Mi fanno ridere quelli che si sorprendono a vedere le nostre campagne come piccole e medie discariche di monnezza. In questo caso, come in ogni evento, è l’economia che muove tutto. No, non sto pensando al traffico dei rifiuti o roba simile. Sto dicendo semplicemente che quando la terra non è più considerata un bene prezioso, e cioè come la ragione principale della tua sopravvivenza, allora è chiaro che per te, come per chi ci porta spazzatura, non è altro che uno spazio qualsiasi dove appoggiare un po’ di rifiuti in attesa che qualcuno (chi?) li vada a togliere.
Pensate solo per un attimo, facendo lavorare la vostra fantasia, se qualcuno avesse provato 30-40 anni fa a depositare il suo sacchetto di spazzatura su un terreno di un contadino che coltivava tabacco, grano, granturco e compagnia bella. Sarebbe stato come se qualcuno ti fosse venuto a sputare nel piatto di maccheroni imbottiti in una qualunque domenica di festa. Sarebbe stata, insomma, una violenza inverosimile, ed infatti non accadeva. Le campagne erano pulite e profumate perché Marcianise significava “lavoro agricolo”, fonte di sostentamento unica e vera. Sterminati terreni fertilissimi in cui l’acqua si attingeva da tutte le parti: dalle limpide “Ripe di Santa Venere”, dove si metteva a macerare anche la canapa, o direttamente dal terreno, dove bastava fare un diavolo di buco per vedersi sgorgare a fiotti il liquido trasparente che serviva ad abbeverare piante e animali.
Anche il paesaggio era straordinario, lo stesso che incantò Goethe nel suo Gran Tour italiano. Ecco cosa scrisse quando ammirò le nostre campagne: “Solo in questo paese si può capire cosa sia la vegetazione e perché si coltivino i campi. Il lino è già presso a fiorire, il grano è alto una spanna e mezza. La regione intorno a Caserta è tutta pianeggiante, i campi sono lavorati con nitore uniforme, simili ad aiuole di giardini. Ovunque s’innalzano pioppi cui si allaccia la vite, che pur ombreggiando il suolo non impedisce la messe più rigogliosa. Che mai avverrà al prorompere della primavera!”.
Questo splendido ritratto è perfetto per descrivere cosa erano le nostre campagne, lo stesso paesaggio ricordato e vissuto dai nostri nonni e padri e, prima di loro, da generazioni e generazioni. Ma la terra era stata per essi la fonte unica di sopravvivenza, un bene indispensabile ed irrinunciabile. Se qualcuno crede ancora di recuperare le campagne ed il paesaggio tipico nostrano muova il sedere e pensi che non basteranno bonifiche e fesserie varie: l’unica soluzione è quella di riconvertire le campagne da discariche in luoghi di produzione agricola. Per fare ciò basta svegliare il contadino che si cela dietro la patina di uomo moderno, in poche parole basta far trasalire l’uomo saggio e sperare di far addormentare per sempre quello imbecille.
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Bell’articolo Alessandro, mi hai fatto ricordare le passeggiate con gli amici con le biciclette per le stradine di campagna non appena la primavera osava annunciarsi (eh si prima, qualche lustro fa, le 4 stagioni si avvertivano!)ove si annusava quell’inconfondibile odore della TERRA e delle sue culture. E poi le tante viti allacciate agli alberi di pioppo: si ‘assaggiava’ di tutto, ma se si veniva scoperti dal padrone tutti a scappar a gambe levate (‘a terra ‘e zi Fattell…), altrimenti erano guai. La terra era vitale per i nostri avi: ora si è perso tutto, non c’è più rispetto per essa da parte di tutti! Neanche chi la lavora ancora la ama profondamente come prima: noto con molto disappunto e dispiacere che vengono più spesso abbandonati sulla stessa terra ove si dovrà coltivare, i contenitori in polistirolo che contengono le piantine da piantare, oltre a tutte le oscenità già 1000 volte raccontate su queste ed altre pagine! Che TERRA lasceremo ai nostri figli???? Sicuramente non avranno la nostra stessa fortuna di aver conosciuto una signora terra! Cordialità….
