Camorra, 35 condanne nel clan Belforte. Riconosciuto ruolo di vertice alle mogli dei boss

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Associazione camorrista, quasi 214 anni di galera al gruppo Belforte. Trentacinque persone ritenute appartenenti al clan attivo a Marcianise (Caserta), sono state condannate ieri al termine del processo con rito abbreviato; tra loro ci sono cinque donne due delle quali, Maria Buttone e Concetta Zarrillo, sono state riconosciute a capo dell'organizzazione criminale. La sentenza è stata emessa dal gup Francesca Ferri. Le condanne hanno colpito l'intero gruppo criminale, che finora non era mai stato processato in blocco. Il giudice ha accolto la richiesta dei pm Luigi Landolfi, Giovanni Conzo e Raffaello Falcone riconoscendo alle due donne, che sono cognate, un ruolo di vertice all'interno dell'organizzazione: Maria Buttone, moglie del boss Domenico Belforte, dovrà scontare dodici anni di reclusione; dieci anni è la condanna inflitta a Concetta Zarrillo, moglie dell'altro boss Salvatore Belforte. Nel corso dell'inchiesta è stata ricostruita l'attività criminale del clan negli ultimi dieci anni. Il giudice ha altresì disposto la confisca di tutti i beni che l’anno scorso vennero sequestrati per un valore di circa dieci milioni di euro, tra società, conti bancari e immobili. Per le discussioni della difesa sono stati impegnati gli avvocati Massimo Trigari, Romolo Vignola, Mariano Omarto, Renato Jappelli, Angelo Raucci, Giuseppe Foglia, Francesco Liguori.
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