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Asides

A proposito di Nickname | di Felice Colella

Le trasformazioni , le innovazioni , i cambiamenti che hanno interessato il mondo e la società negli ultimi trent’anni non trovano pari, anche volendoli comparare, con periodi storici di gran lunga più considerevoli. Secondo il mio parere, gli elementi, le azioni che più hanno contribuito a tale stato di cose, sono da ascrivere, maggiormente, alla diffusione di Internet ed a una visione globalizzata del mondo. Evidentemente, questo binomio è strettamente ed inscindibilmente collegato, nel senso che l’uno non sarebbe possibile in assenza dell’altro. Da una parte l’economia e l’impresa si muovono in ambiti e scenari, prescindendo confini ristretti e nazionali, per aggredire mercati e bisogni fin ora irraggiungibili, dall’altra parte, mezzi e strumenti di informazione e social network permettono il veicolare di flussi di conoscenze ed informazioni raggiungendo i posti più reconditi della terra, partendo da quelli più disparati. Grandezza della RETE !!! Possiamo immaginarci un futuro senza WEB ? Abbiamo abbattuto tutte le frontiere, possiamo leggere i blog di cinesi, tibetani, afgani e coreani, possiamo sentire gli aneliti di libertà di popoli oppressi, possiamo leggere e dare conforto a un filippino, sollevare l’umore di russo piuttosto che confrontarci con gli ideali di un americano !!!! Seduti davanti alla nostra bella scrivania, possiamo raggiungere in tempo reale, con un semplice click, un cittadino sdraiato nei prati di Central Park a New York !!! Viaggiando comodamente in treno possiamo chattare con il nostro amico in Australia o in Papuasia. Accettando una semplice richiesta d’amicizia entriamo nel mondo sconosciuto ed affascinante di uno studente di Cambridge !!! Da subito possiamo dialogare, discutere, argomentare, discettare, mandare in giro per il mondo una nostra idea, carpire una tendenza, una moda d’oltre oceano, avere un occhio aperto e vigile su tutto quello che succede nel mondo. La rete allarga e disperde i confini, accorcia le distanze e rende piccolo il mondo, la rete non ha bisogno di nomi né di volti, essa ha motivo di essere e propagarsi perché vive di idee, di informazioni, di cultura, perché il suo obiettivo primario è liberarsi di bavagli e diffondere ideali, libertà e democrazia. Partendo da questo assioma, appare inutile, forse addirittura causa di disvalore, il voler omologare l’idea, il concetto, il contributo alla discussione definendo chi dice, che cosa. In generale la RETE, nel particolare i social network , devono assolvere ad un imperativo categorico, quello di diffondere notizie ed avvenimenti che fino a pochi anni fa venivano diffuse e circoscritte in ambiti ristretti e territorialmente definiti. Gli stessi sono e devono essere visti, come uno strumento in mano ai cittadini, uno strumento che la gente normale può utilizzare per denunciare, per commentare, piuttosto che diffondere realtà ed avvenimenti che altrimenti sarebbero filtrati se non imbavagliati. Strumenti che utilizzati nel modo corretto riescono, in maniera quasi inavvertita, a creare una nuova coscienza civica e critica, qualcuno parla addirittura di un altro potere !! In altre parole a fare opinione rispetto ad un potere conservatore ed auto referenziale. Nel mio piccolo vivo la realtà locale di Caffè Procope, come la piazza virtuale della mia città , il luogo dove è possibile pubblicare ciò che ci indigna o che ci scandalizza, il luogo dove è possibile commentare gli eventi e dire la propria, magari anche con una buona dose di ironia, perché alla fine della fiera, l’importante è mai prendersi troppo sul serio !! Io faccio ciò utilizzando spesso un nickname, non ci trovo nulla di male. Voi ? voi fate come volete.

Felice Colella

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Discussione

38 commenti per “A proposito di Nickname | di Felice Colella”

  1. pienamente condivisibile. il futuro è nella totale interconnessione, nella condivisione d’informazioni ma anche dei semplici stati d’animo.

    tuttavia, tenuto conto della nostrana condizione attuale, sarebbe opportuno considerare l’aspetto meramente strutturale.

    Negli Stati Uniti, ma anche nella maggior parte dei paesi europei, la connessione alla rete è ormai un diritto e come tale facilmente accessibile e spesso anche gratuito (o lo è almeno nella sua condizione “basic”).

    In Italia l’accesso alla rete è regolato da regole che non appartengono a quelle riconducibili a condizioni di libero mercato ma bensì a pure rendite di posizione (vedi Telecom).

    Inoltre, una legge anacronistica (legge Pisanu), limita enormemente la diffusione dei wi-fi spot favorendo, con il pretesto di una presunta “sicurezza nazionale”, proprio queste rendite di posizione e, nel contempo, limitando fortemente la diffusione di quel processo conoscitivo e d’informazione a cui fai riferimento nel tuo post.

    Scritto da fraba | Luglio 10, 2010, 9:35 am
  2. Non ricorro al nickname, perchè ritengo che sia un dovere per un “intellettuale organico” nell’accezione gramsciana, far conoscere il proprio pensiero in merito alle questioni che si discutono.
    Penso che Felice Colella, per le cose che dice e percome le dice, non ha nessuna necessità di nascondersi.
    Questa necessità l’avvertono fortemente, e a buon diritto, “Marcianise s’é desta” e “Salvatore”, che, per la verità, per avere la coscienza di essere un po’ (…) nelle risposte, nella realtà, non lo devono essere molto!.

