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Restare o andar via da Marcianse? | di Felice Colella

A distanza di giorni dalla pubblicazione e dei vari commenti che si sono succeduti, com’era nella logica, si notano due schieramenti che si contrappongono all’accorato appello di Giovanni Tartaglione. Personalmente non mi sento di condannare né l’uno, né l’altro, avendo entrambi motivazioni ed aspirazioni condivisibili. Ciò non toglie, però, che un’analisi più approfondita del fenomeno, possa far scaturire e mettere a nudo le cause del corto circuito che l’ha generato.
Io partirei da un distinguo fondamentale, tra chi parte perché non trova occupazione sul territorio originario, pertanto in maniera forzata, e chi parte perché vive male il territorio o spinto da legittime ambizioni/aspirazioni o, piuttosto, perché ritiene che raggiungere grandi città del nord Italia o estere possa rappresentare per lui sbocchi o possibilità di carriera altrimenti non raggiungibili rimanendo al sud, ma comunque animato da una libera scelta. Come scrivevo ambedue le posizioni sono profondamente condivisibili. Mi azzardo, pertanto ad affermare, interpretando il pensiero di Giovanni, che la sua lettera fosse rivolta ai primi piuttosto che ai secondi. Il punto di domanda è allora, per quale motivo e per quali astratte giustificazioni una persona, una famiglia, deve essere costretta ad allontanarsi dalla sua terra, dalla sua storia, dai suoi familiari, per cercare altrove ciò che potrebbe e dovrebbe trovare nel suo luogo d’origine ? Perché il Sud non deve essere in grado di assicurare un futuro accettabile ai propri figli ? Siamo, forse noi, una razza inferiore ? No, non penso proprio, anzi dalla mia esperienza, posso affermare il contrario ! Qual è allora quel divario strutturale, quella forbice che s’allarga sempre di più tra nord e sud ? Le motivazioni sono da ascrivere alla classe politica ?, a quella imprenditoriale ? o a un tessuto sociale e civile inquinato dal malaffare e dalla criminalità ? Io penso, chiaramente con incidenze diverse, che tali fattori, insieme a cause storiche da sempre altamente penalizzanti per il sud, concorrono a perpetuare e a mantenere lo stato attuale delle cose, assunto che a tutti, probabilmente, conviene conservare un SUD arretrato da mantenere con forme di assistenzialismo anacronistico ed interventi spot, come quelli che vengono previsti nelle varie Finanziarie. In altre parole ciò consente allo stato centrale l’erogazione di ingenti somme che finanziano quasi interamente una classe imprenditrice “ non sempre attenta “, e a volte collusa con la politica locale. Di fatto tale sistema non fa altro che alimentare un circuito avulso dal territorio da cui trae ragione di essere, alimentatosi beninteso con i fondi ad esso diretto.
È evidente che non si esce da questo stato di cose, dalla sera alla mattina, sarebbe facile ed anche bello. I vari governi che si sono succeduti , sia di sinistra che di destra, mai hanno affrontato in maniera seria e strutturale il problema del sud; parlando di paesi del terzo mondo, gli economisti più avveduti e progressisti amano ripetere “ diamo loro la canna da pesca, non il pesce “ Per ridurre il gap Nord / Sud serve una convergenza seria e coerente di tutte le forze politiche, delle parti sociali ed industriali, convergenza che metta da parte interessi personali e di parrocchia. Per converso il cittadino, meglio ancora, il giovane del sud, deve tirarsi fuori da una logica nepotistica e clientelare, che serve solo a togliergli dignità e renderlo succube e devoto al potente di turno. In altre parole e per chiudere, ritengo che nel momento in cui i giovani del sud, riusciranno a coniugare l’orgoglio delle loro radici e la conoscenza che gli viene riconosciuta, con la voglia di riscatto sociale e desiderio di affrancamento storico/politico, avranno fatto un passo decisivo in direzione di un futuro che li vedrà sicuramente protagonisti, e perché no, a casa loro.

