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Arte e Cultura

Dal libro “Io Nord – Tu Sud”, “La Banca” di Mario Paternuosto

Il racconto che vi proponiamo è tratto dal libro “Io Nord -Tu Sud“ edito da Aracne, scritto a quattro mani da Mario Paternuosto ed Enzo Grossi. Si tratta di una serie di novelle che narrano di piccole e grandi cose della vita (l’alimentazione, il Natale, gli affari, la legge, i mezzi di trasporto, l’arte di vivere) visti da un milanese e da un campano. Due medici accomunati dalla stessa specializzazione (entrambi gastroenterologi) e dall’amore per la ricerca trattano ciascuno a modo suo le stesse tematiche viste dalle due diverse prospettive: Nord e Sud, con stili e umorismi diversi e complementari. I racconti di questa raccolta tentano di sfatare un’ottusa contrapposizione fra due culture per dimostrare che l’italianità è un valore fondamentale da recuperare e che ciò che unisce nel segno dell’intelligenza è molto più di ciò che divide nel segno della stupidità.
L’editore, tolte le spese , devolverà il ricavato della vendita del libro alla Banca dei Poveri del bengalese Mohammad Junus, premio nobel per la pace del 2006. Nelle prossime settimane il libro sarà distribuito presso alcune edicole di Marcianise.

