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Arte e Cultura

“Arcano e spazzatura” (seconda parte) | di Maria Perrella

Proponiamo di seguito ai lettori di Caffè Procope la seconda parte del racconto scritto da Maria Perrella:

Al pianterreno di questo grattacielo adibito a cimitero, prima di procedere per le visite ai propri cari estinti, si passava per la reception munita di computer dietro cui campeggiava Tal Lesecasa, un cerbero contemporaneo infagottato nel vestito scuro dalla giacca sbilanciata all’indietro, rifinito di camicia e cravatta, e dalle zampe divergenti che un paio di scarpe dal colore nero lucido guarnivano con ostentazione. Il suo aspetto, per una predisposizione genetica e grazie alla lenta fusione uomo-ambiente, era regredito ad uno stadio che richiamava alla mente i primati Catarrini, una specie di scimmia della famiglia dei Pongidi con arti superiori che penzolavano lungo il corpo, così lunghi da sembrare dimenticati al loro destino; sullo sfondo di una fronte piccola e schiacciata, contenitore di un cervello che si intuiva ridotto di dimensioni, si stagliavano peli rossicci divisi da una riga netta alla guisa di due tendine che rivelavano occhi piccoli e ravvicinati saettanti di continuo da destra a sinistra; le orecchie più grandi del normale si affacciavano dai peli ricci che si aprivano spaziando da una parte all’altra. Il linguaggio aveva la cadenza di un dialetto atipico con inflessioni gutturali, comprensibile solo ai membri della stessa specie abituati a vivere in gruppi basati su legami materni e sessuali. Quando qualche raro passante si fermava per far visita ai morti, Tal Lesecasa lo incitava a firmare

“Mttn frm ccà (Metti una firma qua)”

La femmine della stessa famiglia erano state fino al duemilacinquanta circa, importanti imprenditrici abituate a campare con trentamila euro al mese mentre alla gente comune il lavoro non veniva più retribuito, e quando i mariti venivano arrestati, esse volentieri giacevano con altri maschi della stessa specie.

Muzzenne si trovava a nord di Napoli, nei pressi di quello che negli anni duemilaventi-trenta era stato un gigantesco deposito di scarti umani e industriali, famigerato territorio differenziatosi per l’appellativo di triangolo della morte. Le campagne dell’area a nord di Napoli erano state prestate per decenni in cambio di soldi, agevolando a tal punto comportamenti criminosi che il percolato di migliaia di tonnellate di rifiuti solidi urbani e di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, precipitò nella falda acquifera avvelenando lentamente uomini e ambiente per chilometri e chilometri. L’aria che si respirava era appesantita dalla flatulenza che si levava dai rifiuti lasciati a imputridire per mesi nelle periferie dove stanziavano immigrati irregolari a fare i lavavetri e a vendere fazzolettini ai semafori

“Nagadef? (Come stai?)” diceva Mamadou ogni mattina al suo connazionale

“Magi ci giam Italia. (Tutto bene qui in Italia)” rispondeva Ibrahima, anche se non dormiva di notte e mangiava una sola volta al giorno condividendo il pasto con gli altri compagni perché quello che riusciva a racimolare doveva spedirlo alla sua famiglia in Africa . Tutti e due erano cresciuti nel loro Paese col mito dell’Europa inculcato dai testi scolastici e per loro come per tanti altri, il miraggio europeo di realizzare una vita migliore passava per l’emigrazione. Per pagare il viaggio di sola andata i genitori fecero una colletta fra parenti, ma quando i ragazzi si videro buttati per strada e il sogno svanire come le dune del deserto disfatte dal vento, allora rimpiansero la loro Terra. Ormai non potevano più tornare, sarebbe stato ammettere un fallimento e poi i parenti e tutta la comunità non avrebbero tollerato il rientro: avevano pagato il viaggio di sola andata.

