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	<title>Caffe' Procope &#187; Giustizia</title>
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	<description>Il Giornale on line di Marcianise: cronaca, politica, cultura, sport ed altro</description>
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		<title>Abusi sessuali ed estorsioni, nei guai 63enne bidello in pensione</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 06:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei guai 63enne un bidello in pensione di Marcianise. Secondo il quoidianolaziale &#8220;Il Tempo&#8221;, tra la fine del 2008 e il 2009, trovandosi a Fondi per lavoro, avrebbe incontrato una 46enne, docente del posto e single, con cui avrebbe intrattenuto una relazione affettiva durata diversi mesi. A un certo punto la donna non avrebbe voluto più saperne di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei guai 63enne un bidello in pensione di Marcianise. Secondo il quoidianolaziale &#8220;Il Tempo&#8221;, tra la fine del 2008 e il 2009, trovandosi a <strong>Fondi</strong> per lavoro, avrebbe incontrato una 46enne, docente del posto e single, con cui avrebbe intrattenuto una relazione affettiva durata diversi mesi. A un certo punto la donna non avrebbe voluto più saperne di continuare quel rapporto che avrebbe avuto i suoi momenti «intimi» sia nella cittadina pontina sia nella casa del marcianisano. L&#8217;uomo, però, non avrebbe accettato la decisione della partner e avrebbe cominciato a minacciarla per farle cambiere idea. Ma a nulla sarebbe servito quel tipo di pressioni, cui si sarebbero aggiunte, in seguito, anche forme di violenza sessuale e, per finire, la richiesta di denaro minacciando, in caso contrario, di pubblicare sui siti internet immagini che ritraevano i due nei momenti di intimità.<br />
La donna, a quel punto, avrebbe deciso di rivolgersi alla Polizia di Fondi, fornendo al commissariato tutti gli elementi in suo possesso. L&#8217;informativa inviata dal commissariato di Fondi alla Procura della Repubblica di Latina, aveva subito trovato disponibile il pm che si occupa del caso ad ordinare l&#8217;arresto del bidello. Di parere contrario, invece, il gip Laura <strong>Matilde Campoli</strong>, che non ha ritenuto opportuno mettere in carcere il 63enne e ritenuto sufficiente la misura cautelare dell&#8217;obbligo della firma, provvedimento che è stato notificato a <strong>Raffaele I</strong>. attraverso i responsabili del commissariato di Fondi.<br />
L&#8217;altro ieri, a <strong>Latina</strong>, si sarebbe dovuto tenere l&#8217;interrogatorio del pensionato, ma davanti alla gip Campoli l&#8217;uomo non si è presentato. Alla luce di questo fatto, si vedrà, adesso, come gli inquirenti valuteranno il comportamento dell&#8217;indagato.</p>
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		<title>Omicidio coniugi Letizia, assolti boss clan Belforte</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 04:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, il G.u.p. del Tribunale di Napoli (d.ssa Marina Cimma), nell&#8217;ambito del processo per il duplice omicidio dei coniugi Letizia Biagio-Breda Giovanna avvenuto il 10.04.97, ha pronunciato sentenza di assoluzione in favore di tutti gli imputati (Belforte D.co;Belforte S.re;Napolitano Felice;Buonanno Gennaro;Piccolo Antimo). I giudici non hanno creduto ai 7 pentiti che hanno riferito in merito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, il G.u.p. del Tribunale di Napoli (d.ssa Marina Cimma), nell&#8217;ambito del processo per il duplice omicidio dei coniugi Letizia Biagio-Breda Giovanna avvenuto il 10.04.97, ha pronunciato sentenza di assoluzione in favore di tutti gli imputati (Belforte D.co;Belforte S.re;Napolitano Felice;Buonanno Gennaro;Piccolo Antimo). I giudici non hanno creduto ai 7 pentiti che hanno riferito in merito a questo duplice delitto: Froncillo Michele, Gerardi Antonio;Cuccaro D.co;Simone Luigi;Marino G.ppe;Nocera Pietro; Nocera Giacomo. La difesa di Domenico Belforte, accusato di essere stato il mandante nonchè esecutore di tale delitto, è stata sostenuta dall&#8217;avvocato Mariano Omarto. </p>