    Scritto da Alberto Marino | Luglio 10, 2010, 4:13 pm
  3. …..”Io faccio ciò utilizzando spesso un nickname, non ci trovo nulla di male…”
    Santa coerenza…..e perchè altre volte, e proprio su questo sito, non hai voluto discutere proprio con il sottoscritto solo perchè utilizzava un nickname???
    Ah a proposito…..complimenti per il tema…..la Gelmini sarà contenta!
    Un solo ma…..: non ci sono accenni alla microbiologia……

    Scritto da arturo quello vero | Luglio 10, 2010, 5:01 pm
  4. Caro Felice, ne abbiamo parlato 3 milioni di volte ed io ti ho dato sempre la stessa risposta: non sono d’accordo, per gli stessi motivi che il prof. Marino ha brillantemente illustrato poc’anzi! Ho fatto una battaglia con la Redazione per l’uso e l’abuso di nick-names (talvolta spregiudicato e fuori dalle regole di una civica discussione!!!): ho inaugurato anche gruppi su Facebook affinché qualche ‘indiziato di troppo’ la smettesse di firmarsi sempre con il nick e di puntare il proprio fucile da una finestra celata a mo’ di cecchino! Credo che sia pacifico e sereno accettare la differenza tra un blog e un ‘free-wall’ sia da parte di noi commentatori che dalla Redazione di Caffé Procope: e proprio questo non dovrebbe essere il vero problema e cioè che il free-wall creato appunto da Caffé Procope sia un luogo, un agorà in cui si possa liberamente parlare, però firmandosi, di tutte le tematiche serie ed importanti che attanagliano la città, senza offendere l’interlocutore di turno e dire delle cose, dei fatti e situazioni (anche di rilevanza penale) magari non suffragate da prove, ma solo da supposizioni personali! Se uno ha da raccontare un fatto grave in cui ci sono elementi di reità, Caffé Procope non costituisce e non sostituirà mai la sede naturale : per ciò rimane sempre l’Autorità Giudiziaria e gli organi di Polizia! Un blog è tutt’altra cosa e comunque a mio parere nulla c’entra con l’attuale destinazione di Caffè Procope: anche i recentissimi bavagli hanno evidenziato i limiti di ciò, ma lungi da me dar anche una minima ragione a chi ha sottoscritto la querela! Cordialità…..

    Scritto da Pierino Gentile | Luglio 10, 2010, 8:44 pm
  5. Bisogna dirla tutta, ma proprio tutta!
    Ad osservare i molteplici commenti che affollano le tematiche dei blog nella rete, quelli firmati con un nick, quasi sempre lasciano emergere contenuti carichi di astio, molto spesso vere pugnalate alle spalle.
    Nei commenti e nei nick, l’esperienza di Caffè Procope riflette i limiti culturali di questa comunità, non solo non abituata ad un franco dialogo, a sereni confronti, ma spesso, una quasi consuetudine, ostaggio della paura di “dire la propria” per il rischio di scontentare qualcuno.
    Non è solo un limite culturale, ben poco c’entrano le dinamiche e l’evoluzione della rete o le comunicazioni trasversali nell’era del networking, è il limite contemporaneo della politica, l’ordinaria contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini, che non consente un confronto e naturalmente condiziona ogni forma di libero dialogo.

    Scritto da Michelangelo Giovinale | Luglio 10, 2010, 8:52 pm
  6. il fulcro dell’articolo riguarda proprio la possibilità che offre la rete al giorno d’oggi di confrontarsi in maniera globale…e questo il dato di fatto su cui confrontarci…poi non vedo niente di male se si utilizza un nick.le motivazioni possono essere tante(tra le quali potrei inserire anche l’accezione gramsciana del pensiero…grazie all’ideologia le forze materiali hanno una loro estrema rappresentatività storica…e l’ideologia non ha nome: è di per sè struttura plasmabile,innominata e innovativa…cammina nel sentiero della vita e della storia con una bestiale forza propulsiva anonima…e quando prende corpo lo fa nel suo fragore più totale!!)
    poi se vogliamo fare un discorso a parte…vale il rispetto delle regole e l’eduacazione personale…..ma se si rispettano le idee e i pensieri…sia in forma anonima che firmata si può,desidererei dire si deve,criticare,analizzare e combattere(dialetticamente parlando)con forza rispettando profondamente il proprio interlocutore….per questo non esiste nessuna differenza tra il firmarsi o no.la differenza è semplicemente nella morale,nella propria educazione,nel cercare di capire le parole degli altri e nell’alta capacità autocritica!!
    con rimpianto rispetto per le idee care al compianto gramsci(hanno valenza globale in un mondo così bassamente parzializzato)… il pistolino!!

