Per sventare la paventata chiusura del pronto soccorso del presidio ospedaliero locale, la scorsa mattina si è tenuto un vertice tra il sindaco Tartaglione, il direttore sanitario Ludovico Capece, e tutti i primari dei vari reparti. L’individuazione di soluzioni per fare fronte alla carenza di personale, registrata nei giorni scorsi, presso l’unità operativa di prima assistenza, è stato l’obiettivo comune dei convenuti. Numerose sono state le proposte vagliate, tutte attualmente impraticabili. In ultima battuta era stato proposti di optare per la chiusura del pronto soccorso, e per la sua riconversione in Psaut. Attraverso questa ristrutturazione, si andrebbe ad erogare un servizio completamente diverso da quello attualmente fornito, data la netta sperequazione delle funzionalità dei due enti. I Psaut sono strutture di primo soccorso territoriale, ininterrottamente attivi, gestiti dai medici del pronto intervento, che espletano unicamente attività di osservazione medica e di piccola chirurgia, e che non sono attrezzati per fare fronte ad emergenze più gravi ed impellenti. A questa ipotizzata manovra, seppure da attuarsi unicamente per il periodo estivo, il sindaco Tartaglione si è opposto tenacemente, incontrando il favore del direttore Capece, e di parte dei medici presenti. “Operare una riconversione in tal senso- spiega il primo cittadino- significherebbe decretare la morte del nostro ospedale. Non dobbiamo fare in modo che un provvedimento, anche se temporaneo possa rischiare di diventare definitivo. Il nostro pronto soccorso deve restare attivo, ed io sono disposto a fare di tutto, nelle mie possibilità, per non permettere che accada il contrario”.
A fine vertice, è stata raggiunta l’intesa, su proposta del sindaco Tartaglione e di Capece: i turni scoperti del pronto soccorso,per i mesi estivi, saranno equamente distribuiti tra tutti i sanitari dell’area funzionale medica: cardiologi, pediatri e gastroenterologi. Per fare fronte alle eccezionali criticità di questi giorni, massima disponibilità è stata mostrata dal sindaco Tartaglione e da Capece. Il primo si era offerto di garantire, come medico, la sua presenza al pronto soccorso già nella scorsa notte, particolarmente difficile per la suddetta carenza di personale. Il secondo, anch’esso medico, nonostante il suo ruolo di direttore sanitario, nel pomeriggio di giovedì, ha già provveduto ad occuparsi delle emergenze, scendendo in prima persona, presso l’unità operativa, garantendo così continuità al servizio erogato. Intanto, lunedì prossimo, un prospetto dell’organizzazione della turnazione sarà sottoposto ai vertici locali dell’Asl e alla prefettura, perché ratifichino il provvedimento.
La risoluzione del problema è semplice ma certamente non la si vuole prendere in considerazione.
Far rientrare quegli ospedalieri che sono stati spostati sul territorio, oppure utilizzare il personale dell’ex 118.
LAVORARE POCHI, LAVORARE DI PIU’!!
L’intervento del novello sindaco è stato determinante: non gli hanno offerto neppure una sedia, probabilmente erano tutte prenotate! La rinuncia alle ferie da parte della classe medica non cela l’evidente attacco alla pubblica sanità sferrato dalla casta: si rimanda a settembre un’improcastinabile decisione come il declassamento dell’ospedale. Fortunatissima Marcianise a non avere eletto un sindaco idraulico!
E’ commovente questo manipolo di eroi che scopre discariche a cielo aperto quando Marcianise è tutta una discarica o scende sacrificando il suo prezioso tempo, in pronto soccorso !Veramente siamo commossi ed ammirati. Tartaglione ti sei chiesto che tutto ciò accade perchè gente come te e come i tuoi compari ha permesso la funzionalità di un ospedale arrivasse alla frutta? Faresti bene a tacere ed a interessarti del personale imboscato!
Gentile direttore Sanitario dottor Capece ! La vediamo molto impegnata ad entrare nelle grazie del Sindaco !Vuoi vedere che questo incomincia a fare domande biricchine. Stia sereno non ne ha facoltà! Piuttosto deve decidere o di chiudere il reparto di pediatria o di togliere le immagini del dottor Tartaglione all’entrata dell’ospedale. Il povero disgraziato ha voluto imitare il sorriso di un essere umano ma gli uscito fuori un ghigno satanico che terrorizza i bambini. Lo faccia prima che intervenga il telefono azzurro!!!