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		<title>Clamoroso: la giunta torna sui suoi passi e cambia la delibera sul Piano di Recupero del Centro Storico</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 06:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Notizia assolutamente clamorosa: la giunta municipale guidata dal sindaco Antonio Tartaglione durante la seduta del 29 giugno scorso ha modificato in maniera sostanziale con delibera n. 287 il Piano di Recupero del Centro Storico già approvato con delibera n. 112 del 23 marzo 2010. Un delibera, quest&#8217;ultima, che aveva provocato dure prese di posizione da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcianise.info/wp-content/uploads/2010/07/piano_recupero_presentazione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5818" title="piano_recupero_presentazione" src="http://www.marcianise.info/wp-content/uploads/2010/07/piano_recupero_presentazione.jpg" alt="" width="207" height="200" /></a>Notizia assolutamente clamorosa: la giunta municipale guidata dal sindaco <strong>Antonio Tartaglione</strong> durante la seduta del 29 giugno scorso ha modificato in maniera sostanziale con delibera n. 287 il Piano di Recupero del Centro Storico già approvato con delibera n. 112 del 23 marzo 2010. Un delibera, quest&#8217;ultima, che aveva provocato dure prese di posizione da parte di tutta l&#8217;opposizione (Pd, Api, Idv e Pse) e che era addirittura culminata con un querela per diffamazione da parte del sindaco e della giunta comunale nei confronti del coordinatore provinciale dell&#8217;Api <strong>Piero Squeglia</strong> e del nostro giornale per un video diffuso dal partito rutelliano su internet.<br />
La storia del Piano di Recupero del Centro Storico nasce 15 anni fa, nel 1995, con l&#8217;allora sindaco <strong>Tommaso Zarrillo</strong> che diede mandato agli architetti <strong>Alessandro Dal Piaz</strong> (Università Federico II) e <strong>Giuseppe Iannotta </strong>per la redazione del piano urbanistico<strong>.</strong> L’incarico prevedeva la redazione del Piano di Recupero delle zone A1 ed A2 del vigente P.R.G. comunale. Nel giugno 2006 i tecnici, esaurita la fase progettuale, trasmettevano gli elaborati relativi al Piano di recupero delle zone A1 ed A2, che veniva adottato con deliberazione del luglio 2006 (Giunta <strong>Fecondo</strong>) e pubblicato all’albo, nonchè data informativa a mezzo stampa. Nel periodo di deposito furono presentate complessivamente 69 osservazioni che furono esaminate ed istruite dai tecnici.<br />
Nel momento dell&#8217;approvazione da parte della giunta presieduta dal sindaco Antonio Tartaglione, ci fu una levata di scudi prima da parte del <strong>Partito Democratico</strong> che parlò di atto &#8220;illegittimo ed in totale dispregio della democrazia&#8221; visto che non fu nemmeno coinvolta la competente Commissione Urbanistica. A rincarare la dose ci pensò <strong>Alleanza per l&#8217;Italia</strong> che parlò di &#8220;abuso di potere&#8221; da parte del sindaco e di operazione elettorale (fu approvata a pochi giorni dalla data di consultazione per le elezioni provinciali) oltre a denunciare irregolarità e presunti favoritismi. Insomma un vero atto di accusa che si concludeva con l&#8217;invito a ritirare la delibera n. 112 e a riportare il tutto nell&#8217;ambito della legittimità. Gli stessi tecnici incaricati della redazione del piano. <strong>Dal Piaz</strong> e <strong>Iannotta</strong>, presero le distanze dall&#8217;approvazione della delibera 112 dichiarando di non essere stati in alcun modo coinvolti nella decisione.<br />
A questo duro attacco proveniente dall&#8217;opposizione il sindaco e la maggioranza si erano trincerati dietro un imbarazzante silenzio fino alla famosa delibera di querela. Ora la notizia della sostanziale modifica della delibera sotto accusa è davvero eclatante ed appare come una sostanziale ed inequivocabile ammissione che qualcosa in realtà non andava. Quindi da un lato il Sindaco querela l&#8217;opposizione per difendere la sua onorabilità e, dall&#8217;altro lato, si affretta a modificare lo stesso atto finito sotto la lente di ingrandimento dei partiti di minoranza. Un giallo la cui trama si infittisce sempre di più se si pensa che queste delibere finiranno inevitabilmente sotto l&#8217;osservazione della magistratura che dovrà giudicare l&#8217;ipotesi di diffamazione.<br />