    Scritto da ilpistolino | Luglio 10, 2010, 11:20 pm
  7. L’utilizzo di internet prevede il nickname e chi non lo usa… fatti suoi. Conosco qualcuno di voi, conosco la vostra età e nonostante la mia età nettamente inferiore alla Vs posso assicurarvi che mi connetto ad internet da molto tempo più di voi e l’esperienza maturata (tenendo conto che ho iniziato a 14 anni e non vi dico come mi collegavo) è abbastanza per potervi fortemente consigliare di non generalizzare sull’uso improprio del nickname. Dall’articolo riprendo la parte “la rete non ha bisogno di nomi né di volti” e credo che non esista cosa più azzeccata di questa. Non finisce qui, il nome con il quale commento, fa parte di un’identità parallela a quella che utilizzo da anni e quotidianamente in altri “ambienti”. Identià su identità?? Beh cosa c’è di male? Non è mancanza di coraggio, caffè procope non associa il campo Nome o E-Mail a un codice fiscale, certo potrebbe farlo, quindi sono sbagliati anche loro? No!! Internet me lo concede, internet lo prevede chi non vuole si firmi pure (ma chi se ne frega chi sei a me serve cosa dici), ma tanto non è questa la missione del Web. Alberto Marino non ci conosciamo, ma mi hanno detto che sei uno in gamba, ma stavolta non sono assolutamente d’accordo con te. fraba posso dirti come la penso?? Sono tutte baggianate, in Italia mancano le infrastrutture di rete e lo stato non sa cosa e come fare, tutto è affidato a società private che alzano i prezzi fermando la domanda e di conseguenza lo sviluppo tecnologico. Quella legge non ci vuole nulla a farla sparire dalla storia Italiana, ma non possono altrimenti si verificherà un collasso generale (il wi-fi a monte poggia su cavo). La stessa cosa sta accadendo con l’Internet mobile, gli operatori stavolta andando incontro a spese minori hanno innalzato la domanda abbassando il prezzo dell’offerta e cosa è successo?? Collasso della banda e saturazione delle frequenze, ora?? Dobbiamo sperare che con quelle liberate con lo switch-off del digitale terrestre (gli altri stati europei le hanno liberate) e quelle inutilizzate dal Ministero della Difesa (se le mollano) si possa dare un altro paio di anni di vita ad internet in mobilità. E se non accade? Faranno qualche legge che limitera la navigazione in movimento, semplice.

    Scritto da Naruto-chan | Luglio 11, 2010, 2:23 am
  8. lo riscriviamo per l’ennesima volta a beneficio del caro albertone e del caro felice che ha approfittato di questo spazio filosofico dei pensieri in libertà. chissà perchè, l’albertone locale, intellettuale organico( non abbiamo mai avuto dubbi su questo), cita noi e salvatore. già . forse perchè siamo intellettuali “disorganici”, poco allineati, per niente conformisti e per quanto ci riguarda, almeno noi, amanti di silvio e delle sue capacità di smantellare caste, privilegi e apparati burocratici. circa un anno fa decidemmo di intervenire, a favore della comunità e nel solco del centrodestra, della rivoluzione conservatrice, in questi spazi, nel tentativo di suggerire qualche idea al laboratorio udc-pdl( può ancora riprendersi, a patto che si mettono da parte i personalismi e si ragioni di squadra) che, unitamente alla lega, ci governerà ancora per tantissimo tempo, con buona pace dei finiani, dipietristi e i travagliati dal lavoro di trovarobe, sempre pronti a rovistare nelle botteghe dei rigattieri in cerca di trame o di spruzzatine di sesso con cui insaporire le fole. quale firma potremmo apporre considerato che siamo un gruppo che si basa sulla cooperazione?le idee le filtriamo,prima tra noi in rete,si condivide il lavoro,i testi di riferimento(soprattutto filosofici) e poi affidiamo i nostri commenti, alla redazione che censura, lo dobbiamo dire, quelli più sgraditi, quelli che più fanno male (si autobavaglia, forse perchè ha paura).
    stiamo attuando e caffè procope, volontariamente o involontariamente con noi,una rivoluzione ” social” ovvero la versione aggiornata del crowdsourcing, che tradotto significa esternalizzare parte delle proprie attività (le nostre rigurdano la gestione dell’impresa e del capitale umano da cui gli organi politici devono trarre ispirazione ), lasciando campo libero a pensieri e proposte dei nostri adepti convinti della bontà dell’opera rivoluzionaria di stampo berlusconiano ( che, guarda caso, viene dall’impresa e,in poco tempo, ha pure compreso l’importanza della rivoluzione ” social” sulla rete e sappiamo anche che segue tanto caffè procope per i nostri pensieri sedestini).
    e allora, a che serve il nome e cognome se le idee, le proposte, i rischi ( si pensi al rischio paventato da noi sul fotovoltaico nelle campagne)che si possono correre con il pensiero “unico”, sono valide? non è meglio il prevalere delle idee a cui fa eco, in assenza di firma, una marginalizzazione dell’ego ?

    Scritto da marcianise s'è desta | Luglio 11, 2010, 9:31 am
  9. gia’, msd come darvi torto sull’ego…..
    il nostro Caldoro al centro di un killeraggio politico, (qualcuno ha parlato di una nuova P2) all’oscuro di tutto, tramavano contro di Lui.
    Carissimo Stefano, da quando sei il nuovo “Vero Governatore”,hai fatto una vera rivoluzione accorpando doppioni inutili e costosi, che gravavano sulle tasche della gente,recuperando centinaia di milioni di euro.
    grazie Presidente!! sei un Grande!! W Ovidio!!
    W Caldoro!! W La Liberta’!! W La Lega Nord!!!

    Scritto da Marco Tullio Sperelli | Luglio 11, 2010, 12:18 pm
  10. Il fatto che le idee di “Marcianise s’è desta” e di “Salvatore” siano il prodotto di un collettivo pensante mi rende ancora più preoccupato!