La Banca
Donna Carmela quella mattina aveva dormito sino a tardi.
Si era attardata a poltrire nel letto ascoltando i rumori ovattati del vicolo. D’altro canto non aveva nulla da fare . Era vedova e sola perché l’unico suo figlio Ciccillo lavorava in Olanda e le inviava tutti i mesi del danaro che sommato alla scarsa pensione le permetteva un tenore di vita
decente . Il “vascio” ( tipico monolocale umido a pian terreno dei vicoli di Napoli) in cui abitava aveva un privilegio che lo rendeva unico e
prezioso : contrariamente alla norma non era umido.
Era esposto ad oriente ed era l’ultima abitazione prima della piazzetta San Lorenzo .Tutto il giorno era inondato dal sole .Molti abitanti del vicolo si trattenevano , per buona parte del giorno , in quell’angolo fortunato di fronte alla sua porta. Quella mattina infatti , dal suo letto , aveva già ascoltato le notizie del giorno da Don Arturo “ ‘u putucaro” ( bottegaio) .
Don Arturo aveva il negozio di fronte ma passava la sua giornata seduto al sole fuori l’uscio di Donna Carmela . Di prima mattina leggeva il giornale ad alta voce ed ancora a più alta voce ne commentava i titoli . Il commento finiva immancabilmente con una sentenza inappellabile “s’ ‘o tutt’ mariuoli ’” ( sono tutti ladri ). Quando una cliente entrava nel suo negozio abbandonava il dialetto e tormentava la lingua italiana urlando al suo garzone di bottega “ Ragazzo servito la signora !”.
Donna Carmela fu costretta ad abbandonare il letto da un insistente bussare alla porta . Era Donna Concetta che preoccupata dal fatto che le ante di spesso castagno della porta della sua amica fossero rimaste chiuse sino a quell’ora , voleva accertarsi che tutto fosse regolare . Donna Carmela uscì dopo un po’ ancora con gli occhi assonnati e fu subito quasi aggredita dalla sua amica preoccupata:
“ Donna Carmela ci avete fatto preoccupare ! Vi pare normale dormire sin quasi a mezzogiorno? Lo sapete che sono le undici ?Queste cose non le dovete fare !”
“Avete ragione ma ieri mi sono stancata un po’ a fare una pulizia generale!”
“ Vi ho portato un piatto di fagioli così non dovete cucinare …….li mischiate con un po’ di pasta e due pomodorini …….se poi volete fare un capolavoro prendete un po’ di pancetta da Don Arturo , la fate soffriggere e la mischiate con la pasta e fagioli …….ieri sera mi sono consolata ! Ma vi vedo preoccupata ! E’ successo qualche cosa a Ciccillo? Voi non me la contate giusta ! Non era mai successo che questa porta rimanesse chiusa sino alle undici .Ditemi tutto!”
“ Donna Conce’ non vi si può nascondere niente ! E’ vero sono preoccupata ! Mi ha scritto di nuovo il direttore della banca !“Chistu strunz’ vo’ i sord’” ( questo stronzo vuole i soldi ) . Entrate vi faccio vedere.!”
Donna Concetta entrò nella stanza e si sedette ad un tavolo dove si trovavano ancora i residui della cena della sera precedente . Poggiò il piatto di fagioli sulla tavola e si assicurò che l’altro piatto che fungeva da coperchio fosse in perfetto equilibrio . Il letto era ancora disfatto e nella stanza l’aria del mattino non aveva ancora sostituito l’aria della notte pregna di un odore greve . La vecchiaia ha odori tipici ed inconfondibili che fanno storcere il naso ai giovani . Donna Carmela allungò la lettera della banca all’amica dove si chiedeva , a chiare lettere ,il saldo di un debito .
Donna Concetta dopo averla letta la buttò sdegnata sul tavolo e disse :
“Chistu direttore è veramente strunz” ( questo direttore è veramente stronzo )…..ma scusate quella lettera che scrivemmo insieme….. voi l’avete spedita ?”
“Certo che l’ho spedita e questa è la risposta ! Vuole i soldi e fa già delle minacce che non ben capito …….. ……che significa procedure giudiziarie per la pianificazione delle pendenze….a me non pende niente e ……forse a lui pende qualche cosa ……ma non è colpa mia ? “
“ Donna Carmè lasciate da parte se gli pende o non gli pende ….. questo vi vuol sequestrare il vostro “vascio “
“ Il sequestro del vascio ? Ma il “vascio” non è mio ma del barone Carafa che è il padrone di tutto il palazzo ! Qui dentro non può sequestrare niente ……letto ….televisione ….tavolo da cucina …e “tiane” (tegami)….non sono sequestrabili . Questo lo sapete anche voi ! Vi ricordate quando fecero il sequestro a Donna Elvira ? E’ la stessa cosa . L’unica cosa che potrebbero sequestrare sta nel bagno ed è il famoso vaso da notte di Capodimonte del nonno della buonanima di mio marito ….che già ho impegnato tre o quattro volte ma che vado sempre a riprendere perché sono convinta che quel “pisciaturo “ ( pitale) porta bene a questa casa! “
Donna Concetta assunse un atteggiamento pensieroso e poi disse :
“Donna Carmè mettetevi qualcosa addosso ed andiamo a parlare
con “ chistu strunz”(questo stronzo ) del direttore della banca se no qua succede qualche guaio . ll pranzo ve l’ho portato io , vuol dire che al posto della pasta e fagioli mangerete fagioli con olio crudo …..ma andiamo a parlare con questo “piecoro” (maschio della pecora )”
Donna Carmela accettò senza esitazione il consiglio e disse :
“Avete ragione le situazioni bisogna affrontarle di petto, l ‘avrei dovuto già fare ! Donna Concè accompagnatemi perché stamattina son mazzate ! Non ce la faccio proprio più…..già mi ha scritto cinque volte!”