Un poco più distante ragazzine dell’Est Europa dirottate in Italia con un desiderio da realizzare nell’illusorio mondo dello spettacolo e buttate, invece, in mezzo alla strada a farsi svuotare il corpo e l’anima dagli italiani virtuosi di giorno e viziosi di notte. Sulla statale che portava a Castel Volturno, il paese divenuto famoso per la strage di camorra in cui morirono sei africani innocenti, le prostitute erano tutte nigeriane costrette dai clan anche a fare da sentinelle alle discariche abusive quando arrivavano i camion con i veleni da scaricare, per un accordo fra camorra locale e quella nigeriana. Ma non erano solo ragazze straniere a battere i marciapiedi, molte casalinghe per tirare avanti la famiglia erano costrette a prostituirsi. Fino al duemilatrenta, questa frenesia di guadagno per beni più o meno primari, con lucida follia immolava vite umane, di sicuro aveva una ragione metafisica: tutto si faceva per un essere sovrannaturale dalle sembianze di un raccapricciante animale, e cioè il mitologico Chupacabra, dallo spagnolo il «succhia capre», ovvero uno dei più temibili predatori esistenti in natura, con un nome che si arrestava durante la sua corsa come un’onda che si dissolve prima di infrangersi a riva o come una spina di pesce conficcata accidentalmente in gola per lungo tempo senza riuscire a rimuoverla nonostante tutti i possibili tentativi. Il nome si pronunciava PIL. A questa orripilante divinità si assoggettava l’intera umanità fino all’autodistruzione.

E anche le nuvole in quel periodo lontano parevano vestite a festa con codazzo di signori in doppiopetto e signore inanellate a suonare la grancassa delle menzogne.

Il degrado di Muzzenne iniziò verso la fine del duemilaventi quando il nuovo sindaco Felice Mondo, allora trentacinquenne, pur animato da un profondo senso civico e una forte spinta emotiva a voler a tutti i costi raggiungere l’obiettivo prefissatosi, e cioè tenere pulito il territorio, dimenticandosi di tutto, anche della moglie Speranza, dopo cinque anni dal suo mandato si ritrovò con i capelli precocemente incanutiti e la salute del tutto rovinata per esaurimento delle risorse energetiche dell’organismo. (continua)

Maria Perrella

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Discussione

22 commenti per ““Arcano e spazzatura” (seconda parte) | di Maria Perrella”

  1. beh …che dire! A me piace leggere e questo mi sembra un racconto fluido e soprattutto reale, immaginando ‘quel che sarà o potrebbe essere’! non aggiungo altro…..to be continued….cordialità…

    Scritto da Pierino Gentile | Agosto 26, 2010, 10:52 am
  2. Quel che sarà o potrebbe essere,caro Pierino,certo,però noi tutti abbiamo il potere,se vogliamo,di trasformare la realtà.
    Cordiali saluti.
    Maria Perrella

    Scritto da Maria Perrella | Agosto 26, 2010, 10:16 pm
  3. Ma stu cafè procope ntene proprie chè pubblicà?
    stà a fà pubblicità ra ruie mis a nu libre cà nisciut sà lette pecchè nu’ dice proprie nient?
    Ià mannate pure vuie fattariell e canzuncell e vrimm kè succer.
    Nu’ penz ke succer a stessa cose.
    Vuie ke dicite?
    rosatea

    Scritto da Tea Rosa | Agosto 27, 2010, 8:46 am
  4. e proprij cu ttè vulev parlà Tea, sì sciut mò mò rà nù romanz rà cullan rosa, e si vede che sul chill saij leggere.

    Scritto da tabacchiera | Agosto 27, 2010, 9:40 am
  5. Grazie lo stesso Tea per il tuo non apprezzamento. Ma sai è che in questa metà d’agosto non avevo altro da fare che riprendere alcuni spunti di un racconto già pubblicato e rimodellarlo alla luce degli ultimi fatti accaduti,e Caffè Procope gentilmente mi ha assecondata. E non è vero che nessuno l’ha letto solo perchè non l’hai letto tu.Sei una donna,puoi essere creativa.Pensaci.Un bacio
    maria perrella

    Scritto da Maria Perrella | Agosto 27, 2010, 9:51 am
  6. Voglio sperare che la Signora Maria Perrella non ceda alla tentazione di rispondere all’anonimo che si firma Tea Rosa (anche se non è difficile immaginare CHI è!)Costui, volutamente, si dà una parvenza di qualunquismo autoctono, ma non è così…!Egli ha intimamente apprezzato questa seconda parte poichè possiede i mezzi per farlo, tuttavia deve dileggiare!Inoltre, sempre all’anonimo Tea Rosa dico che io il libro l’ho letto, ne ho tratto piacere ed ammaestramenti e non sono il solo ad averlo fatto!Nel rinnovare a Maria i miei vivissimi complimenti, mi permetto di esortarla a proseguire sulla nobile strada intrapresa, quella della diffusione della conoscenza, in riferimento al commento dell’anonimo Tea Rosa, con le parole di papà Dante:”(…)ma nondimen rimossa ogni menzogna/tutta tua vision fa manifesta/e lascia pur grattar dov’è la rogna(…)” Ancora vivissimi complimenti cara Maria!!
    Cordialmente
    Marco RUSSO