A Tartaglione serviva solo un articolo strappalacrime da dare in pasto alla stampa. “Vedete, cari compaesani, per l’ospedale non si può fare nulla, anche se in campagna elettorale vi ho promesso una struttura come quella del dottor House. Mi sono offerto pure per un turno di notte al pronto soccorso. Sopportate!” Mi sta pure bene che la redazione di Procope abbia pubblicato due foto con le modalità di Fede con Prodi, ma in entrambe sta lì con le mani in mano e l’espressione di un tifoso che non ha capito se l’arbitro abbia convalidato il goal. E’il sindaco ed è l’unico in piedi. Non è riuscito a nominare la giunta, conta quanto il due di spade con briscola a coppe e fa bella figura solo accanto al dottor zeta in processione. Avete votato un abat jour, altro che nuovo che avanza!
E’ bella stampa di regime celebrativa a tutti i costi! Si rischia la greppia! Intelligentissimo dottore Capece mi faccia capire come fa a spostare in pronto soccorso un medico che ha vinto un concorso per dirigente di cardiologia o di gastroenterologia ? Mi faccia capire da quale porta entra in ospedale che le ha impedito di vedere sino ad ora le terribili icone del sindaco fuori la porta dell’ospedale. E’ captatio benevolentiam? Lei è poi tanto sicuro che dirige un ospedale? Ho incontrati cinesi al terzo piano che vendevano “Baldotto che tila il cazzotto”. Autisti che indossavano il camice da medici !(con fonendoscopio incorporato). Al primo piano fuori gli ambulatori , gente letteralmente accampata seconda la più perfetta tradizione e stile dei popoli nomadi ( di sedie nemmeno l’ombra !). Sulle mura dell’ostetricia i padri dei neonati hanno riempito tutta parete con frasi del genere “Oggi è nata una stella di nome Filomena!” Gli orologi marcatempo sono alla mercè del viandante. Direttore le faccio grazia del resto! Ma lei è sicuro che dirige un ospedale? Ma mi faccia il piacere! Stia a casa sarà maggiormente utile!
Caro Renato, sai bene che i medici che sono stati spostati sul territorio sono lì per motivi di salute, come pure sai bene che furono sanati nell’area funzionale di “organizzazione dei servizi sanitari di base”. Non possono, quindi, essere rimandati in ospedale, a meno di non fargli rifare il concorso, dopo una guarigione miracolosa.
Per quanto riguarda l’utilizzo dei medici del 118, ti informo che le disposizioni regionali prevedono il loro utilizzo esclusivamente nel servizio di emergenza territoriale, articolato in SAUT (ambulanze) e PSAUT (primo soccorso territoriale). L’attività ospedaliera dei medici del 118, integrativa e non sostitutiva, è prevista nei DEA, e Marcianise, come tutti ben sanno, non lo è. Uno PSAUT, attualmente, è attivo a S. Felice a Cancello, e un altro a Capua, entrambi ospedali in dismissione. E al Loreto Crispi, ospedale dismesso. Proponi forse la dismissione anche dell’Ospedale di Marcianise?
Inoltre, da notizie desumibili da atti dell’ASL, si evince che mancano, nel 118, due medici a San Felice a Cancello, due a Teano – Roccamonfina, due a Capua, due a Trentola Ducenta, due a Gricignano e uno ad Aversa. Proponi forse la chiusura del 118?
Ma forse non sei il Renato Raucci che conosco io, e quindi ignori le conseguenze delle proposte che fai.
In questo caso, potresti anche proporre la chiusura del PS di Marcianise con l’istituzione di uno PSAUT, la chiusura di una postazione 118 dell’ASL da individuare, e il trasferimento dei medici internisti, attualmente in servizio, dal nostro PS a quello di Aversa, che è anch’esso in carenza di organico. Ciò permetterebbe di sistemare tutte le carenze, riducendo drasticamente il già basso livello assistenziale che ci ritroviamo.
Il Renato Raucci che conosco io non vorrebbe queste cose. O forse è stato male informato.
La soluzione è ancora più semplice: permettere i trasferiemnti presso l’ospedale di Marcianise del personale medico richiedente, visto che lo stà facendo l’ospedale di Aversa, e Teano, perchè Marcianise non è in grado di richiedere altrettanti medici per il suo pronto soccorso?
Potete chiedere direttamente al dirigente del personale della attuale ASL CE.
La verità è che lo PSAUT è già stato deciso per Marcianise spostando le cliniche delle emergenze nel fatiscente ospedale di Maddaloni, quindi bisogna reagire o rassegnarsi ma certamente non dare fumo negli occhi a quanti pensino che ci si attivi per risolvere il problema definitivamente.