    Scritto da Alberto Marino | Luglio 11, 2010, 5:18 pm
  11. Ne abbiamo parlato tante volte anche di persona, mio caro Felice, rimanendo ciascuno sulle proprie posizioni. Tuttavia devo prendere atto che con il tuo articolo, a mio insignificante modo di vedere,e mi dispiace, inoltre, affermarlo, non fai altro che erigere un muro di argomentazioni a baluardo dello pseudonimo. Vedi, il punto non è, secondo me, quando affermano gli amici Michelangelo Giovinale, Pierino Gentile, il Prof Marino, coi quali concordo, neanche l’occasione dell’ennesima digressione che dai a msd alias Marco tullio sperelli ed altri(il quale, mi dirà di non aver colto il sottile nesso tra l’articolo ed il suo commento)e neanche quando affermano il pistolino e Naruto-chan l’uno, che vale il rispetto per l’interlocutore, e l’altro: non mi interessa chi sei a me interessa cosa dici! argomentazioni valide, per carità, ma l’affermezione:”la rete non ha bisogno di volti nè di nomi” diviene letale se rapportata al messaggio che ciascuno dà nel momento in cui decide di utilizzare la rete attenendosi ad un tale principio. Infatti, questo atteggiamento, ritenuto giusto, poichè nel rispetto dei varii interlocutori, si stanno esprimendo idee valide, non fa altro, a mio modo di vedere, che veicolare come come fa la cellula inconsapevole, un devastante virus dormiente, quel messaggio che ho definito letale,che va scardinare alcune fondamentali regole del vivere civile, e dello stesso progresso civile:le cose si possono dire anche rimanendo “nascosti!” Chi di noi sarebbe disposto, su pubblica via o piazza, intrattenersi con individui che, senza alcun motivo,indossano una maschera od un cappuccio che copre loro l’intero volto, pur esprimendo, questi, concetti, idee valide?Io credo che, fatta salva la curiosità del primo approccio, ognuno di noi dopo un po’ direbbe: “amico mio ma chi sei? e perchè ti copri il viso parlando con me?” Inoltre, nel ricordare, rispettosamente, a coloro che fanno uso dello pseudonimo, che questo rimane vezzo e prerogativa di gente che riesce ad imprimere un’orma indelebile, nei vai ambiti di competenza, altrimenti- a mio modo di vedere – è un chiaro sintomo di latente pusillanimità, l’uso delle vere generalità rimane un incommensurabile messaggio di civiltà nei confronti di altri individui verso i quali è diretta la bontà delle idee che esprimiamo. Infine, l’idea non è mai omologata all’identità di colui che la esprime, come il figlio non lo è al genitore, di questo, semmai, reca l’intrinseca essenza dell’affinità, e pertanto, rimane entità autonoma capace di azioni autonome.
    Marco RUSSO

    Scritto da Marco RUSSO | Luglio 11, 2010, 6:40 pm
  12. Il caro MTS omette di scrivere che il killeraggio politico era dovuto al ” Fuoco Amico ” da parte della nuova P3 !!!

    Scritto da lavocecontro | Luglio 11, 2010, 11:41 pm
  13. Se ne avessi la possibilità, metterei una legge che obbliga l’intestatario di un abbonamento ad internet, a srivere su una lavagna “UTILIZZARE UN NICKNAME NON SIGNIFICA NASCONDERSI” questo per 1.000 volte. Alcune volte questi discorsi sapete cosa mi ricordano?? Quelle frasi degli undicenni del tipo “ricit a chill che si ten coccos a ricere mo dicess n’facc”. O chiedete alla redazione di questo giornale di creare “un sistema che identifichi per nome e cognome un utente che commenta” o tenete per voi questi, scusate se mi permetto, inutili discorsi.

    Scritto da Naruto-chan | Luglio 12, 2010, 1:24 am
  14. Il progresso tecnologico nel settore della comunicazione mette a dura prova la qualità dei rapporti interpersonali.
    Credo che oggi la rete dia ampio spazio alla comunicazione di idee, esperienze, offerte di servizi diversificati, per soddisfare le richieste di un’utenza sempre piu’ esigente.
    Ciò di cui è carente il nostro tempo è la possibilità di creare occasioni di dialogo anche nella quotidianità d’una giornata sempre piu’ vissuta all’insegna del fare, fare tanto, tutto, presto e bene!Talvolta, anche le piu’ elementari occasioni di dialogo, si trasformano in monologhi in cui vince la voglia di comunicare del singolo, laddove c’è un altro che non si sente motivato a colloquiare!
    Ciò si registra quando, partendo da un argomento specifico, il dialogo tra le parti, cambia direzione rispetto al percorso originale e diviene altro da sè perchè ognuno sente piu’ forte il bisogno di comunicare rispetto a quello di dialogare!
    E’ spesso un parlare tra “sordi” che non sanno o non vogliono ascoltare perchè preoccupati solo di comunicare qualcosa di sè.
    Passando ora alla comunicazione in rete, credo che l’uso del nick
    favorisca principalmente l’esigenza di comunicare, a discapito del dialogo che resta confinato in un ambito meno reale.
    Non si tratta certamente d’una regola generale, diciamo che il nick aiuta a comunicare pensieri che, se sottosritti, andrebbero, forse, riveduti e corretti!
    Ecco che si torna alla motivazione di fondo: anche nell’uso della rete abbiamo fretta di dire, fare, d’esserci e…
    il nick ci aiuta molto in questo!
    Sono per dare nome e cognome, un volto reale alle nostre idee perchè ritengo che la conoscenza vera si serva di svariati canali tra cui quello dell’identificazione che ci consente di dare reale configurazione alla fonte cui è diretto o derivi anche un semplice pensiero.
    La conoscenza della “fonte” aiuta a comprendere il pensiero dell’altro nell’ottica d’un dialogo alla pari.
    E’ solo la mia opinione!
    Cordialmente
    Franca

    Scritto da Franca Abbate | Luglio 12, 2010, 7:44 am
  15. già. e fate bene a preoccuparvi e ad unirvi a tutti coloro che, a vario titolo, si preoccupano. tutti coloro a cui non va giù il fatto che si possano perdere privilegi acquisiti in una società cattocomunista ( ed è per questo che si fanno in quattro per defenestrare silvio) .nei settori del pubblico impiego, in primis. un esercito di dipendenti che aumenta procedendo dal nord al sud in maniera inversamente proporzionale alla produttività.
    è finita la pacchia ma, fortunatamente per voi, caro albertone, la vostra pensione,pur non rappresentando, come la libertà di stampa, un diritto assoluto ( non esistono diritti assoluti, perchè ognuno incontra un limite negli altri diritti, fermo principio di tutte le democrazie liberali), è salva.