    Scritto da Marco RUSSO | Agosto 27, 2010, 10:36 am
  7. Brava Maria,meglio la seconda.
    Ti stimo.
    Marco Tullio Sperelli

    Scritto da Marco Tullio Sperelli | Agosto 27, 2010, 4:17 pm
  8. Ti ringrazio caro Marco,però anche le provocazioni servono a comunicare.Per esempio mi danno l’opportunità di dire che chi ci ha rovinato il territorio in futuro potrebbe anche essere il nostro guardiano come quel Tal Lesecasa (smontiamo e rimontiamo il nome e vediamo cosa viene fuori),oppure parlare di quel mostruoso personaggio che ci schiavizza e si chiama PIL e cioè:prodotto interno lordo.Noi siamo condannati a comprare e consumare sempre più per far aumentare il PIL e chi lo ha ideato non era nemmeno tanto intelligente perchè nel PIL non ha incluso il costo del lavoro domestico che,per questo motivo e anche se produce benessere sociale,non viene riconosciuto.Ma noi se vogliamo possiamo cambiare direzione alle cose.Un caro saluto.
    maria perrella

    Scritto da Maria Perrella | Agosto 27, 2010, 9:05 pm
  9. già cambiare. al suono ( e voci) del canto (rigorosamente femminile, in omaggio alla Perrella) di “presto compagne andiamo il fischio già ci chiama mentre la ricca dama stanca d’amoreggiar comincia riposar”. preghiamo chiunque intenda partecipare all’auspicato cambiamento, di farci sapere in cosa meglio si identifica,nel ruolo della compagna tessitrice o della più attuale ( e decantata dal nostro giornale di feltri) ricca dama che si accompagna alle cariche istituzionali ( ma che sa vincere anche al lotto).
    w il canto delle tessitrici !!! w la canzone triste !!! w le lotte di retroguardia !!! w il lotto !!!

    Scritto da marcianise s'è desta | Agosto 28, 2010, 6:37 pm
  10. mia intenzione(questa canzone non la rammento,l’ha mica inventata lei msd?) è solo focalizzare le prestazioni lavorative fornite su base volontaria(lavoro domestico e volontariato sociale),che il concetto di PIL ignora completamente,svolte in genere dalle donne e che costituiscono vero e proprio “collante sociale”.non mi riferisco alle ricche dame che vincono anche al lotto e possono permettersi bambinaie e donne di servizio;il mio punto di vista molto più modesto è rivolto alle donne comuni.inoltre la violenza imposta dai ritmi della produzione e del consumo ha messo in evidemza il falso mito della crescita economica a tutti i costi che non fa altro che spogliare il territorio delle sue ricchezze naturali e devastare un paesaggio.
    ne approfitto per ringraziare il signor Sperelli.
    maria perrella

    Scritto da Maria Perrella | Agosto 28, 2010, 7:43 pm
  11. adorato MSD,
    credo che la bravissima Signora Maria infondo infondo la stimate anche Voi,come risulta dai nostri servizi taglia x° e non per ultimo, del nostro inimitabile pluridecorato Barbarigo che Voi da sempre andate fiero con le mani tese petto in fuori.
    certamente gli scritti della Maria non sono mai banali.non mi imbarbarirei contro la scrittrice,saggista e narratrice di numerevoli suoi originali articoli,l’affiancherei per farla crescere, come fa un maestro di pugilato o di nuoto verso il suo allievo,proiettandola e al grande pubblico.i numeri li ha e come diceva il buon Bettino:se sono rose fioriranno.il tempo Vi dara’ ragione.
    ed ora a noi,come diceva il buon Benito.Vi ringraziamo per l’invito in occasione della festivita’ del Popolo a Marcianise la festa delle rane.
    saremo presenti anche se dobbiamo sopperire qualche curioso.
    Vi ringraziamo adorato MSD,sempre piu’ desta.
    W Maria Perrella!!! W MSD!!! W Bettino !!! W Silvio!!! anche se ha la raucedine!!!