Caro Sandro,
hai scritto un articolo che mi ha fatto commuovere perchè è da tempo che faccio una battaglia per la nostra dannata terra!!!!!!!!
Non sai quante volte mentro corro tra le vicciolle penso a coloro che deturpano la nostra terra e ti potrei fare un mappa di tutti gli scarichi dell’ultima settimana!
Purtoppo ho anche segnalato la cosa ma nessuno può farci nulla finchè non cambierà la mentalità di ognuno di noi
!!!!!!
già. un gran bell’articolo. d’altronde non scopriamo oggi lo scrivere bene e il diffondere notizie( comprese quelle belle della “nostra” amministrazione che ha voluto ricambiare così la cortesia con una altrettanto immeritata querela) in modo altrettanto decoroso di caffè procope e dei suoi redattori.
non altrettanto si può dire per le risposte e le frequenze di letture e commenti ben più elevate per inciuci e robette varie.
il che la dice lunga sulle responsabilità di questa situazione : la mancanza di una generazione di mezzo, di una classe intellettuale che spinga i giovani a farli trasalire e far uscire l’uomo contadino sperando di far tramontare in loro, in maniera definitiva, l’uomo imbecille.
generazione uscita dal ‘68, senza meriti, con i 6 e i 30 politici da scuole e università, occupante poltrone statali, scuole, comuni, università, governative e bancarie senza infamia e senza lode, che vede giorno dopo giorno i propri figli arruolarsi nell’esercito o nell’areonautica o scappare dal territorio di appartenenza in cerca di miglior fortuna.
generazione che non conosce, non sa insegnare a sfruttare le potenzialità, le risorse dei propri territori e che non sa, tornando a bomba sull’argomento, delle connessioni tra cibo, natura, comunicazione, democrazia.
non vogliamo dilungarci troppo, nella speranza che l’articolo in questione e il nostro intervento risveglino l’attenzione e le coscienze, ma lasciate che a concludere sia una bella pubblicità, per una chiacchierata tra carlo petrini e jeremy refkin( entrambi nostri eroi) che potete seguire nei dettagli su http://www.terranauta.it. una chiacchierata che si collega a quanto fatto osservare dal valido e ardito alessandro tartaglione.
w petrini !!! w slow food!!! w refkin !!! w alessandro tartaglione( anche se non è di destra)!!!!
Mi scusi Alessandro Tartaglione, ma da questo Suo scritto devo dedurre che Lei abbandonerà la sua attuale attività per fare l’agricoltore?
Cambiare idea è da persone intelligenti.
Sono solo per ricordare che a Marcianise (secondo la mia opinione) tutta la politica economica è stata sbagliata a partire dall’amministrazione Fecondo che con tenacia ha voluto cambiare i connotati alla nostra popolazione facendola diventare da Agricola a commerciale. Tutti sappiamo però che i nostri concittadini non sono commercianti e anche le nuove generazioni mancano di quelle caratteristiche innate proprie di chi commercia (pensate ai napoletani).
Non voglio essere presuntuoso di fare lezioni ma nell’esprimere una semplice opinione dico che sarei stato più entusiasto con una politica economica basata sulla industrializzazione dell’agricoltura dove sicuramente tutti noi marcianesani avremmo potuto insegnare qualcosa agli altri e non viceversa. Cordiali Saluti a tutti i lettori.
Non collocherei la bonofica tra “le fesserie varie”, penso che sia assolutamente necessaria, e aggiungerei, alla svelta! Per quanto riguarda la “riconversione delle campagne da discariche in luoghi di produzione agricola” – ardua impresa – rimane un’utopia:la campagna tutt’al più ti sfama, non ti arricchisce! E il solo vivere decorosamente, purtroppo, non è contemplato dalle leggi del moderno vivere edonistico; e poi, un’altissima parte del territorio narrato da Goethe è stato cementificato…non esiste più!