    Scritto da marcianise s'è desta | Luglio 12, 2010, 8:01 am
  16. Per Marcianise s’è desta
    Affermare che Berlusconi ha la capacità di “smantellare caste, privilegi e apparati burocratici” è il colmo!. Forse ha la capacità di smantellare gli apparati burocratici che gli danno fastidio. Questo si! Quanto allo smantellamento di caste e privilegi (lodi, leggi ad personam etc.) bisogna proprio essere accecati per crederci!!!!!
    W i nick name.

    Scritto da elefante bianco | Luglio 12, 2010, 9:57 am
  17. Naruto-chan, il bello della democrazia è questo:il libero confronto di opinioni diverse!io NON ho detto che va proibito l’uso dello pseudonimo, ho espresso la mia opinione in antitesi con la tua che, tuttavia rispetto anche se non la condivido. Sei tu, invece, che pervicacemente, vorresti IMPORRE a chi decide di utilizzare la rete, di accettare senza possibilità di confronto,l’uso dello pseudonimo, “per legge” alla faccia della tolleranza! Dalle tue argomentazioni, inlotre, non affiora nulla in grado di “avvicinarmi” all’idea dell’uso dello pseudonimo anzi, la frase che riporti in schietto vernacolo autoctono altro non fa che corroborare le mie idee sull’argomento: per caso, a te farebbe piacere che qualcuno ti parlasse alle spalle? a me no! Cosa c’è di più leale nelle relazioni umane del “parlare in faccia”? Si ingenera in me un sospetto: vuoi vedere che tra coloro che fanno uso dello pseudonimo, c’è gente che manca della forza necessaria di sostenere lo sguardo dell’interlocutore? Spero vivamente di no! Infine, personalmente alla redazione non chiederei mai nulla di ciò che proponi, poichè, come ho detto, pur non condividendo l’idea, rispetto la persona che fa uso dello pseudonimo, sono sufficientemente tollerante!
    (“Nulla al mondo è più intollerabile, nè in fatti tollerata meno, che l’intolleranza. – G.Leopardi”)
    Stammi bene e…copriti!!
    Marco RUSSO

    Scritto da Marco RUSSO | Luglio 12, 2010, 10:16 am
  18. Internet è la patria del nick-name!
    E’ la patria della libertà di espressione!
    Le gabbie, chi le vuole, se le mettesse da solo.
    Nel nome di un malcompreso senso di coraggio.
    IL VERO CORAGGIO E’ QUELLO DI METTERSI IN GIOCO QUANDO SI HA QUALCOSA DA PERDERE!
    Non certo quando, in un modo o nell’altro, non si possono patire danni.
    Esempio: Quanti di quelli che si firmano firmerebbero post contro i camorristi? Finora nessuno.
    Ma non perchè la camorra non esista o non continui a parassitare la società.

    Scritto da Gianni M. | Luglio 12, 2010, 11:12 am
  19. gia’ caromarco, abbiamo lo stesso nome.vedete tresche dappertutto, ma credetemi non e’ come pensate voi a proposito del nick, che merita una necessaria risposta adeguata,citando magari qualche noioso e antipatico articolo legislativo.
    lo pseudonimo con il quale si e’ riconosciuto in rete,nickname,puo raggiungere una forte notorieta’e potere identificativo nei confronti di una persona e,in alcuni casi si puo’ verificare che qualcuno ne faccia un uso abusivo.
    per potere offrire tutela al nickmane sul web si potrebbe ricorrere all’applicazione analogica degli art.7 e 9 del c.c.
    l’art.7 tutela il diritto al nome quando viene contestato tale diritto,
    oppure quando il mone viene usato indebitamente da altri con pregiudizio del suo titolare.
    con l’art.9 sempre del c.c. allo pseudonimo e’ riconosciuta la stessa tutela del nome sul presupposto che lo pseudonimo per l’utilizzo fattone della persona,(non spaventatevi dalle parole tecniche),abbia acquistato la stessa importanza del nome.
    ma tornando a noi caromarco,ergonauti del pianeta terra,dico che il mondo di internet e’ come tutti sapete prassi diffusa utilizzare nockname per accedere a chat o come nel nostro caso scrivere sul giornale online (Caffe Procope di Marcianise che ritengo spazio pubblico che rende alla collettivita’ tutta un importantissimo servizio) come un Ospedale,una Scuola, e ringrazio di cuore.tutti comunque io compreso,per scrivere ci registriamo su una piattaforma digitale.state comunque tranquillo, che il nostro Silvio sta’ gia’ pensamndo ad una riforma dello stato sociale,l’avete visto l’italia sta’ crescendo giorno dopo giorno e sempre di piu’per il bene comune,e l’intera comunita’.
    W L’Italia s’e’ desta!!! W Il va Pensiero!!!
    Marco Tullio Sperelli

    Scritto da Marco Tullio Sperelli | Luglio 12, 2010, 12:36 pm
  20. Vi rifugiate nella filosofia per nascondere la Vs ignoranza in materia. Giù quella maschera!!!! (tanto per essere coerenti)

