L’Associazione Tiritò, particolarmente attenta alle tradizioni e dedita alla devozione, in particolare della Madonna, si reca in pellegrinaggio a Pagani, con un consistente gruppo di marcianisani per rivivere la particolare festa della Madonna delle Galline. Domenica 11 aprile, infatti, grazie al determinato impegno di Michele Colella, presidente di Tiritò, che ha motivato i concittadini a partecipare all’evento, da Marcianise partiranno dai vari rioni, una decina di pullman, e chissà quante altre macchine piene di famiglie, di curiosi e di tammorre, per il pellegrinaggio nella cittadina salernitana.
Con grande il grande entusiasmo che anima chi crede in tutto ciò che realizza, Michele Colella ha raccontato il suo primo incontro con la singolare festa di Pagani. “Mi ci recai la prima volta nel 2001, come inviato dell’Associazione Tiritò, per verificare cosa succedesse effettivamente in quel paesino dell’agro nocerino-sarnese. Non mi era mai successo di vedere e di assistere ad una tale esplosione di vita e di fede. La processione, la gente e le case, le strade e i balconi, i muri addobbati e i Toselli. In un siffatto contesto riviveva il più puro spirito popolare, manifestandosi tra l’odore acre di zolfo dei fuochi d’artificio e quello amaro dei carciofi, sui carboni accesi. Le tammorre e i canti vocazionali, poi, si liberavano dietro la Madonna, portata in trionfo da un folto manipolo di uomini.Ero stordito, ma avrei voluto che mai finisse, perché essere lì in quel momento mi faceva star bene, mi faceva sentire le vibrazioni antiche della vita. Poi, i giorni successivi, le foto, il video e il racconto ad alcuni amici, di questa particolare festa che si svolge a Pagani in provincia di Salerno, convinsero tanti altri a parteciparvi. Oggi, dopo nove anni, la devozione dei marcianisani per Madonna delle Galline fa registrare un continuo e crescente interesse”. La festa, puntualmente, cade nell’ottava di Pasqua. Secondo la tradizione, tanti anni fa alcune galline, razzolando in un pollaio, trovarono una tavola con l’effigie della Madonna del Carmelo. È questo il racconto che i paganesi vanno ripetendo con grande fede da cinque secoli sull’origine della Madonna ribattezzata “delle galline”. Così, nel pomeriggio del Venerdì in Albis si svolge il rito dell’apertura del Santuario ai fedeli. I tammorrari ed i danzatori paganesi battono le pelli di capra delle tammorre, cantano ‘a figliola e danzano in cerchio sino a quando vengono liberati colombi e tortore. Dopo l’apertura, la festa religiosa continua la domenica in Albis con la Processione. La statua lignea ottocentesca della bella Madonna dai boccoli d’oro, dalle nove in punto attraversa vicoli, cortili, centro e periferia della città. I fedeli, a migliaia, fanno volare coriandoli dalle proprie abitazioni addobbate con drappi, più devoti offrono galline, colombi, pavoni e soldi. Gli abitanti espongono negli antichi cortili un quadro della Madonna addobbato e lo circondano di drappi e lenzuola del corredo, i cortili si trasformano così in scenografici e devozionali Toselli. Prima di rientrare al suo Santuario, la Madonna si reca in piazza Sant’Alfonso per ricevere le due galline che Sant’Alfonso personalmente amava offrirle. Al passaggio della processione della Madonna per le varie strade del centro storico vengono aperti i cosiddetti Toselli (baldacchino addobbato con drappi). Il Tosello è un luogo dove l’invocazione alla Madonna si esprime in forme barocche e sontuose. La sua preparazione inizia un mese prima dei festeggiamenti e consiste nell’addobbare un angolo del proprio cortile per farne omaggio alla Madonna, ed il momento più bello consiste nell’offerta dei prodotti del proprio lavoro o della terra. In serata il Tosello si anima di tammurrari per l’inizio della veglia alla Madonna e si sente per tutta la notte il suono delle tammorre ed il canto dei devoti. Solo all’alba del lunedì i tammurrari smettono di suonare e danno vita ad un corteo che si dirigerà fino al santuario della Madonna, dove deporranno ai suoi piedi le loro tammorre, sancendo la fine dei festeggiamenti. Una radice profonda, una religiosità arcaica legata all’humus e alla madre Terra, un tripudio festoso ritmato dallo scoppiare dei mortaretti e da danze mosse dal suono caratteristico delle tammorre, tamburi a mano, che sono un inno alla vita, così i corpi dei ballatori esplodono in espressioni artistiche ritmiche e musicali che legano in maniera originale e spettacolare i temi della vita, della morte, della fertilità e della fecondità. Secondo uno studio di Roberto De Simone, la processione della Madonna delle Galline con le sue peculiari manifestazioni rientra nel mito e nel culto delle “Sette Madonne – sette sorelle” che si manifesta nell’arco annuale delle feste campane.