Marco RUSSO
salvatò attento che ti cantano la ninnananna !!
bene.già è qualcosa aver elevato a 139 letture e 7 commenti uno dei migliori articoli apparsi in questo giornale.
suggeriamo una maggiore dedica allo spazio pensieri, parole ecc. ecc.
che si potrebbe,a ragione, definire uno spazio filosofico, di meditazione, di riflessioni. un filosofare che per sua natura desta, risveglia le coscienze.
riguardo al mancato arricchimento che si otterrebbe dalle campagne, beh ci sarebbe un bel dire, egregio marcorusso, soprattutto se ci si rivolge al settore dei giovani.
secondo voi quali alternative hanno oggi le nostre ardite aurore ? tranne pochi casi in cui la vocazione a servire la patria è molto spiccata, siete così sicuro che la strada delle cooperative, dell’impresa agricola o agri-industriale, sia da scartare? e quanto percepisce, di stipendio, un “precario” dell’esercito?
fatevi un giro nelle campagne vicine meno dedite al tabacco e scoprirete fragole e uva IGP se non proprio DOP.
per non parlare degli incentivi previsti dal nostro governo( altro che vivere edonistico)del fare per i giovani.
la questione dell’ingresso dei giovani nel nostro olimpo imprenditoriale è una delle centralità del piano strategico nazionale: un giovane con meno di 40 anni che vuole insediarsi come titolare di un’azienda agricola, ha a disposizione un premio di ingresso che arriva a un massimo di 70.000 euro.
e per finire, una bella pubblicità per le nostre aurore che vogliono unirsi a noi nel settore della piccola e media impresa, il motore della nostra amata patria: http://www.reterurale.it( tre W di viva, se le merita tutte, questo sito)
Riporto testualmente un assunto a firma di marcianise s’è desta[...]“( comprese quelle belle della “nostra” amministrazione che ha voluto ricambiare così la cortesia con una altrettanto immeritata querela)” Prendo atto della querela definita “immeritata”; nondimeno, per la “cortesia” ricambiata, questo mi porta a figurarmi marcianise s’è desta persona necessariamente coi baffi…!
Marco RUSSO
hihihihihihihihihihihi….Marcoooooooo!!!!!!1111
avete fatto bene a segnalarel’assunto e non l’assunta ( manca ancora tanto alla sua festa). tanto da farci accorgere di una omissione: “comprese quelle belle della “nostra” amministrazione che ha voluto ricambiare così la cortesia con una altrettanto bella immeritata querela”
il “bella” non andava omesso e ci è toccato licenziare così, in tronco, l’addetto alla battitura che, grazie a iddio, campa comunque di impresa. come tutti noi dell’olimpo imprenditoriale, tra l’altro.
vi siete impuntato sull’assunto, però, tralasciando il resto. a noi piacerebbe sapere se anche voi appartenete a quella generazione di mezzo che se ne è fregata di istruire le nostre aurore marcianisane.
l’unica isola felice, ma non per molto, se non si svegliano le coscienze, rimane puzzaniello con le sue puzzanellare. potrebbero benissimo diventare le eredi imprenditrici di donne che, in un passato non lontano, portavano il maccaturo in testa.
basta che dite al pd e ai sinceri ambientalisti e democratici che non si fissano con il bio carburante,però.
P.S. la nostra ironia sulla querela la dice tutta sul nostro dispiacere che ha provocato la notizia. continuiamo ad affermare ed essere convinti che caffè procope non c’entra nulla con le diffamazioni( non si può negare che ci sono) contenute in quel video.