    Scritto da Naruto-chan | Luglio 12, 2010, 1:15 pm
  21. Mi dispiace Naruto-chan, io non ho alcuna maschera da tirare giù, le mie limpide generalità le sottoscrivo a quanto affermo;ti dico di più, con le stesse, mi puoi cercare sull’elenco telefonico dove potrai trvare, oltre al nr.telefonico il mio indirizzo. Pertanto, se mi dici qual è la maschera che devo tirare giù sarò ben lieto di accontentarti!Per quel che riguarda la mia ignoranza, non ne faccio mistero alcuno:ella è immensa e senza confini!So che morirò senza poterla minimamente circoscrivere! Per l’altro “Mattia Pascal”-Gianni M. Certo, ci vuole una bella faccia per uno che dà “generiche generalità” equivalenti all’anonimato, formulare la domanda sui camorristi:sfoglia articoli precedenti e vedi che troverai miei commenti firmati con nome e cognome…tu l’avresti fatto o saresti sempre stato Gianni M.?io propendo per la seconda ipotesi!Infine, concordo che internet sia la patria della libertà di espressione, tuttavia, seguito a domandarmi:è anche la patria del coraggio civile, cioè quello che ti porta ad assumere la paternità delle idee che si esprimono? oppure si fa confusione tra la libertà di espressione e la libertà di dire e quella di poter dire senza essere individuati? è lecito domandarsi questo? Vi ricordo che come io rispetto le vostre decisioni di usare lo pseudonimo, voi dovreste, quantomeno, rispettare me di dissentire da tali vostre deliberazioni…almeno finchè potremo liberamente esprimerci!!!
    Marco RUSSO

    Scritto da Marco RUSSO | Luglio 12, 2010, 3:14 pm
  22. non condivido in pieno l’analisi fatta dal buon marco russo con il quale ogni tanto abbiamo condiviso momenti di critica altamente rispettosa!!
    quando parlo di confronto e di rispetto mi riferisco non solo al contenuto ma alla persona che estrinseca lo stesso….ogni pensiero è fatto di corrispondente affinità,come lei stesso dice e,per formazione personale,scolastica e sociale,rimane sempre il rispetto efferente al pensiero espresso in quanto enunciato da persona con sentimenti,idee e analisi personali.
    per quanto mi riguarda ho sottolineato l’invalicabile limite che esiste nella morale di una persona nel rispettare gli altri e non semplicemente confrontarsi sul contenuto…….quando parlo di rispetto per l’interlocutore,caro marco,almeno per me,non mi limito solo alla sfera del pensiero.
    e non concordo con il nesso,logico per alcuni per carità,che le cose si possono dire in maniera “killerante” rimanendo nascosti…nelle mie parole ho messo sentimento,personalità,rabbia e confronto tipiche della mia persona e della affinità autonoma a cui lei fa riferimento….sono così in rete come lo sono nella vita reale,ad essere sincero alcuni che utilizzano il proprio nome,quando intervengono soffrono di una sindrome di sdoppiamento di personalità,……le lancio una riflessione,che avevo sottolineato alla professoressa abbate tanto tempo fa,e mi sono permesso di prendere alla lettera le sue parole modificandone alcune,questo per far presente che l’anonimato operativo fa danni in qualsiasi settore se utilizzato in maniera barbara,delinquenziale e strumentale(e su questo penso siamo d’accordo)…”la politica(quella che viene espressa a marcianise)non ha bisogno di volti nè di nomi diviene letale se rapportata al messaggio che ciascuno dà nel momento in cui decide di utilizzare la politica (delle false promesse,del inganno continuo perpetrato ai danni del cittadino)attenendosi ad un tale principio…..un devastante virus dormiente, quel messaggio che ho definito letale,che va scardinare alcune fondamentali regole del vivere civile, e dello stesso progresso civile:le cose si possono fare(i nostri politici in maniera così famelicamente…) anche rimanendo nascosti(negli alveoli del loro pseudopotere!)”
    mi limito semplicemente ad essere me stesso,senza offendere nessuno,partecipando alla discussione come presenza,non solo vagamente esoterica,ma sostanzialmente fisica….non nascondo niente della mia personalità…..è vero non metto nome e cognome, ma questo a mio modesto avviso,non cambia nulla perchè ogni concetto espresso è della mia persona….provocatoriamente a pierino gentile avevo dato un invito………se trova nei miei interventi momenti in cui,utilizzando l’anonimato,offendo qualcuno…..di sottolinearlo……..sarei stato il primo ad andarmene…..
    poi se vogliamo essere organici,..come direbbe il compianto gramsci(alle parole del prof. marino),alla società..e dare un contributo…qui il discorso diventa più complesso(si andrebbe a toccare la sfera malefica dei rapporti tra politica e società nel nostro contesto…) mi piacerebbe discuterne in maniera serena in un prossimo futuro..
    con rispetto per chi interviene in forma corretta a prescindere dalla firma o meno..e una tiratina di orecchie per chi utilizza il blog per personalismi pseudo-culturali o interventi offensivi sia utilizzando il nome che no…e un saluto per la correttezza negli interventi a marco russo…il pistolino!!!