I politici sappino che i cittadini lo sanno quello che stà succedendo alla sanità regionale e quali giochi di potere hanno svenduto il nostro ospedale a favore di Maddaloni, che non me ne vogliano a male i maddalonesi, quello doveva essere logisticamnete un ospedale da PSAUT, visto che per i suoi cittaddini è molto più semplice raggiungere strtture più complete come l’Ospedale s. Sebastiano di Caserta.
cordialmente ONOFRIO BUCCINI
Caro Onofrio Buccini, per quel che ne so, si sta già facendo. Solo che, per il trasferimento, ci vuole il nulla osta dell’ospedale di provenienza, o 60 giorni di preavviso. Il commissario bassoliniano doveva scadere il 30 giugno, e la rogna voleva lasciarla al successore. Le cose sono molto più semplici di quanto appaiano, come potrebbe confermarti anche Mario Cocorito.
Gli ospedalieri furono spostati sul territorio non per esigenze di salute ma solamente per esigenze personali, sostenute da quelle politiche.
Da ciò la sanatoria nell’organizzazione dei servizi teritoriali. Se vi fosse stato veramente interesse per l’ospedale di Marcianise da parte della classe politica, invece di favorire la fuga del personale dall’ospedale al territorio, le “esigenze di salute per il territorio”, potevano soddisfarle con concorsi mai espletati e/o mobilità di personale da altre USL o ASL. Ciò non si è verificatosi ad eccezione di pochi casi. Per quanto riguarda l’utilizzo del personale del 118, mi riferisco a quelli che, lasciato il servizio SAUT vengono attualmente utilizzati in alcuni servizi territoriali che bene o male, anche prima del loro arrivo, funzionavano ugualmente. Con ciò non propongo una dequalificazione nè una dismissione dell’Ospedale di Marcianise, ma, in tempi di crisi, propongo invece un’iniezione di personale non solo medico, ma anche paramedico e tecnico per far fronte alle esigenze non solo del pronto soccorso ma anche dei vari reparti.
Pare che il Renato Raucci sia proprio quello che conosco io, e pare proprio che sia stato male informato. Lo informo io.
Gli spostamenti “per motivi personali suffragati dalla politica” cui ti riferisci risalgono a più di 10 anni fa, e furono fatti dal laboratorio di analisi al territorio, comunque dopo regolare visita medica collegiale. L’unico dal pronto soccorso al territorio, più recente, ti assicuro che è per motivi di salute, che non posso qui rivelare, trattandosi di persona ben individuabile. Gli spostamenti dal 118 non riguardano Marcianise, ma altri distretti, e sono: da Piedimonte, fibrillazione atriale cronica con episodio di edema polmonare acuto in infartuato, da Teano, due infartuati, un cancro della tiroide ed un artrite psoriasica deformante, da Caserta un’artrite reumatoide deformante, un’epatite cronica ed un’ernia discale multipla, da S. Felice a Cancello un infartuato ed un’ernia discale multipla, seguita da infortunio sul lavoro con fratture vertebrali. Altri non me ne ricordo. Gli infermieri ex del SAUT di Marcianise lavorano in cardiologia ed in Pronto soccorso.
E i medici di cui parliamo hanno un’età media di 55 anni, con un minimo di 52 ed un massimo di 64.
Ed i concorsi sono stati bloccati sino al 30 giugno 2009, data oltre la quale si potranno assumere il 10% di quelli che sono andati in pensione o sono deceduti (nel 118, due passati ad altra amministrazione per regolare concorso, due deceduti ed uno pensionato, quindi ne potremo assumere… mezzo, mentre ne mancano 10 per completare l’organico).
Informa la tua fonte. E ringrazia Bassolino.
Se è vero che un trasferimento tra ASL, impiega 60 giorni da delibera, si può sempre attivarsi per avvisi pubblici con scorrimenti di graduatoria e successivamente regolarizzare con trasferimento ad ASL CE.
Una aspettativa per servizio sono solo 15 giorni da richiesta dell’interessato alla propria ASL di appartenenza, in questo modo si può sopperire all’emergenza, e trovare tempi migliori per regolarizzare il trasferimento definitivo. Attenzione però che parliamo di avvisi e non di contratti atipici es. CO.CO.CO.che è una prassi abbastanza utilizzata ma che mortifica la classe medica alla stregua di un facchino e che ancora peggio gli blocca la continuità lavorativa.
cordialmente Onofrio Buccini
Parlate,parlate, scrivete. Invece di perdere tempo a scrivere e a beccarvi fate qualcosa di serio e costruttivo,per Giuliano,visto che sai tante cose che gli altri non sanno fai qualcosa,Cocorito sai tanti retroscena sull’ospedale, persone che abusano della professione ecc…se vuoi fare o dire qualcosa, non lo dire a cgi sta’ li solo da para fulmine srivilo o dillo a qualche magistrato.
Raucci, ma dove vivi?