Il Santuario è aperto ai fedeli da venerdì 9, dando il via ai festeggiamenti, che si protraggono per alcuni giorni; la processione è in programma per domenica alle 9,00.
Caterina Vesta
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Quando si penserà alla Madonna in termini di fede pittosto che di feste tradizionali obsolete, prive di ogni sentimento religioso, ma cariche di bancarelle, torrone e quant’altro?
caro gianni92 sii positivo, tu incomincia ad andarci, e ti renderai conto che c’è soprattutto la fede.
Poi, le bancarelle il torrone o quant’altro, certo non guastano il sentimento religioso.
Comunque grazie del commento.
Non fu Cristo a cacciare i mercanti dal tempio?
si fu Cristo!!! e allora non dobbiamo nemmeno andare in chiesa.
ancora una volta mi sono perso la madonna delle galline. michele ti dico che a breve avrai quanto chiesto. dopo sei anni il filmato stagionato è ancora più emozionante. a proposito, a tutti gli attenti lettori, da quanto tempo non vedete una chioccia con i pulcini che razzolano liberi?
Alessandro, andare alla Madonna delle galline è sempre bello, un misto di tradizione e devozione, quest’anno sono riuscito ad organizzare ben 5 auto di persone, l’anno prossimo ti faccio sapere, così ti unisci a noi.
Ciao Ciro
Bene, allora tutti dalla Madonna delle Galline.
E dimentichiamoci, almeno per una volta, dei furbi, dei problemi sociali, tanto (sono anch’io credente) la Madonna sicuramente qualche grazia ci farà.
Disinquinerà le campagne, procurerà posti di lavoro, acculturerà l’intera Marcianise.
X Andrea Salzillo: sì, bisogna andare in chiesa, ma per pregare, non per farne luogo di commercio.
Tutti a galline, dai!
Ciro, lo sò già che tu sei un amico. un saluto
Questa della Madonna delle galline non la sapevo, Che gente pia e devota che siete cari marcianisani, quasi vi invidio! Ma ne fa di miracoli questa Madonna? Perchè ce ne sta tanto di bisogno….sopratutto per voi!!!
JdM
possibile che tutti riescono ad attirare fedeli e pellegrini nei posti e luoghi più disparati, mettendo in risalto non solo il lato religioso della festa, ma in particolar modo, le consuetudini e tradizioni locali, e Marcianise, che vanta fede, storia, tradizioni e usanze,NON si attivi per far sì che anche qui da noi incomincino ad affluire pulman pieni di persone che non solo vengano a pregare, ma a rianimare un pò il clima di festa di cui abbiamo tanto bisogno.
Caro Mister X, Marcianise vanta di ben altre tradizioni… Grazie ad alcuni amici, e all’evento “Marcianise ngopp ‘o tammurro”, abbiamo avuto modo di attrarre l’attenzione di molte paranze venute da paesi diversi! Questo e’ solo l’inizio…
Per quanto riguarda la Madonna delle Galline, e’ ormai un evento plurisecolare. Ognuno di noi si vive la fede come puo’ e vuole. I ballatori devoti, si recano in quel Paese per onorare la Madonna con la tammurriata, come nel lontanto 300 a.c., i coribanti facevano con la loro Dea graca Cibele.