    Scritto da fragolina | Agosto 28, 2010, 7:46 pm
  12. “Il sindaco Felice Mondo al termine del suo mandato si ritrovò con i capelli precocemente incanutiti e la salute del tutto rovinata per esaurimento delle risorse energetiche dell’organismo. (continua)”. Cara Maria, se mi consenti vorrei essere io a continuare… Il sindaco Felice Mondo cominciò a rovinarsi la salute fin dall’inizio del suo mandato, cioè da quando cominciò ad avere a che fare con quelli che avevano determinato la sua affermazione, cioè quelli che stavano continuando a lucrare con il traffico e lo smaltimento illegale di rifiuti tossici, comunque collegati al cartello criminale dominante nella città di Muzzenne e nell’interland limitrofo. Per disobbligarsi dei voti ricevuti, il sindaco Felice Mondo dovette sottostare alle imposizioni dell’organizzazione criminale, per cui, con appalti truccati, dovette affidare il servizio di igiene urbana a ditte riconducibili agli Onorevoli del sistema mafioso. Le continue preoccupazioni fecero incanutire il sindaco, ma al termine del suo mandato le sue precarie risorse organiche furono compensate da un consistente conto in banca, abbastanza sufficiente a far sopravvivere le sue tre future generazioni in località amene poco a Sud della Padania, lasciando tutti i suoi concittadini (che in lui avevano riposto qualche speranza) nei miasmi tossici che invadevano l’intero territorio di Muzzenne.

    Scritto da Franco Tartaglione | Agosto 28, 2010, 8:58 pm
  13. uoi ci ma a nuie che ce ne fott e stu’ flic mont.chi e’ flic mont? allora t laggia ricr natavot.nu scrivr accussi a gent capisc che tu si ntelligent,a gent nun e’ fess.ric ca t vuo’ spara’ a pos e sparatell sta’ pos,tant nun t penz nisciun.nuio imma pnza’ a mangia’ e si stamm buon pur a caca’e capit?lassala sta’ a mari chell nun da’ fantitio a nessun,vuoi sit nu poc glus,po ricn che e’ o tabbaccar glus invec sit vujo.
    sentitm buon.ca a ro nujo stann e mierc ca fann addventa’ e figli mierc. e nutar ca fann addventa’ e figl nutar. e fess ca vonn che e figl fann e prufssur.eh e tiemp mie quann ce jevm a rubba chelli bell buttegl e latt a copp e fnestr.chillu Profssor Narducc,o stat l’eva ra pcche’ ci suppurtav 3 stipendi.sintitm a me,a matin quann ve scitat zucatv 2 ov fresche.assi nun tnit e vallin iat miez o mrcat e accattatvenn nu par,ric che fann ben a memoria.
    statv buon comma ci e penzat a salut pecche’ chi tropp sturea f… a……

    Scritto da Federica T. | Agosto 28, 2010, 10:22 pm
  14. Caro Franco rispetto a quello che è venuto fuori in questi ultimi tempi sui consorzi attivati agli inizi degli anni novanta se non sbaglio,la tua visione mi sembra un pò riduttiva e non so,parlando dei giorni nostri,un sindaco eletto quando già le cose erano belle e consolidate, quali strumenti aveva per inventarsi altro se consideriamo che in tutto questo c’entrano anche le procure.Per la questione dei voti,tutti hanno diritto a votare,ma altro discorso è fare accordi.Il mio personaggio non fa accordi anche se inizialmente mi sono ispirata a un politico scaltro che ha fatto parte dell’Amministrazione Provinciale.Infatti nel libro Felice Mondo non è sindaco,l’ho battezzato così in questi giorni.I fatti che dici non li conosco e sono di pertinenza della magistratuta.
    maria perrella

