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C’era una volta il Centro Storico e le Venelle | di Pasquale Gentile

Ho sempre pensato di essere fortunato ad abitare nel centro storico, non so il perché, ma il solo pensiero mi inorgogliva, anche perché pensavo di avere tutto a portata di mano. Bastava che scendessi ed avevo una salumeria, un tabacchino, la farmacia e la serie di negozi e in pù avevo l’ospedale a pochi passi. Mi ripetevo fra me e me, sto al centro del mondo in pochi metri quadrati ,ma mi sbagliavo. Si sa il tempo porta via le comodità o meglio l’evolve verso altri lidi. Come naturale che succede il mio centro del mondo si stava spostando: il tabacchino se ne andato, l’ospedale spostato nella zona nuova di Marcianise, i negozi man mano hanno chiuso i battenti o si sono spostati. Mi era rimasta solo la farmacia e la salumeria il resto era deserto, abbandonato a sé stesso e tutto sembrava una cartolina da ultimo uomo sulla terra.
Ecco oggi è questo lo stato del Nostro Centro Storico,cumuli di macerie, di palazzi fatiscenti e soprattutto la non salvaguardia e tutela di un pezzo di città che è stato forse per il 90% dei residenti di Marcianise l’inizio della vita. Pensate solo alle caratteristiche “Venelle” icona di tante generazioni. Dai racconti di mio nonno e in seguito mio padre, un tempo in quelle viuzze strette e sconnesse ci abitavano una marea di persone, in stanze strette, ma insieme in allegria e con la povertà di quei tempi. Poi col tempo i figli delle Venelle sono diventati grandi e hanno generato altri figli in altri posti ma avevano rimasto un messaggio di salvaguardia di quel tratto piccolo del centro storico .Infatti come non ricordare le nostre prime avventure amorose dietro alle Venelle, un luogo romantico, appartato per potersi scambiare baci e carezze, oppure per dichiararle il proprio amore. Quei ragazzi e ragazze sono cresciuti ed hanno abbandonato le Venelle e la mitica Piazza Umberto I, destinazione di tanti pomeriggi e serate spensierate con gli amici. Oggi tutto questo non esiste più, esistono solo incuria e abbandono, come le venelle che sarebbero diventate un qualcosa da buttare, da non valutare ma bensì affossarle nel più totale abbandono. Se vi fate un giro assisterete allo squallore più assurdo: dinanzi ad un palazzo che oramai è diventato un rudere, troverete di tutto, materassi, buste dell’immondizia e fino a due settimane fa anche un motorino smontato. Peggio di quelle campagne abbandonate nei Regi Lagni. Oggi nessuno se ne importa di queste caratteristiche straduzze, che in tanti hanno come ricordo dolce, a volte rivivono grazie all’abnegazione dei Ragazzi del Majeutica che organizzano da vari anni la Sagra del Vino. I quei giorni le straduzze si colorano,vivono i tempi andati ma soprattutto sono protagoniste della loro storia e della loro valenza sociale che ha dato nel tempo. Varie Amministrazioni hanno sempre puntato e soprattutto sponsorizzato una riqualificazione del Centro Storico, ma poi a fatti non hanno fatto nulla, hanno solo speculato su una bellezza che sta bene dove è, ma guai a metterci le mani, anche perché forse non è chiaro nemmeno a loro di cosa intendono fare del Centro Storico.
Di Proposte c’è ne sarebbero tante. Si potrebbe incentivare i proprietari ad affittare a piccoli ristoranti, oppure incentivare quei lavori artigianali che nessuno vuole fare più. Ma pure come spazio per i bambini, chiudendo la zona in orari stabiliti. Insomma ci sarebbe molto da fare. Oggi posso solo dire che Via Santoro è un deserto con tutto il parcheggio annesso, Via Grillo è peggio mo manco più le processioni ci passano. Piazza Carità è stata ridisegnata e fatto parcheggio a cielo aperto, solo le palle delimitano il passaggio pedonale, poi c’è il vuoto lì in mezzo. Dove un giorno sorgeva un palazzo abbattuto in una notte. Insomma il Sindaco e la Giunta che idea hanno del Centro Storico? O per caso la conoscono solo per la sede del loro Partito? Semplicemente concludo che chi rinnega la propria Storia o meglio chi non ne ha cura ,significa che di sé stesso non ha identità e non ha confronto,ma solo è soltanto apparenza e proclami ad effetto.