Felice Colella

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Discussione

11 commenti per “Restare o andar via da Marcianse? | di Felice Colella”

  1. Quoto Felice!!!!!Ecco il punto………che molti non nemmeno citano……ti invito a leggere il mio ultimo commento che ho messo pocoanzi!!!!!!Grazie

    Scritto da Zante | Gennaio 13, 2010, 7:52 am
  2. Egr. Colella, basta leggere i post già pubblicati per avere una risposta alla Sua domanda. C’è una sola persona soddisfatta di Marcianise, ed è Zante, che opportunamente, Le ha già risposto.
    Gli altri commenti non mi sembrano dello stesso parere.
    Quello che Lei auspica è qualcosa che già nella generazione presente non sarà realizzato, come non lo è stato in quella passata, che pure ha avuto l’occasione di farlo come mai nel passato. Dare Marcianise in mano ai giovani per 10 anni e vedere quei risultati, è dire tutto.

    Scritto da Salvatore | Gennaio 13, 2010, 2:53 pm
  3. Caro Felice, la questione é storica e se ne sono occupati, specialmente, Giustino Fortunato, Saverio Nitti ed Antonio Gramsci.
    Me ne sono fatto in’idea: la struttura economica del nostro Paese si é edificata sui principi del mercato capitalistico.
    Ad una zona di sviluppo deve corrisponderne un’altra improduttiva che deve fungere solo da mercato.
    Quando sarà stabilito in po’ di equilibrio? Tra 700 anni, quando il marxismo, oggi ritenuto ferro vecchio, sarà tirato fuori dalla soffitta e fatto funzionare!
    Io non riuscirò a vederlo; provaci tu!
    Sis felix. Alberto

    Scritto da Alberto Marino | Gennaio 13, 2010, 2:55 pm
  4. Salvatore ti pongo una domanda ma c’è l’hai con i Giovani?Non sei fiducioso dei Giovani?O vorresti le scarpe vecchie al potere?Fammi Capire……sei anche un po razzista nei confronti dei giovani ma perchè?Oppure sei talmente pentito che non sei riuscito ad andartene da Marcianise?Se poi credi di riuscire a risolvere i problemi perchè non esponi la tua idea candidatoti?Se perdessi meno tempo a criticare a fare sentenze….e porti questioni…..perchè non esporre la tua idea?

    NB:Salvatore le ripeto il mio non è un orgoglio di efficienza ma di radici è diverso……..Ognuno di noi ama et odia il proprio paesello…….a meno che lei non abbia problemi con la società marcianisana…….Con questo chiudo questo piacevole dialogo con LEI Sommo Profeta del Vero……

    Scritto da Zante | Gennaio 13, 2010, 8:20 pm
  5. Caro prof Marino
    Dalla sua teoria lei si sente di escludere al 100% le colpe dei meridionali per come ci ritroviamo oggi?
    Io ho la mia teoria, molto differente dalla sua.
    Sicuramente ci sono dei fattori storici alla base del divario tra Nord e Sud, ma la sua generazione ha fatto anche molto affinchè questo divario restasse o addiruttura aumentasse.
    Lei viene da una scuola dove insegnano che le colpe sono sempre dei padroni dei capitalisti, io invece sono piu’ propenso a ricercare prima le nostre di colpe e poi quelle degli altri.
    La sua teoria potrebbe anche spiegare la situazione economica del sud ma sicuramente non spiega il perchè al sud dilaghi questa mentalità incivile e menefreghista.
    Forse se invece di cercare i colpevoli fuori si guardasse in casa, alcuni problemi potrebbero anche essere risolti prima o…poi

    Saluti

    Scritto da Masaniello | Gennaio 14, 2010, 9:02 am
  6. Zante riesce a spiegarmi perchè Lei è orgoglioso di essere di radici Marcianisane? Lei può essere orgoglioso di qualcsa che ha fatto. Non confonda l’orgoglio con l’attaccamento sentimentale.

    Io non ho niente contro i giovani, io ho problemi on chi ‘doveva’ rendere questo paese migliore, invece l’ha solo peggiorato.
    Prendiamo ad esempio gli allora giovani Fecondo, Riccio, Marchesiello, etc.., beh mi sà dire cosa si aspettava da loro e cosa loro hanno fatto negli ultimi 10 anni?