    Scritto da Maria Perrella | Agosto 29, 2010, 9:41 am
  15. no che non l’abbiamo inventata noi. il comunismo lo studiamo( per debellarne ancora oggi le vari declinazioni in tanti settori, silvio non ha mai avuto torto dicendo che il comunismo c’è ancora) e non lo pratichiamo.
    questa è una canzone sociale composta da uno dei vari cantori di vittorie, di sorti magnifiche e progressive di un comunismo portato dall’onda della storia. canzoni che parlano di sconfitte, di compagni uccisi, di lotte andate a male e, quello che è peggio( e che perciò si adatta alla vostra voglia di cambiamento contro il capitalismo), della orgogliosa determininazione a ricominciare. un tentativo che noi vogliamo stroncare sul nascere avvalendoci di strumenti democratici quali l’istruzione e la cultura ( con questo speriamo di convincere anche voi).
    potremmo, riferendoci alla mitica fiat che tutto il mondo ci invidia, rispolverare un’altra canzone che potrebbe tornare di moda rispolverando così lotte che sanno di retroguardia, di un sessantotto a ritroso, tanto per intenderci :
    si intitola “O cara moglie” di Ivan Della Mea , storia di un operaio sconfitto, di un operaio licenziato, del ricatto padronale,che oggi i nostalgici compagni vogliono resuscitare, che convince o costringe tanti operai a chinare la testa e rientrare in fabbrica.
    ne accenniamo, a vostro beneficio, una piccola strofetta tanto significativa quanto si vorrebbe che fosse attuale e adatta ai nostri tempi :
    ” quei poveretti facevano pena ma dietro di loro, là sul portone, rideva allegro il porco padrone: l’ho maledetto senza pietà “.
    per questo, diciamo( scriviamo), pur di non maledire e di non farsi maledire da nessuno, meglio il lotto che le lotte( che sanno tanto di retroguardia sessantottina).

    Scritto da marcianise s'è desta | Agosto 29, 2010, 9:44 am
  16. fragolina ma mò che sì turnat r’ì vacanz parl talian? sì cchiù simpatic quann t sprimm ‘ntialett. m’è semp cantà chell’ata part rà canzon.

    Scritto da tabacchiera | Agosto 29, 2010, 10:03 am
  17. il mio pensiero nei vostri riguardi si va orientando nella convinzione che in voi,marcianise s’è desta,sussista una dolorosa lacerazione di anime in conflitto:in sintesi vi affannate a vestire i panni di uno di destra quando fondamentalmente siete di sinistra.e questi tentativi di camuffarvi a forza non sempre vi riescono alla perfezione.perciò vi consiglio di dare voce al comunista che alberga in voi.
    maria perrella

    Scritto da Maria Perrellaxmsd | Agosto 30, 2010, 4:36 pm
  18. no, egregia mariaperrella, noi ci stiamo adoperando in tutto il mondo per sconfiggere il comunismo. siamo stati persino negli stati uniti, ma non per mangiare i pop corn. bensì per sostenere i pop-con, ovverossia i populisti conservatori che si apprestano, grazie anche al nostro contributo e dei fratelli americani consociati con noi, a dare una spallata a obama (che è pur meglio di tutti i nostri sinceri democratici messi insieme) nelle elezioni di novembre che di sicuro vinceremo.
    e abbiamo conosciuto un’altra donna . una tale michele bachmann. michele, che è una donna, come lo siete voi, sorridendo e fantasticando come fate egregiamente anche voi, dice lo stesso cose terribili. una volta, già deputato del minnesota, giurò alla radio che voleva vedere la sua gente ribellarsi alla legge sul clima di Barack Obama. e, forte delle sue convinzioni,anni fa dovette dimettersi da insegnante quando un gruppo di genitori lamentò la svolta un po’ troppo fondamentalista della sua scuola cristiana: va bene il creazionismo obbligatorio, ma vietare la proiezione di Aladdin perché «incita al paganesimo» era sembrato un po’ troppo. noi, invece, l’abbiamo confortata ad andare avanti, così come ora, spinti anche dalle raccomandazioni della puzzanellara ( scommettiamo sulla sua provenienza dalla nobile capitale di puzzaniello) fragolina,facciamo lo stesso con voi. andate pure avanti, contribuite a far pulire ( e cambiare), con ogni mezzo, incluso le favole, le nostre amate patrie meridionali, cambiando( è l’unico cambiamento che vi concediamo) la mentalità sudicia dello sporcare i nostri amati luoghi.
    una mentalità denunciata dall’altrettanto egregio giudice raffaello magi sul mattino di oggi, con tanto di foto, sull’asse giugliano-marcianise, denominato a ragione, strada dell’inciviltà. documenteremo lo stesso stato di cose anche noi con tanto di foto scattate tra marcianise e Capodrise.una conurbazione dell’inciviltà.

    Scritto da marcianise s'è desta | Agosto 30, 2010, 6:36 pm
  19. No cara Maria…mi ha fatto cadere un mito della destra cittadina e soprattutto del portale procopiano: attendo smentite! Cordialità ‘nascoste’….

