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Urbanistica, risposta all’arch. Salvatore Costanzo | di Gianni Di Dio

Caro Salvatore, ti ringrazio per avermi segnalato il tuo intervento su “Caffè Procope” ed è con piacere che inoltro le mie osservazioni. Come tu ben sai la scelta di un piano urbanistico è sempre una scelta politica e questo ha significato fino ad oggi un malessere e una presa in giro per i cittadini. Le svariate “deroghe” al Prg hanno distrutto opere e luoghi preziosi ed hanno contribuito ad un congestionamento della città degno di chi le ha approvate. Su lotti dove vivevano al massimo tre famiglie, o addirittura nessuna, hanno creato casermoni che arrivano fino a sessanta e oltre appartamenti: se consideri che ogni famiglia possiede almeno tre auto, ti lascio immaginare 180 veicoli riversati tutti d’un colpo nelle nostre strade da ognuno di quei luoghi che col tempo diventeranno comunque dei carnai cittadini; oltretutto parliamo di strade già andate in rovina dopo appena un anno dal loro rifacimento. Se poi consideri ancora che queste abitazioni saranno destinate, per la maggior parte, a famiglie non di Marcianise, allora al danno si aggiunge anche la beffa. Ma questo è solo uno dei tantissimi gravi problemi creati dall’incapacità di chi ha gestito le nostre cose negli ultimi cinquant’anni.  
Ti lascio immaginare cosa succederebbe alla nostra città se venisse attuata veramente quella “pazzia” denominata “quartiere residenziale con edilizia abitativa di alta qualità” distruggendo oltre 330 mila metri di campagne. Per quanto riguarda il nuovo Piano Urbanistico, non credo che l’attuale amministrazione possa essere all’altezza di una risoluzione migliorativa della vita cittadina, non tanto per mancanza di volontà, quanto per la troppo dipendenza da chi col benessere, la cultura e la bellezza della nostra città, non ha niente a che vedere. Per convincersene basta leggere alcuni documenti dove il nostro sindaco ha apposto in calce la propria firma. Spero inconsapevolmente.
Io non parlerei di “crescita della città”, come tu dici,  ma di un’organizzazione decente dell’esistente (nel casertano c’è stato un incremento di costruzioni pari al 400% del fabbisogno) e l’imponente sistema infrastrutturale a cui fai riferimento è destinato, ahimè, alla chiusura o al fallimento, come già il “Polo della Carità”. Insieme a molte associazioni abbiamo consegnato ufficialmente al sindaco, un documento (che aggiungo in allegato) in cui sono riportate alcune indicazioni che riteniamo indispensabili per la redazione di un nuovo piano urbanistico comunale.    

Qui in sostanza si chiede di:
- conservare e salvaguardare la risorsa suolo e le attività agricole in essa esistenti;
- vincolare il residuo territorio ad attività agricola;
- sostenere la conservazione e manutenzione dell’attuale patrimonio edilizio storico esistente e consentire abbattimento e ricostruzione nelle zone solo al di fuori del centro storico e solo su edifici che non abbiano caratteristiche di rilevante interesse storico-architettonico;
- assicurare ai cittadini almeno 9 mq di area a verde attrezzato in città così come sancito dalle norme urbanistiche.

E, in particolar modo
1)      Che tutti i terreni sottoposti, dal Piano Regolatore Generale in vigore, a vincolo di zona agricola (Zona E), restino con tale vincolo nel futuro Piano Urbanistico (PUC);
2)      Che tutte le ampie zone verdi, ad eccezione di verde attrezzato o da attrezzare, sottoposte a vincolo diverso da quello agricolo, vengano vincolate in zona agricola (zona E);
3)      Che la zona di terreno, confinante con Viale della Vittoria, Viale XXIV Maggio, Via Vicenza e Viale Kennedy, sottoposta a vincolo di “Villa Comunale” dal vigente Piano Regolatore Generale, resti con tale vincolo nel prossimo Piano Urbanistico Comunale, fatti salvi gli edifici condonati a norma di legge;
4)      Che le aree industriali non subiscano alcuna espansione nella superficie e, al tempo stesso, siano vincolate a solo sviluppo della filiera agricolo-zootecnico, delle tecnologie a risparmio energetico e dell’immateriale;
5)      Che per l’insediamento graduale degli insediamenti di cui al sub 4 l’A.C. si adopererà, insieme all’ASI e alle altre istituzioni pubbliche per facilitare e/o promuovere l’esodo di quelle aziende che entrano in conflitto con la destinazione indicata.
Non credo che chi gestisce la nostra città (persone che non sono di Marcianise) possa condividere questi suggerimenti.

Gianni Di Dio

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