Duro colpo al clan Belforte. I magistrati della Dda hanno ordinato il sequestro di beni per un valore di circa 20 mln di euro riconducibili a Mauro Russo, di 47 anni, imprenditore già colpito da ordinanza di custodia cautelare in quanto sospettato di appartenere al clan dei “Mazzacane”. I sequestri sono avvenuti nel casertano, nel napoletano, ma anche nel Nord Italia in particolar modo nel centro di Milano. Tra i beni sequestrati bar, stabilimenti per la produzione di videogiochi, società immobiliari. Le indagini, coordinate dalla Dda sono state eseguite dai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Roma. I beni sequestrati sarebbero provento del riciclaggio di denaro sporco proveniente dal clan Belforte. Tra i beni sequestrati anche un bar importante situato in via Sforza nel centro di Milano, il “Gran Caffè Sforza“.
Russo non avrebbe solo reinvestito capitali sporchi ma, secondo un’intercettazione del 15 novembre scorso, anche rivelato di poter superare alcuni passaggi dell’iter amministrativo. L’associazione estorceva denaro ai commercianti e si scontrava con le armi con altri gruppi camorristici per il controllo dello spaccio di droga e per l’imposizione di macchinette videopoker o slot machine agli esercenti. Le indagini hanno portato alla luce un vast ogiro di affari realizzato attraverso il reimpiego di capitali sporchi e una rete di prestanome legati a Russo.
Secondo la Dda Mauro Russo avrebbe riciclato il denaro del clan soprattutto nella zona di Milano e avrebbe garantito l’appoggio logistico ai latitanti del clan. Tra i beni sequestrati oltre al ‘Gran caffe’ sport’ anche un fabbricato situato nel comune di Santo Stefano al Ticino nel milanese, un locale nel novarese, un complesso aziendale a Monza, una sala giochi a Rho e una societa’ immobiliare a Milano.
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