Pasquale Gentile

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Discussione

8 commenti per “C’era una volta il Centro Storico e le Venelle | di Pasquale Gentile”

  1. questo lo devi dire al tuo amico Fecondo che è riuscito a distruggerlo.mai una politica di risanamento,mai una iniziativa che portasse le persone a frequentarlo.ora ve ne accorgete perchè c’una amministrazione di colore diverso dal rosso.io odio i politici di qualsiasi colore ma questi attacchi della sinistra,che in campania ha governato per vent’anni distruggendola,sono solo ed esclusivamente strumentali.Chi ha visto più Fecondo?

    Scritto da cipciop | Giugno 17, 2010, 1:10 pm
  2. Caro Cip e Ciop ,mettiamo in chiaro una cosa,qui scrive un cittadino è non Pasquale Gentile impegnato in politica,due sono un residente,tre se hai letto bene l’articolo si dà la colpa a tutte le amministrazioni,quattro ciò che ho voluto portare all’attenzione è lo stato di degrado e abbandono…..Cinque in ultimo si predica e si razzola male,o meglio i proclami non mi piacciono,mi piacciono i fatti.In ultimo e chiudo Fecondo avrà i suoi mille difetti ma non credo che Marcianise prima di Fecondo stava meglio,a volte ci dimentichiamo del passato…..

    Scritto da Pasquale Gentile | Giugno 17, 2010, 2:21 pm
  3. Grande Pasquale…comunque non prendimocela sempre coi politici.. se aspettiamo loro siamo freschi….. se ne fottono e sperperano, spendono e spandano ad capocchiam…
    E poi c’è da dire che giovani hanno altri luoghi e altri gusti rispetto a noi… magari i loro figli torneranno in piazza.. è il vento del cambiamento.. ma anche noi che stavamo sempre in piazza l’abbiamo abbandonata.. che tristezza passarci la domenica e vederla deserta e ormai l’isola pedonale con i vigili di guardia sembra un paradosso, forse dovrebbero metterla nei pressi degli affollatissimi bar, dove ora verte la gioventù marcianisana. Per me molto meglio la piazza e il bar del vittorio emanuele quando c’era il grande compianto amico Pasquale.

    Scritto da echetelodicoafa | Giugno 17, 2010, 3:24 pm
  4. Le dobbiamo proprio sentire tutte le fesserie dei fedayn di Antonio tartaglione. “cipciop”, il cui nome è tutto un programma, dovrebbe sapere che quando Fecondo era in carica, l’accusa più ripetitiva che gli veniva mossa era che pensava troppo al centro storico e poco alle periferie. Ora dobbiamo sentire il contrario.
    Fecondo non c’è più ma la frivolezza di questi quì che hanno occupato abusivamente il Municipio fa si che sia sempre presente: anche se assente politicamente viene sempre temuto.

    Salut!

    Scritto da L'amì du jaguar | Giugno 17, 2010, 8:56 pm
  5. IL BUONO IN VETRINA!

    Ho un amore enorme per la mia città, amore che non mi impedisce di vedere quanto sia sbiadita la sua immagine e come sia stata maltrattata, violentata, svenduta da “politici” senza scrupoli!
    Ma…
    nonostante i veleni che contaminano l’acqua, il pane, le verdure, la carne di cui ci nutriamo;
    nonostante la rabbia latente per la mancanza di lavoro;
    nonostante la litigiosità del nostro essere;
    nonostante la difficoltà a condividere progetti;
    Nonostante tutto…
    sono fermamente convinta che semi di concretezza sono sparsi quotidianamente sulle nostre strade, piazze, giardini, sul nostro futuro!
    Vorrei poter, un giorno non molto lontano, riuscire a mettere in “vetrina” la nostra città, guardarla con orgoglio, scattare una foto e spedirla ai tanti amici che vivono lontano!
    Avverto, per la prima volta, lo stupore negli occhi della gente!
    Marcianise è un cantiere sempre aperto!
    Speditamente si sta lavorando per la sua rinascita!
    Cordialmente
    Franca Abbate