L’ironia sta a marcianise s’è desta come il mio gatto sta ad un frigorifero! Te l’ho già detto una volta, amico mio, l’ironia è per te una scarpa stretta: ti procura solo dolore e fastidio!!ma tu insisti e ti pigli le tranvate! E ora veniamo a noi. Tu, invece, con le “aurore” cosa hai fatto o cosa pensi di poter fare? io credo nulla, poichè anche lo strumento notevole della tua conoscenza preferisci distorcerlo a vantaggio d’una patetica quanto cervellotica ironia!Se almeno prendessi atto che l’ironia “non è cosa tua…!” Vedi, mi capita a volte di leggere alcuni tuoi commenti validi, seri e propositivi, poi, d’un tratto, inspiegabilmente, torni ossessivamente a bussare invano alla porta di quella sottile arte chiamata ironia, che seguita per te, nondimeno, ad essere interdetta.Tuttavia se credi che questi tuoi tentativi di forzare quell’uscio rafforzino la tua autostima, che dire? continua pure:chi va per questi mari…!Alle mie “aurore” ho preferito diradare le nubi della menzogna e dell’egoismo, rischiarandole alla luce della tolleranza e del rispetto: questi sono i miei limiti, ognuno dà quello che ritiene di possedere.
Stammi bene
Marco RUSSO
bene. non avevamo dubbio alcuno. cosa chiedere di più a un sincero democratico se non “diradare le nubi della menzogna e dell’egoismo, rischiarandole alla luce della tolleranza e del rispetto ?”. tutti così rispondono,sembrate fatti con lo stampino .
non vi preoccupate, al resto ci penseremo noi. al nostro nuovo stato, a nuove comunità modellate sul pensiero del grande filosofo hobbess : nessun precetto della morale alla base, solo tecniche interamente razionali.
nel frattempo, ci godiamo i commenti, saliti, grazie anche a noi ( ma anche a marco russo, un omaggio al mancheismo non guasta mai), a 12 e la frequenza a 239.
L’articolo,l’abbiamo già rilevato, merita molto e questo spazio, con i tanti pensieri, parole e pillole in libertà (a noi molto cara, al primo posto),da solo, vale più di tanti inciuci diffusi nelle “normali” notizie.
P.S. ci è sembrato di aver letto un nitrito (cosa può essere,infatti, hiiiii?)il che non può che rallegrarci. il bucolico, discettare di campi agricoli, fa entrare molto nella parte. e tutto il merito è di alessandro tartaglione.
w goethe !!! w la germania !!! w alessandro tartaglione!!! w i cavalli( basta che non si uccidono)!!! w il cavallino rampante !!!! w i rampanti degli anni’80 !!!!
Goethe…. oggi ammirerebbe il mostro Campania con annesso outlet…. e non credo che scriverebbe al riguardo.
Chi ha consentito questo? ….
…E questo che mi preoccupa: che “al resto ci pensiamo noi!” Spero vivamente che tu non appartenga al novero degli imprenditori che compongono la classe del “capitalismo straccione”(così è considerato in Europa quello nostrano)quello del “mordi e fuggi” quello che si disinteressa di pianificare la crescita futura finalizzata al concetto di equità e serenità sociale. Mi chiedi, poi, di nitriti (hiiii!!) francamente non lo so, ma se fossi in te mi preoccuperei, invece, delle tue parole “ironiche” che, non riuscendo a centrare l’obiettivo della nobile ironia, potrebbero raggiungere gli uditi, esauste e svilite, recanti in sè medesime la negletta dignità del raglio! È il mio un sentito suggerimento, poichè, come sai rispetto profondamente quanto dici(anche in forma antifrastica “sincero democratico!”)pur non condividendolo.
Stammi bene
Marco RUSSO
L’articolo è stato scritto volutamente con toni più accesi con l’intento di stimolare un dibattito che ritengo di straordinaria importanza e strategico per l’economia e la salvaguardia ambientale della nostra città. A meno che non si voglia mettere l’esercito a custodire le nostre campagne non c’è bonifica che possa tenere il passo allo scempio che si è consumato ed ancora si consuma ai danni del nostro territorio. Per questo la soluzione potrebbe essere quella di recuperare ciò che resta delle nostre campagne (nonostante tutto un’enormità) e puntare su uno sviluppo agricolo.