    Scritto da Pierino Gentile | Agosto 30, 2010, 8:12 pm
  20. …no Signora Maria ,mai e poi mai si puo’ attribbuire al mitico, celebre, unico,inimitabile,impareggiabile MSD di essere fedele a tito,breznev,lienin,gorbaciov,o se volete bassolino.Vi sbagliate,Egli nonostante il Suo gran sapere e’ uomo umile che ama stare con tutti,Lei compresa,a dialogare certo.
    Signora Maria Le devo dire una cosa.Mia mamma molti anni fa quando al suo paese s’innauguro’ la sezione del pci fece (come si usava allora),la madrina,io ero un bambino e mi parlo’ di questo.Molti anni dopo
    quando mori’non vidi nessuno fuori la chiesa nessuna bandiera rossa.Allora pensai: e i comunisti di allora dove stanno?Avranno avuto la memoria corta,o si saranno dimenticati di Lei,tuttoqua.
    E facile confondermi con MSD,ma come Lei sa siamo 2 entita’ diverse,ovviamente Lui e il massimo ed il migliore.Suscitiamo molta curiosita’ e forse per qualche “malpensante” tuttoattaccato,anche un po di invidia.
    Ma noi che siamo come sapete il partito del fare e dell’amore ,amiamo anche chi ci invidia.Bisognerebbe imparare a sciogliere i nodi dentro di se,vivrebbero meglio molte persone,camperebbe 100 anni come il nostro Silvio,anche se ne dimostra 25.
    Abbiamo insieme forse il sesto senso,abbiamo fiuti simili,siamo insomma uguali nel pensare e nel fare,come il famoso partito dell’amore che tutti ci invidiano, sopratutto molte bardasce puzzanellane che sanno del mio arrivo coincidente con la kermesse gastronomica,unica in Italia.
    Saluto.

    Scritto da fragolina | Agosto 30, 2010, 9:34 pm
  21. già. la vostra precisazione, cara fragolina, è caduta, per restare a tema, che è quello delle favole, a fagiolo. il fagiolo magico di richard walker. come vedete, ci intendiamo anche di favole e non per questo raccontiamo frottole. sapere di politica, di filosofie ad essa collegate, di comunismo, in particolare,ma anche( sperando che ora non ci accusiate di veltronismo)di fascismo, non implica che siamo fondamentalmente di sinistra. e, avere,in comune con tale ideologia, la barra dritta al cuore della comunità sociale e alla sua crescita, il mutuo soccorso, il capitalismo ( cosa che il comunismo ha ben aggiornato in cina) solidale ovverossia la terza via del mercato contro la crisi, ben illustrato( e copiato dalla nostra destra sociale) dall’egregio giulio tremonti( il miglior ministro dell’economia che tutto il mondo ci invidia)nel suo best seller ” la paura e la speranza”, non intacca per nulla il nostro mito.
    state tranquillo Pierino, continueremo,imperterriti a svolgere il nostro ruolo che è quello di diffondere la cultura della destra e dei governi del fare.ma anche quelli del disfare( in cui sono bravi i finiani dell’ultimo periodo e sinistrorsi vari).

    Scritto da marcianise s'è desta | Agosto 31, 2010, 9:57 am
  22. vi ostinate a mettere in atto una commedia che,anche se recitata bene,invita a leggere dell’altro.va bene,stiamo al gioco(lo dico anche a Pierino)e andiamo per ordine:se proprio volete scovare delle analogie al femminile fate per favore degli esempi che siano meno roboanti,inoltre in michele bachmann non riesco a identificarmi neanche un pò viste le critiche feroci,per niente ridenti,sulle posizioni riformiste di obama nel campo della sanità e nucleare.alla simpatica bardascia fragolina dico che non mi riferivo a lei quando ho parlato di scissione,è un dolore esclusivamente di msd,ma se si ritiene chiamata in causa probabilmente ha le sue ragioni.lei era un bambino quando la sua mamma faceva la madrina all’inaugurazione della sezione del PCI di capodrise,però quando è venuta a mancare non ha visto manifestazioni di affetto da parte dei compagni,perchè di certo hanno la memoria corta.ma si è sempre in tempo a capire e rimediare.
    maria perrella

    Scritto da Maria Perrellaxmsd | Agosto 31, 2010, 11:33 am

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