizia lascia un’eredità culturale di inestimabile valore, frutto di decenni di ricerca rigorosa su personaggi e vicende della storia di Marcianise e di Terra di Lavoro. Aveva 88 anni. È possibile rendere omaggio alla salma del defunto presso la Casa Funeraria Cerreto (via Bergamo, 31 – Marcianise), a partire dalle ore 12.00 di oggi, 29 dicembre. Il rito esequiale sarà celebrato domani, 30 dicembre 2025, alle ore 09.30, presso il Convento Francescano (San Pasquale) di Marcianise.

Una vita tra scuola e cultura

Nato a Marcianise il 7 dicembre 1937 da Giuseppe e Raffaelina Tartaglione, secondogenito di tre figli, Nicola Letizia visse la prima infanzia nel periodo drammatico della Seconda Guerra Mondiale. Gli inizi scolastici furono segnati dalle privazioni: lezioni tenute seduti su pietre di tufo, con libri e quaderni sulle ginocchia, in un’Italia che faticosamente si ricostruiva. Dopo le elementari “G. Leopardi” e le medie “San Giovanni Bosco” a Marcianise, frequentò il Liceo-Ginnasio “Pietro Giannone” di Caserta, conseguendo la licenza liceale nel 1959. Si laureò nel 1966 in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi sul problema morale di San Tommaso d’Aquino di fronte al pensiero contemporaneo.

Una carriera dedicata all’educazione

L’attività didattica del professor Letizia iniziò nel 1966 e si protrasse fino al 1998, toccando diverse istituzioni scolastiche: l’I.T.C. e per Geometri di Cassino (1966-1968), l’I.T.I.S “Giordani” di Caserta (1968-1974), la Scuola Media “Cavour” di Marcianise (1974-1988), il Liceo Pedagogico “Novelli” (1988-1993) e il Liceo Scientifico “F. Quercia” (1993-1998). Dovunque espresse non solo la sua formazione culturale e professionale, armonizzando dottrina e didattica, ma soprattutto la sua pienezza umana. Durante la lunga carriera seguì attivamente l’evoluzione della Scuola italiana a partire dalla Legge istitutiva della Scuola Media Unificata, rivolgendo particolare attenzione alle questioni didattiche, ai problemi di adattamento scolastico e alla valutazione. Nel 1978 si occupò degli alunni difficili e nel 1991 del Liceo Pedagogico. Raggiunse il traguardo della pensione il 1° settembre 1998.

L’impegno civile e associativo

Negli anni dell’adolescenza, Letizia respirò il clima fervoroso della ricostruzione post-bellica e del processo di democratizzazione in atto in Italia. Iscritto all’Azione Cattolica e poi alla Gioventù Francescana (GI.FR.A.C.), ricoprì la carica di Presidente degli Araldini (1954-1957) e della GI.FR.A.C. (1958-1961). Frequentò il Circolo Universitario, dove partecipava alle famose feste goliardiche suonando il “triccabballacche” nella Band di “pastaellessa”. Nel 1981 prese parte al Comitato organizzatore delle “Celebrazioni calcariane” per il centenario della nascita di Monsignor Aniello Calcara, contribuendo con due scritti: “Cenni biografici su Aniello Calcara” e “Origine della poesia calcariana”. Fu presidente dell’associazione “Cenacolo di Studio A. Calcara” dal 1982 al 1985, costituita per recuperare e valorizzare la storia culturale, civile, artistica e sociale di Marcianise. Durante la sua presidenza si occupò anche di tematiche ambientali. Fu inoltre socio delle ACLI e dell’AISCA (Associazione d’impegno sociale, culturale, ambientale), e fece parte di varie giurie giudicatrici in concorsi artistici e letterari.

Un’opera pubblicistica imponente

La produzione culturale del professor Letizia è vastissima. Nel 1984 pubblicò in ciclostilo “Piccola antologia della letteratura popolare marcianisana”, che ebbe enorme successo per la novità tematica e il risvolto didattico. Seguì nel 1985 “Informazioni storiche e storiografiche su Marcianise”, molto apprezzata dallo storico e critico d’arte Gaetano Andrisani. Nel 1986 diede alle stampe “Il tempo, il volto, l’anima di Marcianise – Annuario del folclore”, presentando fenomeni sociali, culturali e religiosi della società locale. Nel giugno 1987 fu relatore sul tema “Aspetti storici, folcloristici, economici, umani prevalenti nella società agricola marcianisana” durante un incontro organizzato dal Circolo delle ACLI. Il 2 dicembre 1994 presentò “Il contributo dei cattolici alla storia letteraria umanistica nell’800 in Terra di Lavoro – L’umanista Domenico Musone“, trattando il tema “Spirito e forme della cultura marcianisana”. Nel 1996, in occasione del centenario della morte di Onofrio Buccini, fu correlatore al convegno organizzato dall’Amministrazione Comunale, trattando “La connotazione della cultura marcianisana nell’800”.

Le opere principali

Le principali opere edite del professor Letizia testimoniano un rigore scientifico e una passione instancabile per la storia locale:

A queste opere si aggiungono numerosi saggi storici e articoli, testimonianza di una produzione culturale incessante.

La filosofia dell’opera

Come egli stesso affermava: “L’intento posto a fronte dei miei testi è quello di presentare fatti storici, letterari, filosofici, folcloristici, convinto come sono che dal passato si possono ricavare motivi e stimoli a scoprire l’identità e la dignità socio-politica e culturale di un territorio e a far sorgere l’orgoglio per la propria terra, in cui radica l’amor patrio. Conoscere i concittadini illustri può far nascere un desiderio di emulazione, può dare stimolo a ben operare per emergere, illuminando le coscienze, soprattutto quelle dei giovani”.

La vita privata

Nel 1968-69, durante un Collegio docenti presso l’I.T.I.S “Giordani” di Caserta, Nicola incontrò Filomena (Milena) Pianese, anch’essa insegnante. Dopo un anno di fidanzamento si sposarono il 12 settembre 1970 nella chiesa del Duomo di Caserta. A lei, scomparsa il 27 agosto 2020, dedicò il libro “Terra di Lavoro” con queste parole: “a mia moglie Milena, che ha sempre condiviso la mia passione per la letteratura, la filosofia e l’arte”. Alla prof.ssa Pianese è stato anche dedicato un opuscolo dal titolo “L’amore non muore mai! Milena Pianese in Letizia. Moglie, madre, amica, docente, donna di cultura e di fede”. Dalla loro unione nacquero tre figli: Giuseppe (1971), Umberto (1972) e Raffaela (1974), quest’ultima suora francescana dell’Ordine delle Alcantarine, molto impegnata nel sociale per il recupero di tossicodipendenti e nella lotta alla ludopatia.

Un vuoto incolmabile

La scomparsa del professor Nicola Letizia lascia un vuoto incolmabile nella comunità marcianisana. Apprezzato per le sue squisite doti umane, per il rigore scientifico dei suoi studi e per la generosità con cui ha condiviso il suo sapere, resta un esempio luminoso di dedizione alla cultura e al servizio della propria terra. La sua eredità continuerà a vivere attraverso le sue opere e nel cuore dei numerosissimi studenti che hanno avuto il privilegio di averlo come maestro.