    Le è mai capitato di sentirsi negare una camera d’albergo quando hanno sentito che è di Marcianise?
    Io anche questo ho divuto subire (giusto un esempio).

    Scritto da Salvatore | Gennaio 15, 2010, 5:25 pm
  7. Il mio non è orgoglio……ma bensì consapevole delle proprie radici…..Amo la Storia……è se scrivo ciò perchè so che passato c’è stato dietro……Purtroppo il nostro passato non ci ha insegnato a dovere la lezione per il futuro……..Lei si aspettava tanto dai vari Riccio,Fecondo ecc…..il mio pensiero è rivolto ai Giovani……quei Giovani che sono precari a vita,quei Giovani chiusi dai Baroni dell’Università…quei Giovani chiusi dai vari De Mita in politica…….quei Giovani che ogni giorno gli viene scippato il loro futuro con leggi inadeguate e fuori luogo…….

    NB:Mi giunge nuova il fatto che gli hanno negato una camera di albergo perchè uno è di Marcianise…..in qualsiasi posto che sono andato(Italia o Estero)…non mi hanno mai fatto nessun tipo di problema sulla mia provenienza geografica…….Salvatore per favore non raccontiamo baggianate……Vedo che è alla frutta e si appella sui classici e odiosi luoghi comuni.

    Scritto da Zante | Gennaio 15, 2010, 7:34 pm
  8. Ad alcune persone le camere si negano a prescindere dai luoghi di provenienza.

    Scritto da Felice | Gennaio 15, 2010, 9:55 pm
  9. Buongiorno a tutti. Sono pienamente d’accordo con “Masaniello” poichè la tanto citata storia insegna che gli estremismi non hanno mai portato giovimento nel medio-lungo periodo, in quanto hanno sempre cavalcato l’onda di un cambiamento inteso come ribaltone di un pensiero o linea politica dovuto a gravi problemi sociali, dunque problemi non perpetui.
    E’ inutile quindi parlare adesso che stiamo nel 2010 che il fallimento del Sud dipende dal capitalismo, da interventi spot delle Finanzierie e quindi sempre da fattori esterni o ritardi storici. Bisogna essere autocritici prima con noi stessi poiché il non evolvere dipende anche dal nostro radicato costume a far finta di non sapere, di non aver visto, di non aver sentito e quindi non denunciare, non far valere la ragione, non far valere la giustizia, non aiutare le isituzioni che da sole non possono niente di fronte al muro dell’omertà.
    Sono convinto di ciò perché comportarsi con scrupolosità e coscienza, nel quotidiano e verso la collettività, migliorerebbe l’ambiente dove viviamo, il modo di vivere e soprattutto renderebbe difficile la vita ai disonesti che sfruttando tali lacune.
    Ovviamente non è la sola strada da percorrere e neanche la sola a risolvere il problema in questione, ma di sicuro è qualcosa che possiamo fare e dobbiamo fare poichè dipende da noi stessi.
    G. Tartaglione (Trieste)

    Scritto da Giovanni Tartaglione | Gennaio 16, 2010, 8:59 am
  10. Il problema e’ la classe politica.
    In questa terra se candidiamo Gesu’ Cristo, riusciranno a far cambiare idea anche a lui.
    Per me ci vuole un dittatore morbido.
    D’accordo con Masaniello.

    Scritto da pasqui | Gennaio 17, 2010, 3:10 pm
  11. andare,restare,felici, scontenti. ogn’uno racconta la propria storia di vita vissuta qui, li, altrove.
    tutti noi abbiamo un competitor che si chiama tempo, difronte al quale l’uomo di una certa eta’ come me,si confronta.
    ovunque credo ce tensione nel mondo,anche a casa nostra.
    questo perche’ ancora siamo un paese libero di scegliere e di decidere la propria vita.

    Scritto da chetempochefa | Gennaio 19, 2010, 8:49 am

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