Sono interessanti gli esperimenti di agricoltura biologica e quelli di riconversione colturale che si stanno verificando nelle immediate vicinanze di Marcianise. Vedi la produzione di canapa a Caivano e l’esperienza nel territorio di Parete. Ritengo, inoltre, interessanti le esperienze messe in campo dal Prof. Brancaccio con l’orto sociale all’Itcg Lener di Marcianise, la proposta di coltivare girasoli nei territori contaminati dalla diossina fatta dal Comitato Mamme e Famiglie e gli sforzi profusi dall’amica Maria Teresa Belardo nell’organizzare una filiera del biologico dal produttore al consumatore nella nostra città.
Vengo da una famiglia di contadini, come buona parte dei miei concittadini, ed ho lavorato il tabacco per molti anni come bracciante nelle mie estati adolescenziali. Mio padre mi insegnò le basi per portare avanti un piccolo orto. Forte di questa esperienze e grazie alla consulenza di un mio zio agricoltore e apicoltore sto, con l’aiuto di alcuni parenti e amici, portando avanti un progetto di orto biologico.
E’ insopportabile pensare ad una così alta disoccupazione in città ed una presenza di terreni da coltivare praticamente sterminata. Lo smarrimento totale della memoria storica agricola è disarmante se si pensa che si potrebbe creare lavoro, occupazione e ricchezza sfruttando i nostri terreni da sempre fertili. Assolutamente non d’accordo con Marco Russo. L’agricoltura, in numerose parti d’Italia, è fonte non di sopravvivenza ma di ricchezza. Il ministero delle Politiche Agricole e Forestali agevola il lavoro agricolo con incentivi fino a 70mila euro per persone fino a 40 anni di età che voglio intraprendere questa attività. Le istituzioni, soprattutto quelle locali, dovrebbero fare un pò di consulenza ed informazione per i giovani marcianisani.
Spero di aver risposto a tutti.
Alessandro
Bello! Grazie per questo articolo! Mi sono commossa.
Grazie Alessandro per la citazione. Rinnovo la mia stima per la redazione e mi complimento per il tuo articolo da cui traspare molta rabbia, ma al tempo stesso, ottimismo e delle venature finanche poetiche- filosofiche. Hai potuto costatare da vicino l’impegno profuso da un pò di anni, all’interno della mia scuola, il Lener, settore Ambiente e Territorio, gli sforzi compiuti per far toccare con “mano” ( e zappa) il suolo agricolo. Un suolo che, a prima vista, paradossalmente, gli alunni considerano “sporco”, ” muovero”, identificando con pulito,invece, tutto ciò che è artificiale e consumando prodotti agricoli fuori stagione per la maggior parte provenienti dall’estero.
Ai miei sforzi, a dire il vero, si stanno unendo le principali associazioni del territorio e la facoltà di Scienze Ambientali. Li hai citati tu stesso, a cui ne aggiungo altri : La nostra Terra, Fare Ambiente, l’Archeoclub, Risvegli culturali, Uniti per…, il Sito, Jeko, i GAS, la Pro Loco.
Una citazione particolare la merita la Coldiretti e la Bio Agricert di Casalecchio di Reno ( un ente certificatore del biologico) che sono in rete con noi e che sono ben consapevoli della necessità di un ammodernamento di un settore caratterizzato da un elevato tasso di invecchiamento.
La capacità innovativa dei giovani, di contro, è testimoniata dai dati di una recente indagine sulla diversificazione( con l’offerta di servizi alla collettività come agriturismi, orti biologici, agro asili e fattorie didattiche) sono aumentate del 3%.
In ultimo, una considerazione politica, in giro si sente parlare di un nuovo assessore in predicato di gestire l’ambiente, Giulio Salzillo.
Ho collaborato con lui per la nascita del Progetto Ecoschool ( la cui completa attuazione ha risentito non poco delle varie crisi politiche) e sono convinto che se davvero toccasse a lui questo settore così delicato, non potrebbe che operare bene così come ha fatto in passato quando non era consigliere di governo.