Il vicolo di Napoli è un sistema organizzativo sociale purtroppo non sufficientemente studiato .Dopo due minuti tutti nel vicolo sapevano che Donna Carmela e Donna Filomena stavano per andare a discutere addirittura con il direttore di una banca. Immediatamente sorse un gruppo spontaneo di sostegno per accompagnarle anche in ragione dell’età non più giovanile delle due donne .Era mezzodì quando il variopinto popolo del vicolo entrò nella banca al seguito delle due donne vestite con i loro abiti della festa . La banca a quell’ora era quasi vuota e non ebbero difficoltà ad arrivare senza intoppo sino alla camera del direttore . Qui però trovarono l’intoppo rappresentato da un uomo in divisa d ‘ usciere . Era di bassa statura con la chioma di colore indefinito che da tempo aveva abbandonato la sommità del capo evidenziando una ampia calvizia .
“Debbo parlare con il direttore !” disse Donna Carmela con voce alterata
“ Ditemi il vostro nome ……..e il motivo”
“Sono Donna Carmela Cantalamessa…….”
“ Siete Carmela Cantalamessa …..il Don è solo dei nobili e voi non mi pare che appartenete a quella categoria “
Donna Carmela guardò sgomenta Donna Concetta che stava cambiando la presa della mano al manico della borsa con il chiaro intendimento di passare a vie di fatto e sanare alla loro maniera l’offesa , sapeva infatti che bastava un semplice gesto ed il resto della banda avrebbe fatto il resto . Fu in quel momento che dal folto gruppo dei supporter si levò una voce dal timbro duro ma calmo :
“ Permettete !……..Parlo io con il signore ……..” Era Don Catello Amato , guappo ufficiale del vicolo Pallonetto ……ed oltre . Si avvicinò con tutti i suoi novanta chili all’usciere e gli afferrò entrambe le orecchie stirandole in senso orizzontale . In questa manovra le residue ciocche di capelli che avevano , nel tempo ,trovato riparo dietro le orecchie del malcapitato , terminarono la loro esistenza terrena nella morsa dell’indice e del pollice di Don Catello che non modificando per niente il timbro della voce disse :
“ In primis se siamo nobili o non nobili a te non deve riguardare ….in secundis quando parli di Donna Carmela devi dire Signora Donna Carmela perché lei non è come quella grande zoccola di tua madre….in terzis tu adesso vai dal direttore e dici che Donna Carmela gli vuol parlare alla presenza di tutti quanti noi …se entro un minuto non torni ad aprirci la porta perché “’ u strunz ‘” (lo stronzo ) avrà accettato di riceverci io prima rompo la testa a te poi entro e la rompo al tuo direttore ……chiaramente quando arriveranno i carabinieri voi dichiarerete che vi è caduto uno scaffale addosso se no domani vengo e vi ammazzo tutti e due …….e se te lo dice Don Catello Amato puoi crederci ….chiaro? Ora Vai !”
Passarono trenta secondi e tutti stavano di fronte al direttore che li ricevette in piedi .
Era giovane ben vestito e chiaramente molto preoccupato .Cambiava spesso l’appoggio del corpo dall ‘arto inferiore destro a quello sinistro e le sue mani tormentavano continuamente la punta di una bella cravatta Marinella .
Donna Carmela non parlò ma pose la lettera sulla scrivania del direttore che dopo averla letta disse :
“ Signora perché avete voluto parlare con me ……qui non si può fare niente purtroppo dovete pagare !”
“ Io non posso pagare !”
“ Ma cara signora così si arriverà al sequestro !”
“Io vi ho anche scritto !”
“Preferirei non parlare di quella lettera !”
“Ma io con quella lettera intendevo appunto spiegarvi la mia buona volontà nel cancellare quella che voi chiamate pendenza “
“ Vi ho detto che non voglio parlare di quella lettera!Ma vi sembra una lettera da mandare ad una banca ? Eccola qui ! La conservo nel mio cassetto perché nella mia vita è la prima volta che leggo una lettera del genere ……….Vi rileggo l’ultima parte nella speranza che voi ed i vostri amici vi rendiate conto dell’assurdità di quanto scrivete . Nella prima parte avete dichiarato che avete un mare di debiti e concludete in questo modo “ ……pertanto essendo oberata di debiti ogni fine mese metto nei bussolotti le richieste di pagamento dei vari creditore ed estraggo a sorte , il fortunato viene pagato . Vi avverto ,pertanto , che se insistete nelle vostre richieste , non parteciperete alle prossime estrazioni! ”
Donna Carmela lo interruppe con decisione , si avvicinò minacciosa alla scrivania e disse :
“Ebbene che c’è di strano sino ad ora non siete stato pagato perché non siete stato sorteggiato ! Quando verrete sorteggiato sarete pagato…..per una piccola quota sia chiaro !”
“ Signora ma secondo voi una banca può accettare la risoluzione di una pendenza all’uscita del numero del vostro speciale bancolotto? Noi vi manderemo l’ufficiale giudiziario per il sequestro . Ritenetelo questo come un avvertimento ufficiale !”
“ Anche il mio è un avvertimento ufficiale …..voi non parteciperete più alle estrazioni ! Per quanto poi riguarda il sequestro ,……venite pure ….l’unica cosa che mi potete sequestrare è il “pisciaturo “ (pitale) della buonanima di mio marito Gaetano …..ma forse nemmeno quello vi faccio trovare !”

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Discussione

Un commento per “Dal libro “Io Nord – Tu Sud”, “La Banca” di Mario Paternuosto”

  1. Secondo me se l’autore di questo libro prendesse sul serio la politica potrebbe dare lezione a molti. Il suo sentirsi superiore però lo penalizza…….anche se forse lo è senza il minimo sforzo visto il ciarpame che c’è in giro.

    Scritto da annibale | Agosto 2, 2010, 9:14 pm

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