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Cronaca

Omicidio Carlo Valentino: ergastolo per Gaetano Piccolo

Per l’omicidio Valentino il Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Cesare Siringano ha chiesto un ergastolo e pene che variano dai 12 a 16 anni di reclusione per i due collaboratori di giustizia. La requisitoria è stata eseguita lunedì mattina nell’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere davanti alla terza Corte di Assise. Imputati Gaetano Piccolo di 48 anni di Marcianise, a cui è stato chiesto l’ergastolo, ma anche i due collaboratori di giustizia Domenico Cuccari a cui è stata chiesta una pena di anni 12 di reclusione, e Antonio Gerardi a cui è stata chiesta una pena di 16 anni di reclusione.
Fu proprio grazie proprio alle dichiarazioni di due pentiti, che la Direzione investigativa antimafia è riuscita a fare luce su tre omicidi commessi a Marcianise tra il giugno del 2004 ed il gennaio del 2006. Destinatari dei provvedimenti furono quattro persone . Gli investigatori della stazione dei carabinieri di Marcianise focalizzarono la loro attenzione sugli omicidi di Carlo Valentino. Le ordinanza cautelari, alcune notificate in carcere, furono emesse anche ad altri pregiudicati legati al clan. Movente di tutti i delitti, gli sgarri commessi dalle vittime nei confronti del potente clan dei “Belforte”. Sgarri consistiti nel furto di droga o tentativi di omicidi attuati nei confronti degli appartenenti del gruppo dei Mazzacane. Le ordinanze riguardano i fratelli Michele e Franco Froncillo; Domenico Cuccaro, Gaetano Piccolo, quest’ultimo resosi irreperibile. I Froncillo sono ritenuti insieme a Piccolo mandanti degli omicidi e gli altri, a vario titolo, esecutori o fornitori di supporti logistici per commettere l’esecuzione. Uno degli esecutori, Alessandro Chioccarello, fu ucciso a sua volta nel corso di un agguato mentre sono state preziose le dichiarazioni del pentito Antonio Gerardi.
L’omicidio di Carlo Valentino avrebbe un duplice movente: Froncillo lo riteneva tra gli esecutori di un agguato ai suoi danni e a quello di un esponente del gruppo, Michele Iadicicco (in entrambi casi le vittime erano sfuggite all’agguato). A confermare quanto raccontato dal neo-pentito Francesco Paccone, 53 anni, di Cesa, in passato legato alla Nco, sono proprio alcune intercettazioni ambientali captate durante una conversazione di Di Giovanni nel periodo successivo alla scomparsa di Spina.
Gaetano Piccolo, di 48 anni, ritenuto dagli investigatori il reggente del clan camorristico Mazzacane, attivo tra Marcianise, Caserta e zone limitrofe, fu arrestato successivamente dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta. Piccolo era ricercato perché ritenuto uno dei mandanti dell’omicidio di Carlo Valentino, giovane spacciatore di sostanze stupefacenti, rimasto vittima della “lupara bianca” nei primi mesi del 2004. Il corpo del giovane – ucciso forse per non avere onorato il pagamento di una partita di droga all’organizzazione capeggiata dai fratelli Salvatore e Domenico Belforte – non è stato trovato, nonostante intense ricerche delle forze dell’ordine. Gaetano Piccolo era stato colpito anche da un altro provvedimento restrittivo per il tentato omicidio di Michele Froncillo, avvenuto nel 2004. Il rifugio del latitante fu localizzato dalla mobile casertana, in un appartamento di via S.Lorenzo a Caturano. L’edificio fu circondato dalla polizia e Piccolo fu rinchiuso nel carcere di S. Maria Capua Vetere.

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