Pioggia di ricorsi contro le odiate cartelle per i canoni per fognatura e depurazione relativi agli anni 2004-2006 che migliaia di cittadini si videro reacapitare a fine dicembre 2009 e che avevano come data di scadenza il 30/12/2009. Come si ricorderà, le cartelle furono inviate dal Consorzio Idrico Terra di Lavoro, sulla base dei consumi effettuati, per conto della regione Campania. Gli importi, aveva spiegato l’assessore al Bilancio Angelo Raucci, ”servono a soddisfare i costi di gestione dei depuratori in carico alla Regione”. L’invio, in estremis, da parte del Consorzio Idrico fece letteralmente imbestialire i contribuenti marcianisani che furono costretti a sorbirsi estenuenti file agli uffici postali per pagare per tempo i bollettini. Tantissimi non riuscirono comunque ad effettuare il versamento entro la scadenza prevista e, molto probabilmente, dovranno pagare interessi di mora.
Ora però, fa sapere l’associazione consumatori Codacons, le circa 26000 cartelle notificate e centinaia di cartelle di fermi amministrativi per canoni prescritti, potranno essere contestate. Il Codacons ha già impugnato centinaia di questi atti in quanto l’impianto fognario di Marcianise è malfunzionante e perché molti atti sono andati in prescrizione. Sembra, infatti, che se nel proprio comune di residenza il depuratore dell’acqua fognaria non funziona, il Comune, l’Ato o la azienda concessionaria dell’acquedotto sono tenuti a rimborsare la tariffa di depurazione nella bollette dell’acqua. A venire incontro ai cittadini è una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 335 del 08.10.08 (in G.Uff. del 15.10.08), che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».
Per cui i cittadini possono, impugnando le cartelle, farsi restituire gli importi per la depurazione versati e non dovuti dal 02.10.2000. I gestori del servizio idrico integrato dovranno provvedere anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione. L’istanza da inoltrare al Comune (non alla Ato o alla società) deve essere corredata di marca da bollo di € 14,62.
Ehi! Quello nella foto a via Roma sono io! Grazie Caffè Procope!
c’è un avvocato a Marcianise che si sta occupando delle istanze di rimborso ? E’ possibile onoscerne i riferimenti ?.
basta una semplice richiesta di rimborso indirizzata al comune ? Attendo una risposta, grazie.
ma siamo sicuri che il depuratore è malfunzionate ?