    Scritto da ilpistolino | Luglio 12, 2010, 4:49 pm
  23. L’argomento, secondo me, è più sensibile ed attuale rispetto all’interrogativo posto, la discussione non deve vertere esclusivamente sulla domanda Nickname sì, Nickname no !!! Chiudere, ovvero limitare la discussione in quest’ambito significherebbe precluderci tutto un mondo a noi sconosciuto ed a portata di mano. Evitando analisi e discussioni sulla globalizzazione dell’economia e delle conseguenti ripercussioni sui rapporti umani, sociali, culturali e politici – argomento che merita sicuramente altri ed ulteriori spazi – non posso esimermi però dal rimarcare il connubio, qualcuno nell’articolo non l’ha percepito, tra un mondo senza frontiere geografiche ed un altro che si vorrebbe imbavagliato e rinchiuso. Il voler creare una doppia velocità penalizzerebbe senz’altro noi, allargando oltremodo la forbice già ampia tra chi ha in mano i mass-media e gli strumenti d’informazione, già definiti quarto potere. Anzi, supererei anche la definizione d’antan “Strumento d’informazione” per definire questi mezzi “ Strumenti di Opinione o di Pressione”, cosa capita e praticata molto bene dal nostro caro premier, disponendo ed utilizzando molto bene tale possibilità con rappresentazioni ed informazioni disgiunte dalla “reale” realtà che ci circonda !!! Ricordate il teatrino di Porta a Porta messo in piedi per la consegna dei prefabbricati agli Aquilani ? Le cose non stavano veramente così !! Prima che lo protesta montasse a livello nazionale con la manifestazione di Roma, io come penso altri, già avevamo contezza del problema vissuto in Abruzzo leggendo i vari post dei gruppi tipo: il popolo viola, informare per resistere, il popolo delle carriole ecc. ecc. – Palermo vive il dramma della “ Monnezza” tipo Napoli, avete avuto visione o informazione di qualcosa ? Se non dalla RETE ? Evidentemente viviamo in maniera strettamente paesana e pettegola questa enorme dimensione che è la RETE !!! Abbiamo bisogno di sapere “ chi l’ha detto” per dare valenza o valore a qualcosa !!! Lo sforzo che ci deve impegnare deve essere rivolto a dare spessore ed importanza alla trasmissione ed alla divulgazione di una conoscenza, di una cultura oserei dire, alternativa ma che viene dalla base, dalla gente comune. Cosa c’entra l’utilizzo del Nm, direte voi, c’entra eccome !!! Negli USA e nelle zone coperte dal WI-FI, basta collegarsi alla rete ed accettare le condizioni, pregiudiziali a qualsivoglia eventuale uso indebito della rete, per navigare liberamente e gratuitamente !!! E stiamo parlando della Nazione che più di altre, ha pagato con vite umane, l’estrema ricerca di una libertà diffusa. Informatevi cosa ci vuole per farlo in Italia, Carta d’identità, Codice Fiscale, Registro dei navigatori, Questura ecc.ecc. . Se non bastasse nel DDL –Bavaglio sono previsti emendamenti ancora più restrittivi per rendere difficile l’informazione libera. Qualcuno ha detto che la libertà di stampa non è un bene assoluto, qualcuno ha ripetuto che l’informazione non deve essere anteposta alla privacy !!! Io non la penso così; evidentemente, senza diffamare o infangare gratuitamente chicchessia, ma per queste evenienze la nostra giustizia già fa il suo corso. Nel giorno del silenzio –stampa è stato arrestato ( dico arrestato ) A. Guarino, ex direttore del Corriere di Caserta ed attuale direttore di Caserta C’è, non so se giustamente o ingiustamente ma sicuramente in coerenza di una previsione di legge, allora una legge esiste già !!! Io uso un Nm, non per vezzo o pusillanimità, chi mi è amico su FB lo sa bene, semplicemente perché ho iniziato così !!! E se questo può rappresentare un’iniziazione per tanti altri, ben venga !!!

    Scritto da felice colella | Luglio 12, 2010, 5:07 pm
  24. caro Elefante bianco, per dimostrare quello che noi non riteniamo elefante bianco o mosca bianca, ovvero una rarità(sciocchezza) , vi forniamo delle belle tabelline riguardante la scuola italiana, uno dei tanti elefantiaci apparati pubblici italiani nonchè strategico per le nostre aurore che dovranno, in futuro, servire da arditi la nostra amata patria così come risulta dal rapporto alunni/docenti, abbinati a scarsi risultati in tutte le competenze di lettura, matematica e scienze rilevate dall’OCSE. La Gelmini , alias silvio, alias tremonti( mai), alias brunetta,vi hanno posto rimedio, riuscendo a diminuire le ore totali (che non giustificano, di fatto, un corrispondente elevato livello di istruzione) e il numero docenti, riuscendo così, almeno in parte, a ridurre il rapporto alunni/ docenti e le ore totali ad una media quasi europea.
    come potete vedere, accecati non siamo, scriviamo sulla base di dati di fatto incontrovertibili. chiaro adesso?

    Tab.1 – Rapporto alunni/personale docente per livello di istruzione
    Secondaria
    Germania 16,4
    Danimarca 9,6
    Inghilterra 15,5
    Belgio 6,7
    Francia 14,0
    Norvegia – 8,3
    Spagna 15,3
    Italia 9,0
    Media paesi OCSE 13,8
    Fonte: OCSE
    Tab.2 – Ore annue di scuola nei paesi europei
    Paese
    Germania 1.015
    Inghilterra 935
    Francia 1.039
    Spagna 1.027
    Italia 1.333
    Media Europea 713 801 866 965 855 1.011
    Fonte: Eurostat ed Eurydice, elaborazione Italia Oggi

    Scritto da marcianise s'è desta | Luglio 12, 2010, 6:57 pm
  25. Giusto! La scuola italiana è da smantellare, dopo che per anni è stata al vertice della cultura mondiale! W gli smantellatori dei privilegi e delle caste. W la scuola privata delle lobbies che si sostiene con i contributi dei cittadini. Affondiamo questa scuola che ormai non ha gesso per lavagne e carta igienica per bagni!
    Non si può affrontare il problema con quattro numeri percentuali senza entrare nel merito delle didattiche e delle strategie d’insegnamento. Perchè non si paragonano gli strumenti e gli ambienti di lavoro e le risorse che gli stati esteri mettono a disposizione dei loro giovani? Tra i numeri elencati mancano le percentuali di PIL stanziate per la ricerca, il numero medio di alunni per classe (quello per docente falsa tutto) etc.. Il discorso sarebbe lungo ma rimaniamo nella beata illusione che il superuomo sta agendo nell’interesse di tutti.