è lo schifo fatto quotidianita’ e normalita’.
la gente ha paura di entrare in quell’ospedale e, una volta dentro, si preoccupa di chiamare professionisti esterni per avere la certezza di una giusta diagnosi, oppure prega il Dio che tutto vada come deve andare…per il resto è lo sdegno, la rabbia piu’ profonda, la sensazione di una dittatura del sistema, che per chi ci lavora è normale…
replico testualmente cio’ che un infermiere mi disse due settimane fa mentre ero in ospedale:
” io faccio questo mestiere mica per passione, ma perchè mi ci trovo”
a quel punto ti rendi conto che il tuo caro familiare è affidato a persone nemmeno degne di essere chiamate così….
il panico avanza, la rabbia schizza…e il camorrista che è in ognuno di noi, che siamo cresciuti in questa fottuta citta’ esce fuori…il risultato è che per un attimo vorresti mettere da parte l’ educazione che i tuoi genitori ti hanno trasmesso, i valori di cristianita’ e democrazia, per dare spazio a tutto quello che invece ti ha insegnato la strada…..è la voglia di replicare con la violenza…
attenzione, gente di politica e altro, che l’ignoranza della gente che fino ad oggi vi ha permesso di spavoneggiare, quell’ ignoranza scompare…e prima poi qualche masaniello ritornera’…
comincerete ad avere paura della gente normale così come oggi ne avete dei “malavitosi”…..percio’ fate i seri e cominciamo a restituire dignita’ alla città e a chi purtroppo ci vive..
Orlando Galileo
Credo che la nostra citta non dovrebbe consentire che un forestiero di S. Angelo in Formis il quale ha avuto tanto da Marcianise, anche la candidatura a Sindaco, continui, nascosto dietro un nickname (cocorito) od un manifesto firmato dall’IDV di Marcianise, ad offendere un professionista marcianisano, onesto e stimato, eletto Sindaco della citta` con un plebiscito.
La Redazione, visto che l’IDV e` complice, dovrebbe ricordare al “dottore” che la campagna elettorale si e` chiusa il 5 Giugno ed invitarlo a “ripassare” il risultato elettorale del suo partito.
Caro dipendente ospedaliero , a roma non e che ci sia un sindaco indigeno .
Il dott paternuosto , almeno , ha il merito di essere conosciuto per le sue qualita professionali , oltre il ns comune ; non so tartaglione.
Detto cio , dobbiamo difendere le professionalita che incidono sul ns territorio a prescindere dalle fedi politiche .
Quando si è fuori comune provincia regione nazione e nel mio caso in paesi abbastanza lontani , fa piacere sentir dire che conoscono mario paternuosto .
é in fondo una nostra ricchezza che andrebbe tutelata.
Saluti
Rassegnate cari marcianisani,i nostri concittadini compreso i professionisti medici soffrono da sempre di parassitismo culturale,sindrome da invidia cronica, scarso senso di appartenenza alla propria comunità.
Cosi’ si spiega che lasciano la difesa di un bene essenziale come l’ospedale a uno straniero pseudoscienziato sulla via del tramonto,candidando pure alla carica di sindaco(con i risultati che tutti sappiamo) e qualche sprovveduto concittadino parla pure ricchezza da tutelare,io parlerei di povertà intellettuale e interessi personali.
Raucci e Giuliano sono nelle loro diversità,con le loro convinzioni, persone da rispettare,con cui confrontarsi e soprattutto marcianisani doc che amano il loro paese.
Vi prego di credermi non abbiamo bisogno a Marcianise di individui solo vanagloriosi che vengono solo a raccontarci frottole di ogni genere(professionali e non); già abbiamo purtroppo parecchi personaggi di cui andare orgogliosi!!!
La questione del nostro ospedale sta diventando sempre più vecchia ed ingarbugliata.
Se vogliamo uscire da questo pantano, si devono organizzare assemblee pubbliche, dove gli addetti ai lavori e gli amministratori comunali si confrontano apertamente.
Che il nostro nosocomio, nella sua storia, sia stato sempre ricettacolo di malapolitica, è noto a tutti.
Oggi, come ieri, si contrastano due posizioni che rappresentano, quello che ho capito, interessi non generali, ma particolari.
Fateci capire dove “scorre il cecere”!
Alberto Marino
Ho letto con molta attenzione e mille interrogativi. Nessuno parla dei centri privati che sorgono come funghi e DEVONO vivere, visto che appartengono a medici che lavorano nel pubblico. Si parla di scegliere il pronto soccorso della S.Sebastaiano…..funziona ancora ma chissà domani….sono due anni che il reparto di Medicina Nucleare è chiuso per ristrutturazione , ed i medici che vi lavoravano percepiscono regolarmente lo stipendio ed i buoni repas, senza lavorare!!! Intanto, si è aperto sull’Appia un centro di diagnostica con tanto di strumentazione, che condivide luminari con l’Azienda, e VUOLE vivere!!!!!