Insomma Sindaco e maggioranza, attualmente formata da un monocolore Udc in attesa di schiarite politiche, appaiono sempre più in uno stato di assoluta confusione mentre la città è sempre più allo sbando e i problemi, quelli avvertiti quotidianamente dalla cittadinanza, sono lontanti dall&#8217;essere affrontati ed eventualmente risolti. In ogni caso l&#8217;atto non è ancora da considerarsi definitivo visto che dovrà essere adottato da un decreto sindacale che, previa pubblicazione sul B.u.r.c. (Bollettino Ufficiale della Regione Campania), lo renderà esecutivo.</p>
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		<title>Incredibile, il Sindaco querela anche Caffè Procope</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 04:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Incredibile ma vero, la denuncia querela nei confronti dell&#8217;Api, da parte del sindaco e della giunta comunale riguardante la vicenda del Piano di Recupero del Centro Storico di Marcianise, è stata estesa anche a Caffè Procope. Il nostro giornale sarebbe colpevole di aver linkato il video-denuncia del partito Alleanza per l&#8217;Italia. Insomma a parere dell&#8217;amministrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile ma vero, la denuncia querela nei confronti dell&#8217;Api, da parte del sindaco e della giunta comunale riguardante la vicenda del <strong>Piano di Recupero del Centro Storico</strong> di Marcianise, è stata estesa anche a <strong>Caffè Procope</strong>. Il nostro giornale sarebbe colpevole di aver linkato il video-denuncia del partito Alleanza per l&#8217;Italia. Insomma a parere dell&#8217;amministrazione comunale, Caffè Procope avrebbe partecipato alla presunta diffamazione a mezzo stampa facendo conoscere ai propri lettori un video pubblicato sulla piattaforma <strong>YouTube</strong>.<br />
Se c&#8217;è stata diffamazione e se il nostro giornale sia corresponsabile o meno lo deciderà la magistratura alla quale ci affidiamo serenamente. Noi ci limitiamo a far notare alcune singolari circostanze ai nostri lettori. Il video &#8220;incriminato&#8221; circolava già da diversi giorni su <strong>Facebook </strong>ed è tuttora presente anche sul sito dell&#8217;Api provinciale (<a href="http://www.api-caserta.it/public/">http://www.api-caserta.it/public/</a>). Insomma era già ampiamente di pubblico dominio ed accessibile a tutti e Caffè Procope ha semplicemente linkato il codice Youtube. Perché quindi coinvolgerci in una vicenda che nella migliore delle ipotesi si tratta di uno scontro politico tra opposte fazioni? Che tipo di rapporto vuole avere il Sindaco e l&#8217;amministrazione comunale nei confronti della libera informazione?</p>
<p><strong>Caffè Procope</strong> in poco più di due anni è riuscito a diventare il giornale dei marcianisani.  Un punto di riferimento per tutti i cittadini dove è possibile informarsi su tutto ciò che accade nella nostra città: dalla cronaca alla politica, dalla cultura all&#8217;arte, dallo sport alla musica, ecc. Abbiamo dato voce a tutti, ma proprio tutti coloro che avevano qualcosa da comunicare, stimolando quotidianamente un dibattito pubblico su tutto ciò che accade a Marcianise. Attraverso il meccanismo dei forum sui commenti siamo riusciti a diventare la prima piazza virtuale della città dove si scambiano commenti, si discute, si critica, si avanzano proposte. Abbiamo approfondito alcuni temi di interesse della cittadinanza: la scuola, la tarsu, l&#8217;ambiente, l&#8217;ospedale, le bollette ecc. Abbiamo anticipato notizie e costretto spesso le autorità competenti ad intervenire per risolvere disagi avvertiti dalla cittadinanza. Abbiamo dato voce ai tifosi del Real Marcianise che soffrono per la perdita della loro squadra del cuore. Con la rubrica &#8220;Marcianise c&#8217;è&#8221; siamo riusciti a comunicare che ci sono persone nella nostra città