Un passato che riaffora tragicamente: tutto ciò che accade prima o poi viene a galla e spesso riaffiora con drammaticità. Stiamo parlando dei milioni di nostri connazionali, morti nei campi di prigionia nazisti o per motivi di guerra in Germania, Austria e Polonia. Ora grazie al lavoro prezioso di Roberto Zamboni le tombe di tantissimi nostri compatrioti potranno essere finalmente rintracciate. Zamboni è un cittadino veronese che, partendo dalla ricerca di un proprio congiunto deportato e morto in un campo di concentramento nazista, ha potuto mettere le mani su documenti segreti che rivelano nomi e tombe di cittadini italiani seppelliti nei cimiteri tedeschi, polacchi e austriaci. In particolare, Zamboni ha acquisito, dall’Archivio Segreto Vaticano (Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra), le schede di ricerca degli italiani per i quali si richiesero notizie negli anni che vanno dal 1939 al 1945. Oltre 2.100.000 schede con riportati i dati di altrettanti connazionali fatti prigionieri e dei quali si erano perse le tracce. “Da mesi – spiega Roberto Zamboni – sto lavorando su questi elenchi al fine di pubblicare tutto il materiale da me raccolto sul mio blog, avendo cura di inserire i nominativi per provincia di nascita”.
Dopo l’8 settembre 1943, più di 800.000 italiani (civili e militari) furono fatti prigionieri e deportati nei campi di concentramento tedeschi dislocati nei territori del Terzo Reich. Dei 15.292 nomi riscontrati dal ricercatore veronese, 133 appartengono a persone nate nella provincia di Caserta (Nominativi pubblicati sul sito “Dimenticati di Stato” all’indirizzo www.robertozamboni.com).
Ora grazie ad internet ed alle redazioni dei giornali locali e i giornali on-line, sarà possibile visionare l’elenco delle schede raccolte. Le fonti principali dalle quali sono stati tratti i dati riportati in elenco sono: Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra; Ministero della Difesa – Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra; Associazione Nazionale Ex Deportati – Presidenza Nazionale – Milano. Nei Cimiteri Militari Italiani d’Onore sono state raccolte le Spoglie mortali di: militari prigionieri di guerra (I.M.I. – Italienischen Militar Internierten); deportati politici o razziali; liberi lavoratori (o loro familiari) che si trovavano negli ex territori del Terzo Reich durante il periodo bellico.
Ecco l’elenco dei marcianisani riscontrati nelle suddette schede:
- Bartolomeo Braccio, nato il 20 luglio 1912 a Marcianise. Deceduto a Dachau (Baviera – Germania) il 17 maggio 1945. Attualmente sepolto a Monaco di Baviera presso il cimitero Militare Italiano d’onore. Posizione tombale: riquadro 6, fila 6, tomba 54;
- Domenico Califano, nato il 18 marzo 1924 a Marcianise. Arrestato a Siena. Deportato nel campo di concentramento di Mathausen. Arrivato il 16 Aprile 1945. Matricola 138645. Liberato dai soldati dell’esercito americano il 5 maggio 1945. Deceduto a Mauthausen tra il 5 e il 10 maggio 1945. Attualmente sepolto a Mauthausen (Austria) presso il cimitero internazionale (Reparto Italiano). Posizione tombale da richiedere al Ministero della Difesa.
- Domenico Di Carluccio, nato il 14 Marzo 1900 a Marcianise. Deceduto a Leoben (Austria) il 21 Novembre 1944. Attualmente sepolto a Mauthausen (Austria) presso il cimitero internazionale (Reparto Italiano). Posizione tombale da richiedere al Ministero della Difesa.
- Domenico Grimaldi, nato il 2 maggio 1924 a Marcianise. Deceduto il 19 febbraio 1945. Attualmente sepolto ad Amburgo (Germania) presso il Cimitero Militare Italiano d’Onore. Posizione tombale: riquadro 3, fila L, tomba 13.
Le spoglie dei su menzionati concittadini hanno diritto di essere seppelliti nella loro città patria. Allo stesso modo, i loro parenti hanno diritto a piangere i loro congiunti nel cimitero di Marcianise. Sarebbe il caso che l’amministrazione comunale si adoperasse per riportare in città le tombe di questi marcianisani così come sarebbe opportuno riportare in patria le vittime della disastrosa campagna di Russia tra cui vogliamo ricordare il valoroso Giovanni Tartaglione, l’ufficiale medico morto prigioniero nel marzo del 1943 a Kantemirowka.
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Grande Roberto! questa cosa ti rende gli onori che merita, una persona che dedica il suo tempo per cose di questo genere, è una persona straordinaria!
Pasquale Bellopede
Il blog del signor Roberto è molto interessante,mi fa proprio commuovere ricordare i tanti giovani italiani morti in guerra,i cui corpi non sono mai stati riportati alle famiglie.
Spesso quando mi trovo in piazza San Pasquale mi fermo a leggere i nomi dei caduti in guerra e ogni volta mi emoziono leggendo tutti quei nomi,l’emozione aumenta quando arrivo al nome dello zio di mia madre,di cui spesso lei mi parla.Di lui la famiglia non seppe più nulla, resta solo il suo nome in quel elenco.
Non ho nient’altro da dire che:
BRING THE BOYS BACK HOME!!!
ci sono momenti che riempiono di un triste e responsabile ricordo…..vite incolpevoli morse mortalmente da scelte ed idee altrui violente,inconcludenti e pseudo-superiori…la pace che ci circonda adesso e’ figlia di quel passato…a noi onorarla quotidianamente a noi l’altissima capacita’ di preservarla………..cosicche’ anche questi nomi ritornati tra noi…possano vivere come esempio di sacrificio perenne!!!
con profondo rispetto per il sacrificio di chi ci ha preceduto ilpistolino!!
E’ questa un’irripetibile occasione della memoria. La pace, come dice l’amico ilpistolino, non va solo onorata e preservata, ma costruita giorno dopo giorno con l’irrununciabile contributo della memoria che la perpetua nei tempi storici dell’intera umanità.Concordo con la proposta avanzata dalla redazione al comune: i discendenti di quei nostri morti devono essere sostenuti dai ns. amministratori per il rientro dei resti dei loro cari. Infine, voglio ringraziare ancora la redazione per il ricordo dell’Ufficiale medico Giovanni Tartaglione, nostro concittadino, che, tra le sue meritorie opere, una in modo particolare, della quale venni a conscenza agli inizi degli anni ‘90, merita di essere menzionata che, in quegli anni in cui vivevo a Udine per me fu particolare motivo di orgoglio: si assunse l’onere di “riformare” – non facendolo partire per il fronte russo, Il grande tenore Giuseppe Di Stefano – cittadino onorario di Marcianise – dicendogli che come soldato era “nu’ strunz’” ma come cantante era divino e alla Patria avrebbe reso i suoi servigi meglio da tenore che da soldato(parole del compianto Di stefano!): mai profezia fu più azzeccata! Il mondo del teatro dell’Opera e, più in generale quello dell’arte, dovrebbero essere grati a questo nostro illustre concittadino, è solo grazie a lui che il mondo ha potuto deliziarsi all’ascolto dell’indimenticabile voce di Giuseppe Di Stefano!
Marco RUSSO