Lo conosco da tanto tempo, conosce il territorio e lo stato di salute delle nostre campagne, appartiene a una famiglia di contadini, in possesso di competenze specifiche, non può che sostenere progetti, sfruttando tutti gli interventi attivabili attraverso il “pacchetto giovani” del Ministero delle Politiche agricole e forestali, che dalla scuola si estendono al territorio al fine di favorirne, in versione moderna e aggiornata, lo sviluppo rurale.
Non amo far proseliti,Egr.Alessandro Tartaglione, a me interessa, invece, proprio la nostra diversità d’opinione, poichè ritengo che dagli scambi pacati di vedute difformi si possa addivenire a soluzioni condivise. Tuttavia Lei pur non concordando quanto affermo, dà atto implicitamente a quanto vado, da tempo, sostenendo. Infatti, in altre parti d’Italia tutto è possibile,oltre l’arricchimento che può derivare da attività agricole, anche la divulgazione degli incentivi di cui Lei c’informa! Veda, il mio scetticismo nasce anche dalla conoscenza che ho della nostra conformazione mentale; noi marcianisani abbiamo un limite:vogliamo essere furbi a tutti i costi! Si troverà il modo di eludere i controlli previsti per coloro che beneficiano di tali finanziamenti. Certo, il mio augurio è sempre quello – nel caso specifico – di avere torto, di essere, magari, disinformato e che, invece, cittadini volenterosi aventi i requisiti, possano seriamente avvalersi di tali opportunità e far sì che diano un fattivo contributo alla ripresa della nostra economia locale.
Marco RUSSO
Questa civilissima discussione mi riporta ai tempi della mia gioventù, quando andando in giro per i nord Italia, vedevo quelle realtà, allora ’strane’ che chiamavano ‘cooperative agricole’.
Non capivo allora il perchè non ce ne fossero a Marcianise, anche perchè almeno il 70% dell’economia di Marcianise a quel tempo era basat sull’agricoltura.
Poi, incuriosito, ho cercato di capire perchè i contadini Marcianisani si limitavano alla sola produzione, delegando ad altri il commercio del tabacco. Anche qui non mi sapevo dare una risposta e gli anziani mi dicevano che era sempre stato cosi.
Dopo un pò di tempo ho capito il perchè di tutto ciò.
Le stesse cose che dice oggi Alessandro Tartaglione.
La politica e la classe dirigente di Marcianise, non ha mai, dico mai, avuto la capacità e la lungimiranza di capire i potenziali della nostra economia agricola. Questo abbinato alla cultura del singolo, che si evince anche dall’urbanistica di Marcianise (ognuno la sua casa) a fatto si che la vera ricchezza finisse in mani altrui, anche se non bisogna disdegnare il benessere che ha portato.
Diventa allora avvilente, per me, leggere dopo più di 30 anni che la situazione agricola ancora non sfrutta tutti i suoi potenziali.
Spero solo che la classe politica e dirigenziale attuale, collaborando con la cittadinanza, riesca ad essere più capace di quella passata e portare, finalmente, a Marcianise i benefici che ci spettano e che aspettiamo da tanto.
Distinti Saluti.
bene. 236 letture e 19 commenti, pur se sono ancora pochi al confronto di quelli concernenti l’affidamento delle piazze ai privati ( a proposito, grazie per avercele restituite, mossa in perfetto stile berluscon-decisionista liberale alla faccia dei tanti cavilli burocratici che attanagliano la libera impresa ) e sul piano di recupero del centro storico,sono già un buon punto di partenza.
constatiamo con gioia che in questa nostra meravigliosa comunità, più di uno si sta a muovere nella direzione da noi prospettata, dai prof. alle associazioni, alla coldiretti addirittura, a quanto pare. e di sicuro,non avranno fatto il ‘68 (i nostri servizi della X taglia ci tengono ben informati su questi protagonisti), epoca che solo nella nostra patria ha provocato mai tanti sconci( un esame di stato,alla fine del quinquennio delle superiori, ad esempio, che solo fino a poco tempo fa verteva su sole due materie praticamente a scelta del candidato), ottimi incentivi al demerito piuttosto che al merito .