che ci fanno sentire fieri di essere nati in questo posto. Abbiamo cercato di raccontare le vicende politiche locali andando oltre la normale cronaca, stigmatizzando comportamenti non all&#8217;altezza di una grande ed importante città come Marcianise. Abbiamo proposto sondaggi per capire come si evolve l&#8217;opinione dei cittadini sull&#8217;intera classe dirigente che li amministra. Insomma abbiamo fatto informazione e tutto ciò  stato premiato: ogni giorno circa duemila persone si collegano al nostro giornale per attingere informazioni. Un successo, il nostro, che probabilmente infastidisce una certa politica bacchettona non abituata al confronto vero, leale e trasparente.</p>
<p>Riteniamo un grave errore da parte del Sindaco e della giunta comunale coinvolgerci in vicende che non ci appartengono. Leggiamo in questa denuncia un tentativo di &#8220;intimidazione&#8221; nei confronti del nostro giornale al quale reagiremo semplicemente continuando a fare quel che abbiamo sempre fatto: informare, informare, informare.</p>
<p><strong><em>La Redazione di Caffè Procope</em></strong></p>
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		<title>Abusivismo, torna l&#8217;incubo abbattimenti. Zinzi chiede decreto &#8220;anti ruspe&#8221; ma Casini lo stoppa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 06:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la bocciatura del decreto &#8220;ferma-ruspe&#8221; avuta alla Camera dei Deputati la settimana scorsa, ritorna l&#8217;incubo degli abbattimenti delle case costruite abusivamente. Dopo l&#8217;approvazione al Senato del disegno di legge di conversione del decreto legge 28 aprile 2010, n. 62, recante «temporanea sospensione di talune demolizioni disposte dall&#8217;autorità giudiziaria in Campania» e che disponeva la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.marcianise.info/wp-content/uploads/2009/08/antidemoliz.jpg" alt="" width="300" height="225" />Con la bocciatura del decreto &#8220;ferma-ruspe&#8221; avuta alla Camera dei Deputati la settimana scorsa, ritorna l&#8217;incubo degli abbattimenti delle case costruite abusivamente. Dopo l&#8217;approvazione al Senato del disegno di legge di conversione del decreto legge 28 aprile 2010, n. 62, recante «temporanea sospensione di talune demolizioni disposte dall&#8217;autorità giudiziaria in Campania» e che disponeva la sospensione fino al 30 giugno 2011 &#8211; esclusivamente nel territorio della regione Campania &#8211; delle demolizioni di immobili abusivi destinati a prima abitazione realizzati entro il 31 marzo 2003 e la sua successiva bocciatura alla Camera dei Deputati per l&#8217;assenza di numerosi deputati del <strong>PdL</strong> e della <strong>Lega Nord</strong> e l&#8217;approvazione della &#8220;pregiudiziale di costituzionalità&#8221; presentata dal partito dell&#8217;<strong>IdV</strong>, le associazioni anti-abbattimenti ritornano a mobilitarsi contro la ripresa delle demolizioni.<br />
A favore del decreto &#8220;anti ruspe&#8221; tutto l&#8217;<strong>Udc</strong> marcianisano e lo stesso Presidente della Provincia <strong>Domenico Zinzi</strong>. &#8220;Non riteniamo sbagli l&#8217;on.le Zinzi &#8211; spiega il partito scudocrociato di Marcianise &#8211; a porre la questione della sospensione degli abbattimenti delle abitazioni abusive in Campania chiedendo al Presidente del Senato Schifani di intervenire affinché il decreto legge sugli abbattimenti, venga ripresentato, in modo da essere approvato dal Parlamento ed interrompere le ordinanze di abbattimento delle abitazioni, in attesa che si possa nuovamente legiferare, riaprendo i termini del condono edilizio del 2003. Siamo della idea del procuratore capo dott. Corrado Lembo per una ipotesi limitata al cosiddetto abusivismo di necessità, che tenesse fuori — oltre alle aree vincolate o demaniali — le grandi speculazioni e le seconde abitazioni&#8221;. &#8220;Si tratta &#8211; continua in una nota l&#8217;Udc locale &#8211; di ripristinare uguaglianza di trattamento tra gli abitanti delle diverse regioni italiane e superare la discriminazione&#8221;.<br />