    Scritto da Franca Abbate | Giugno 17, 2010, 10:00 pm
  6. Pasquà bell’articolo…composto e pacato, ove metti all’angolo la politica senza dar meriti o colpe ’significativamente’ ad uno, piuttosto che ad un altro! Tutti hanno avuto o hanno una sola colpa…assecondare il centro storico per il centro commerciale, che sia esso il Campania o gli altri funghi di cemento attigui: posso farmi personalmente un’idea su come hanno singolarmente agito, su come hanno egoisticamente azionato interessi personali o mere manovre di espansione per l’interesse collettivo, ma non è il caso di farne un proclama, ad ognuno la propria scelta ‘libera’ di far governare chi meglio si creda! Come sono e devono restare personali le idee sull’attuale sindaco (e la sua azione politica) o quelli che lo hanno preceduto: credo che solo raggruppando meglio le proprie idee sugli amministratori, possiamo ben capire se chi guida l’attuale barca sia meritevole di apprezzamento o se sia il caso di dar giusta luce (giacché nominato) al settennato di Fecondo! Come al solito il tempo darà ragione, ma siam pronti a raccoglierla? credo proprio di no, anche perché alla fine ….. della ‘cosa pubblica’ rimarrà ben poco…..!!! Cordialità …..

    Scritto da Pierino Gentile | Giugno 17, 2010, 11:45 pm
  7. ERCOLE 2010 !
    E’ nella natura dell’uomo fare di se stessi l’unico ideale di vita!
    Se consideriamo che il fine dell’agire politico è il perseguimento dell’interesse generale,ovvero del bene comune,il senso autentico del fare politico dovrebbe essere quello di un impegno nel segno d’una weberiana “etica di responsabilità”.
    Il valore d’un politico è dato, perciò, dalla misura in cui egli si mostra disponibile a perdere un po’ di sè per il bene comune.
    Quest’impegno sociale richiama alla mia memoria il mito di Ercole, chiamato dal re Augia per liberare gli abitanti di Elide, sommersi dal letame!
    IL prode Ercole, secondo consuetudine, riusci’ a compiere questa sgradevole e gravosa fatica!
    Tornando ad oggi e alle problematiche del nostro territorio,ipotizzo un finale diverso!
    Il mito,oggi, non garantisce soluzioni: nessuno,da solo,riuscirà a “ripulure” il nostro paese!
    I politici non sono eroi del mondo moderno,da soli non possono vincere le dure sfide del tempo che viviamo!
    Solo in unità con “eroi” per coraggio, volontà, scelta o caso, con cittadini, associazioni, gruppi, sostenuti dalla certezza dei propri valori, rinsaldano virtu’ collettive quali la saggezza, la determinazione, il coraggio vero indispensabili nel guidare il paese verso mete impensabili!
    Ercole non sarà piu’ solo nelle sue fatiche!
    La solitudine e la paura ci rendono schiavi, il coraggio e l’unità ci rendono liberi!
    Cordialmente
    Franca Abbate
    E…

    Scritto da Franca Abbate | Giugno 18, 2010, 6:49 am
  8. I ricordi piacevoli di Pasquale ci fanno pensare ad un attempato signore che va con la mente ai lontanissimi anni dell’infanzia.Non é così: Pasquale é un quarantenne romantico che ha visto travolto il suo mondo in pochissimi decenni.
    Se, dunque, c’é stata questa trasformazione del suo caro quartiere, ciò é avvenuto recentemente e tutto, quindi, é riconducibile ad una malsana politica che ha voluto sconvolgere negativamente il centro storico.
    La mania di modernità, é lo dimostra la trasformazione di Piazza Carità, fa guai grandissimi guai.
    Già, in passato, la stessa mania strappò la vecchia e bellissima cancellata di Piazza Carità.
    La classe politica, che si é avvicendata nella direzione della Città,
    non ha mai capito l’intrinseco significato dell’umanesimo.
    Il berlusconesimo covava sotto le ceneri anche prima che arrivasse l’unto dal Signore.
    Fatte le debite differenze, gli stessi errori si sono fatti all’Aquila, dove si é pensato che mettere il capo sotto un tetto risolve tutti problemi.
    Lo diceva anche Aristotile, 24 secoli fa, ma non é cambiato niente : l’uomo é un “animal sociale”.
    Abbiamo bisogno della storia, delle tradizioni, del rapporto continuo coi nostri simili e quando tutto questo ci é tolto, ci uccidono.
    Nella preghiera del “Padre nostro” é detto:” Dacci il nostro pane quatidiano”, ma in quelle parole c’è la grande metafora della solidarietà, della socialità, del gusto dell’arte e dell’amore.
    Ma quanti lo capiscono?
    Stammi bene.

    Scritto da Alberto Marino | Luglio 21, 2010, 6:27 pm

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