siamo, inoltre, d’accordo con marcorusso sul pericolo degli incentivi e il capitalismo straccione ( che non ci appartiene, le puzzanellare ci detesterebbero). gli speculatori, si sa, sono sempre in agguato. spetta alla nostra amministrazione sorvegliare e fare in modo che ciò non accada. e sul nome di salzillo,sempre basandoci su nostre informazioni riservate,scartando la possibilità che ritorni il nostro ardito paride amoroso ,conveniamo anche noi. ove c’è innovazione,innovazione e ambiente, lo dimostrano i tanti articoli che lo vedono smpre da protagonista, lui c’è.
e a proposito di orti, come si potrebbe non fare riferimento, in omaggio ai sinceri democratici, la famiglia obama( con la minuscola dannunziana e capirete il perchè). dei veri democratici poco conformisti, che amano gli orti tanto da averne uno nella casa bianca, ma che non disdegnano il nucleare. e che ama, come noi, il nostro silvio. la mattina ha l’oro in bocca. dal corriere della sera( badate bene, non dal giornale di feltri) di oggi, in una intervista esclusiva rilasciata al giornale, obama si esprime, riferendosi alla nostra patria, così: ” fortunata ad aver un ottimo premier e un ottimo presidente… ho un rapporto forte con berlusconi ”
sì, avete letto bene, ottimo. e lo dice un vostro mito. noi non chiediamo di amare silvio, ma almeno averne rispetto e considerarne le opere senza precetti morali, nè pregiudizi.
Complimenti per l’articolo.Con la speranza che stiamo recuperando anche il nostro terreno interiore riportandolo alla verginità originaria, ricoperto negli anni da strati di scorie tossiche che hanno indotto ad accettare con passività tutto ciò che accade intorno in linea con il martellamento dei messaggi della pubblicità, anima del consumo. E mi riferisco allo sfruttamento scriteriato delle risorse, ma anche allo sfruttamento del lavoro in special modo nelle campagne,e perfino degli affetti.Il dibattito su terra e agricoltura deve essere continuo e fare da specchio al recupero di una parte dimenticata di noi.
cordiali saluti.
maria perrella
gia ,Paride Amoroso il mitico!!
state tranquillo msd,perche’alcune informazioni che il Vostro servizio taglia X ci ha riferito che il bravo Paride presto ritornera’ al suo posto,sulla poltrona che si e’ brillantemente meritata.
grande Paride!!!
Infatti non so di chi è stata la colpa ma un paese a forte valenza agricola, dal suolo più che fertile, non doveva essere lasciato in balia dei pescecani che qui venivano, grazie agli incentivi, ad investire. Investivano però in una realtà senza infrastrutture, in un contesto socio-culturale mal avvezzo ai “padroni di fabbrica” (per cui vedi il costante assenteismo degli operai nelle fabbriche)la camorra locale che ha cercato di imporre manodopera e materie prime. Tutto questo ha fatto si che molte imprese impiantate sul nostro territorio siano state costrette a chiudere.E intanto anche l’agricoltura languiva, non essendo più l’attività principale delle famiglie, ma rappresentando solo un modo per integrare il redito, la seconda attività da esercitare nei momenti liberi che la fabbrica consentiva. per non parlare poi degli ultimi tempi quando i nostri terreni sono risutati avvelenati dalla diossina(sia vero o no non lo sappiamo per certo)Io non sò se ai nostri amministratori stia a cuore l futuro economico ed ambientale di Marcianise, ma se così fosse, dovrebbere quanto meno incentivare una politica territoriale, anche collaborando con le associazioni di categoria che incoraggi il ritorno alla terra come fonte di reddito e di produttività
E’ una riflessione più che giusta. Posso dire, senza retorica, che le campagne di Marcianise, per quanto brutalmente avvelenate, sono l’unico sollievo per gli occhi tra il finto benessere dei centri commerciali e il degrado (da similguerra civile) del centro urbano.
Hai perfettamente ragione “unodimarcianise”,tutto quanto si fa qui da noi lo si realizza perche’ visto altrove,e per non essere da meno lo si fa anche a marcianise.