Ma la proposta udiccina è in netto contrasto con la posizione ufficiale dell&#8217;Udc Nazionale che proprio alla Camera aveva votato compatto (tranne <strong>Zinzi</strong> che era assente alla votazione) assieme a tutti i partiti di opposizione (Pd<strong>,</strong> Idv) per affossare il decreto di sospensione degli abbattimenti in Campania. Insomma una sorta di &#8220;politica dei due forni&#8221; anche in chiave geografica.<br />
Nettamente contrari al decreto &#8220;anti ruspe&#8221; tutte le associazioni ambientaliste, a partire da <strong>Legambiente</strong>, e la <strong>Procura</strong> di <strong>Santa Maria Capua Vetere</strong>, che attraverso il Capo della procura <strong>Lembo</strong> spiega: &#8220;Una norma mirante a sospendere indiscriminatamente tutte le demolizioni ci vedrebbe fermamente contrari, perché vanificherebbe i nostri sforzi&#8221;. Più drastico, <strong>Donato Ceglie</strong>, coordinatore della sezione reati ambientali e dell’attività di abbattimento: «Un provvedimento del genere calpesterebbe uno dei principi fondamentali del diritto moderno, perché annullerebbe la sanzione prevista per una violazione, assicurando l’impunità per via legislativa. E’ un messaggio sbagliato. Stavamo riuscendo, con fatica e con equilibrio, ad imporre la cultura della legalità in vaste aree del territorio. La consapevolezza di andare incontro, ineluttabilmente, ad una demolizione in danno, stava infatti inducendo molti proprietari degli immobili abusivi a preferire l’autodemolizione, meno onerosa economicamente. Poi è bastato il solo annuncio di nuovo possibile condono da parte de governo, perché il fenomeno dell’abusivismo riprendesse vigore».</p>
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		<title>Operazione “Giudizio Finale”, Comune si costituisce parte civile contro il clan dei Belforte</title>
		<link>http://www.marcianise.info/2010/04/%e2%80%9cgiudizio-finale%e2%80%9d-comune-si-costituisce-parte-civile-contro-clan-belforte/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 05:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sindaco Antonio Tartaglione e la giunta, nella seduta dello scorso 20 aprile, hanno deliberato la costituzione di parte civile del Comune di Marcianise nel procedimento penale nei confronti di Salvatore Belforte e di altre persone, successivo all&#8217;operazione delle forze dell&#8217;ordine denominata &#8220;Giudizio Finale&#8220;.
I reati contestati sono: associazione per delinquere di stampo camorristico, attività nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco <strong>Antonio Tartaglione</strong> e la giunta, nella seduta dello scorso 20 aprile, hanno deliberato la costituzione di parte civile del Comune di Marcianise nel procedimento penale nei confronti di <strong>Salvatore Belforte</strong> e di altre persone, successivo all&#8217;operazione delle forze dell&#8217;ordine denominata &#8220;<strong>Giudizio Finale</strong>&#8220;.<br />
I reati contestati sono: associazione per delinquere di stampo camorristico, attività nei settori del traffico illecito organizzato di rifiuti e nel riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, nonché di partecipi nel settore delle estorsioni.<br />
Tali attività sarebbero state compiute in alcuni territori della Provincia di Caserta, tra cui il Comune di Marcianise, che pertanto è stato identificato dai Magistrati del Pubblico Ministero tra le parti lese.<br />
In proposito, il sindaco Antonio Tartaglione ha dichiarato: &#8220;Per un&#8217;amministrazione come quella che rappresento, un tale atto era irrinunciabile. Lo abbiamo affermato fin dalla presentazione del nostro programma elettorale: noi siamo a favore della legalità, e pronti ad intraprendere qualsiasi valida iniziativa di lotta alla criminalità organizzata. Siamo altresì fermi promotori del rispetto per l&#8217;ambiente, e non disposti a permettere ulteriori scempi. Sono queste le ragioni che motivano la nostra scelta di andare fino in fondo alla vicenda, senza fare sconti a nessuno, tantomeno a chi, per i propri affari, ha calpestato i diritti dell&#8217;intera comunità&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ospedale