    Scritto da Elefante Bianco | Luglio 12, 2010, 7:47 pm
  26. Voglio approfittare del nickname per dire una verità altrimenti indicibile: nell’ambito della politica per il bene di un paese,un maiale nero ha incontrato una topona, hanno iniziato una relazione che ha portato alla crisi attuale del prosciutto.

    Scritto da se questa è politica... | Luglio 12, 2010, 8:39 pm
  27. C’è chi scrive solo con il suo nome ed è da ammirare;
    C’è chi scrive solo con un nick (per sue ragioni)ed è da comprendere;
    C’è chi usa il suo nome o un(più) nick in base solo alla sua convenienza ed è da deprecare.

    Scritto da nickname | Luglio 12, 2010, 9:30 pm
  28. forse non avete capito bene, candido elefant man, non è la scuola italiana che si vuole smantellare, diciamo che oggi si richiede merito, rigore, efficacia ed efficienza in nome di una migliore scuola pubblica e di una migliore università . quello cioè che noi pratichiamo tutti i giorni nelle nostre imprese. qualcosa è stato già fatto. i nostri adepti docenti, quelli non allineati, non conformisti di sinistra dal pensiero unico che definiscono la gelmini una rompicoglioni, ci riferiscono che un minimo è stato fatto considerando che sono stati ridotti anche i distacchi sindacali. e le risorse derivanti dai risparmi di spese correnti (per pagare lo stipendio ad un esercito, un milione di dipendenti in un rapporto alunni/ docenti tra i più bassi d’europa) saranno riallocate parte per premiare i migliori in base al merito e parte per non perdere gli scatti di anzianità( unico modo, finora voluto dalla cultura cattocomunista ispirata al siamo tutti eguali e non facciamoci del male, per avanzare di carriera).

    Scritto da marcianise s'è desta | Luglio 12, 2010, 9:51 pm
  29. Scritto da Pierino Gentile | Luglio 13, 2010, 12:09 am
  30. Bravo. Infatti tu sei da comprendere.

    Scritto da Felice Colella | Luglio 13, 2010, 8:46 am
  31. Visto che ormai è estate, i mondialisono finiti, perchè Caffe Procope non organizza un bel gioco on-line?
    Potrebbe chiamarsi “Indovina chi è?”

    I partecipanti dovrebbero indovinare quali sono i nick usati dal Colella.
    Per i premi io avrei un mio pensiero.

    Scritto da enigmista | Luglio 13, 2010, 10:05 am
  32. Pieri’ il carosello te lo potevi risparmiare !!!

    Scritto da Il Polpo Paul | Luglio 13, 2010, 2:42 pm
  33. Ogni tanto il felice (ma a noi ci fa ancor più felice…!) Colella estrapola dal suo repertorio scolastico un articolo di fondo……con il quale tutti noi ci adoperiamo per farlo risalire a galla…..e fornedogli quindi profondi (modestamente…) commenti alle sue (utili?) elucubrazioni…….
    Bah….e mi domando: ma non staremo forse perdendo un pò del nostro prezioso tempo? Non sarebbe stato meglio discettare sui più normali interrogativi del tipo, l’origine del mondo, della religione, del buco nero o forse-considerato il livello-, se è nato prima l’uovo o la gallina?
    Meditate gente meditate con un buon boccale di birra seduti in qualche bar……

    Scritto da arturo (quello vero) | Luglio 13, 2010, 4:21 pm
  34. Caro enigmista, sarei ben contento di partecipare, e’ un’ottima idea, ad un’unica condizione, pero’ !!! Che la premiazione venisse fatta da te !!! Sarebbe simpatico, no ? che ne pensi ?

    Scritto da Il Polpo Paul | Luglio 13, 2010, 4:25 pm
  35. Arturo è un piacere leggerti !!!

    Scritto da felice colella | Luglio 13, 2010, 7:17 pm
  36. Scritto da Pierino Gentile | Luglio 13, 2010, 10:12 pm
  37. il piacere e la felicità- è proprio il caso di dirlo !- è sempre nostra!!!

    Scritto da arturo (quello vero) | Luglio 14, 2010, 2:41 pm
  38. I giornali online, come del resto anche quelli di carta, risultano spesso un mezzo per sfogare attriti passati e presenti. Per me, è diventato, infatti, snervante e fastidioso dover selezionare quanto attiene alla libera opinione e quanto, invece, appare offensivo (il che puntualmente scatena reazioni generalmente esaltate ed esagerate). Accade tra coloro che si firmano con il solo nickname e persone reali, tra nickname e nickname, tra reali e reali. Insomma c’è un problema di comunicazione di fondo. Allora mi chiedo: è colpa dei nickname questa incapacità di comunicazione o piuttosto dipende dall’educazione di chi scrive?
    Voglio ricordare che una comunità virtuale non necessariamente deve pretendere di diventare reale, pertanto un nickname non necessariamente deve manifestare la propria identità. E’ necessario invece comprendere che il proprio diritto alla libertà di espressione, per essere tale, deve avere delle regole, diversamente si penalizzano gli altri utenti che arricchiscono, con le proprie opinioni, l’ampio contenuto dei portali.
    Tutti indistintamente meriterebbero maggiore rispetto. Lo stesso rispetto che meritano le nostre piazze, le nostre strade, finanche le pietre di questa città!
    Quanto sarebbe più rilassante e piacevole scrivere con sincerità e, perchè no, con “dura sicerità” senza concedersi quella parola di troppo che fa perdere sicuramente carisma, dignità e autorevolezza a chi la lancia così… giusto per superficialità o per noia.

    Scritto da anna marchesiello | Luglio 10, 2011, 10:39 am

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