Insomma nessuno e’ contento di niente perche’ io credo che prima del titolo di studio,conta la “mentalita’,mentalita,mentalita’” che noi non abbiamo e forse non avremo mai,infondo viene prima la geografia poi la storia.
Provi a chiedere questo alle persone di marcianise che vivono al nord o all’estero,che hanno fatto grande il nostro sud ma che di loro si parla poco.Li si ricorda solo,per fare bella figura quando si apprende la notizia della loro morte per partecipare in pareri su dove bisogna mettere una loro effige,targa o intitolargli una strada.
Se vogliamo vincere questa sfida cambiamo da ora mentalita’altrimenti restiamo quello che siamo.
Mi scusi Alessandro Tartaglione, ma da questo Suo scritto devo dedurre che Lei abbandonerà la sua attuale attività per fare il sindaco al posto del nostro sindaco dottore Antonio Tartaglione, irreprensibile professionista e fantasmagorico amministratore?
Antonio sia lodato!
bene, anzi più che bene . siamo per natura ottimisti ma non ci speravamo in più di 300 letture. alessandro( ma anche noi)ha colto nel segno. caffè procope potrebbe anche stilare una classifica di gradimento per gli articoli( va da sè che basterebbe contare commenti e numero di letture). e a questo, di sicuro, spetterebbe il primo posto.
ma torniamo a bomba sull’argomento: la guerra che sta per nascere tra gli ecologisti e il soccombere degli spazi destinati alla coltivazione.
dopo la moda dell’eolico, sta per arrivare quella del fotovoltaico e, ancora una volta, sponsorizzata dalla sinistra che, per non essere da meno( siamo in sintonia con quanto già rilevato da uno di marcianise e lo sperelli), guarda caso, accusa le amministrazioni a livello nazionale così come al locale, a marcianise, di far ancora poco in questo senso .
la politica, coloro che oggi ci governano, deve invece prevenire ciò che si è già verificato, ad esempio a Ragusa, ove ci siamo trovati di passaggio : un immenso specchio di vetro( oltre 10.000 pannelli) al posto della civiltà agricola. cancellare la civiltà agricola per dare spazio a fonti di energia rinnovabile, ancora di più un assurdo, più degli scempi realizzati dagli avventi di civiltà industriali e commerciali( e come successo in passato in questi casi, si paventa la creazione di fantomatici posti di lavoro, lo si è letto anche in questi spazi). si individuino altri luoghi, i tetti delle case, di edifici orrendi a patto che non siano nei centri storici, ad esempio, oppure nelle aree industriali. non si riempiano le campagne di fotovoltaico( la moda si diffonde e gli speculatori, il capitalismo straccione e malavitoso, sono sempre in agguato, non ci metterebbo niente ad acquistare terreni).
e ora ci rivolgiamo alle nostre aurore in quanto riteniamo ancora molti coloro,professori, politici, che diseducano all’ambiente, per lo più distratti, che in nome dell’energia pulita inneggiano all’energia delle pale eoliche e del fotovoltaico.
egregi professori, sessantottini e non, andatevi a studiare per poi raccontare alle nostre ardite aurore il più grande storico dell’arte del ‘900 per ciò che riguarda il paesaggio: cesare brandi. e, per restare alla materia da noi più amata , la filosofia, andatevi a studiare rosario assunto ( lo abbiamo scoperto a caltanissetta, luogo in cui è nato), secondo cui il paesaggio è quello della memoria, il paesaggio che è intatto nei millenni e che è alterato soltanto dalla coltivazione dei campi e delle colture che sono proprie.
la battaglia che va fatta,per concludere, non è quella per avere finanziati gli impianti fotovoltaici, ma perchè l’europa sostenga l’agricoltura. capito cara sinistra ?
w la sinistra non conformista !!!! abbasso il conformismo !!!! w obama il più sincero e anticonformista tra i democratici ( e che ama il nostro silvio) !!!! w la destra e la sua rivoluzione conservatrice !!!!