di Marcianise: l&#8217;ombra della camorra sulla costruzione</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 06:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[In un articolo uscito ieri su &#8220;Il Mattino&#8221; di Caserta, la giornalista Rosaria Capacchione pubblica alcune dichiarazioni del pentito della camorra Michele Froncillo, boss dei &#8220;mazzacane&#8221; fino alla decisione di collaborare con la giustizia. Il pentito, durante un interrogatorio, rispondendo alle domande dei magistrati avrebbe contribuito a decodificare alcuni documenti contabili sequestrati alla cosca durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un articolo uscito ieri su &#8220;Il Mattino&#8221; di Caserta, la giornalista <strong>Rosaria Capacchione</strong> pubblica alcune dichiarazioni del pentito della camorra <strong>Michele Froncillo</strong>, boss dei &#8220;mazzacane&#8221; fino alla decisione di collaborare con la giustizia. Il pentito, durante un interrogatorio, rispondendo alle domande dei magistrati avrebbe contribuito a decodificare alcuni documenti contabili sequestrati alla cosca durante alcune perquisizioni delle forze dell&#8217;ordine.<br />
In particolare i magistrati hanno chiesto chiarimenti su un&#8217;annotazione, &#8220;Ospedale 10,0&#8243;, se fosse legato a un cantiere in costruzione o a qualche altra vicenda di forniture. La risposta di Froncillo &#8211; spiega la Capacchione &#8211; è quella destinata ad aprire il nuovo filone di indagini. &#8220;Sono due ospedali, avrebbe spiegato Froncillo, &#8220;la mensa di Caserta, gestita da <strong>Antonio Iovine</strong>, ’o ninno, che aveva lui la gestione globale della mensa di Caserta; sia l’ospedale di Marcianise, che stava in fase di restaurazione e di completamento&#8221;.</p>
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		<title>Omicidio Giovanni Piccolo, ergastolo per Cirillo e Musone</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 05:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[La terza Corte di Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato all’ergastolo Pasquale Cirillo e Vittorio Musone, mentre al collaboratore di giustizia Antonio Gerardi è stato condannato a 15 anni di reclusione. L’8 marzo 2007 la Squadra Mobile di Caserta diede esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La terza Corte di Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato all’ergastolo <strong>Pasquale Cirillo</strong> e <strong>Vittorio Musone</strong>, mentre al collaboratore di giustizia <strong>Antonio Gerardi</strong> è stato condannato a 15 anni di reclusione. L’8 marzo 2007 la Squadra Mobile di Caserta diede esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia a carico anche di <strong>Domenico Belforte</strong>, 50 anni e di suo fratello <strong>Salvatore</strong>, 47 anni.<br />
La sera del 5 dicembre 1997, a Marcianise, in un agguato di chiara matrice camorristica perse la vita nella propria abitazione, raggiunto da più colpi di arma da fuoco <strong>Giovanni Piccolo</strong>, all’epoca elemento di vertice del gruppo Piccolo alias dei “Quaqquaroni”, che si contrappone, per il controllo delle attività criminali nel comune di Marcianise e zone limitrofe proprio al clan Belforte. Il 17 luglio 2008 si era concluso l’udienza preliminare con una condanna all’ergastolo e un’assoluzione la tranche del processo, celebrato con il rito abbreviato, che vedeva imputati davanti al gup <strong>Sergio Marotta</strong> i boss Domenico e Salvatore Belforte: il primo condannato all’ergastolo e il secondo assolto. Belforte Domenico, condannato in sede di giudizio abbreviato alla pena dell&#8217;ergastolo, in grado di appello la pena gli è stata ridotta ad anni trenta.<br />
I provvedimenti, emessi su richiesta della Direzione distrettuale di Napoli, a conclusione di indagini della polizia, erano basate anche sulle rivelazioni di collaboratori di giustizia, furono notificate oltre che ai fratelli Domenico e Salvatore Belforte anche a Vittorio Musone e a Pasquale Cirillo.</p>
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		<title>Interdittiva antimafia, Tar Campania respinge ricorso presentato da Saba Ecologia</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 06:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tar Campania ha respinto il ricorso presentato da Saba Ecologia srl per ottenere la sospensione dell’interdittiva antimafia emessa a suo danno ai primi di marzo dalla prefettura di Napoli. La nuova interdittiva antimafia per la società che opera nel Comune di Marcianise oltre ad altri importanti centri cittadini della Campania (Caserta, Arzano, Casalnuovo, Cercola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.casertanews.it/public/images/201003/20100309072841_sede_ingresso_ecologia_saba1.jpg" alt="" width="200" height="134" />Il Tar Campania ha respinto il ricorso presentato da Saba Ecologia srl per ottenere la sospensione dell’interdittiva antimafia emessa a suo danno ai primi di marzo dalla prefettura di Napoli. La nuova interdittiva antimafia per la società che opera nel Comune di Marcianise oltre ad altri importanti centri cittadini della Campania (Caserta, Arzano, Casalnuovo, Cercola, Ottaviano, Sant’Antimo, Torre del Greco e Volla), era stata firmata dal prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, obbligando i comuni in cui l’azienda opera a rescindere i contratti. Secondo i rapporti investigativi che stanno alla base del provvedimento, SaBa Ecologia è un’azienda condizionata dalla camorra. Scrive la prefettura che l’azienda ha rilevato nel 2005 Campania Multiutility, il cui personale sarebbe stata una sorta di succursale del clan Falanga di Torre del Greco.<br />
Al fine di garantire la trasparenza dei propri atti alla cittadinanza, l’amministrazione Tartaglione rende ha messo in atto gli atti per addivenire alla risoluzione del contratto ed al recesso dei rapporti in essere con la società Saba Ecologia. La ditta dovrà comunque garantire la continuità del servizio al Comune di Marcianise fino al 31 marzo 2010 dopo di che si provvederà, probabilmente, ad un affidamento diretto ad un&#8217;altra ditta fino alla definizione della nuova gara d&#8217;appalto</p>
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		<title>Sede distaccata del Tribunale, bando per l’individuazione di un immobile da locare</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 17:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caffe Procope</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L’amministrazione Tartaglione ha provveduto ad approvare il bando per l’individuazione sul territorio comunale di un immobile da locare, con opzione di futura vendita, da adibire a sede della sezione distaccata del tribunale sammaritano.
Il beneplacito della squadra assessoriale è arrivato durante l’assemblea dello scorso martedì 23 marzo 2010. Nell’ occasione sono stati ribaditi alcuni dei requisiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’amministrazione Tartaglione ha provveduto ad approvare il bando per l’individuazione sul territorio comunale di un immobile da locare, con opzione di futura vendita, da adibire a sede della sezione distaccata del tribunale sammaritano.<br />
Il beneplacito della squadra assessoriale è arrivato durante l’assemblea dello scorso martedì 23 marzo 2010. Nell’ occasione sono stati ribaditi alcuni dei requisiti di cui l’edificio deve essere provvisto per partecipare alla selezione: assolutamente privo di barriere architettoniche; idoneo da un punto di vista igienico-sanitario; conforme alle norme antisismiche vigenti ed alla normativa urbanistica esistente. Dovrà essere altresì fornito di regolare allaccio alla rete fognaria comunale.<br />
Il bando completo sarà pubblicato nei prossimi giorni sull’albo pretorio, e sarà consultabile anche sul sito web del comune di Marcianise, all’indirizzo <a href="http://www.comune.marcianise.ce.it">www.comune.marcianise.ce.it</a><br />
Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12:00 del prossimo 28 aprile all’ufficio protocollo del Comune. Soddisfatto il sindaco Antonio Tartaglione che, per l’occasione si è avvalso della collaborazione dell’assessore al patrimonio, Giovanni Russo.</p>
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