“Caffé Procope su: Elezioni 6/7 Giugno: tutti i candidati al consiglio comunale”
“Ma il Michelangelo Giovinale candidato con i Popolari per Marcianise per Pierino Squeglia sindaco è quello che ha scritto qualche articolo su Caffé Procope !?! Ditemi di no (firmato: Uno che è rimasto ma poi si è pentito lo stesso)”
Mancano poche ore alla chiusura della campagna elettorale.
Mentre Piero si appresta a salire la scala di legno del palcoscenico del cinema Ariston, per l’ultimo appello alla città, io salgo al secondo piano di un vecchio palazzo, malamente conservato, di quelli più volte tinteggiati con la calce colorata.
E’ il mio ultimo incontro, una promessa fatta durante una riunione a due anziani genitori che mi hanno avvicinato, invitandomi a casa per un caffé.
In cucina, disteso su di un divano mi aspetta Francesco, 28 anni, 80 chili, gli occhi persi nel vuoto, la bocca umida di bava, il suo corpo è l’immagine del suo dramma, cominciato alla nascita per un parto andato male.
Ci mettiamo seduti in cucina, i due anziani genitori sono stremati, hanno appena lavato Francesco, che da alcuni anni non riesce più a stare dritto sulle gambe.
Il corpo di Francesco pesa troppo per i suoi genitori, da oltre due anni è confinato nel suo divano, al secondo piano della sua disgrazia. Questo è il problema.
Nessun aiuto materiale, nessun sostegno di alcun genere, la sua cartella clinica non è aggiornata da anni, il documento più recente attesta la sua totale infermità mentale. Francesco, se vede il cielo, lo vede da una finestra di alluminio, con i vetri smerigliati, una grande vetrata che delimita tre grandi archi di una loggia, dietro si allineano le camere della sua casa che finiscono in quel muro di scale, che impedisce a Francesco di scendere e respirare all’aria aperta.
Così è finita la mia campagna elettorale.
Esserci dentro è servito a comprendere il disinteresse politico verso l’umana sofferenza, ma anche a capire la vocazione politica indispensabile per prendersi cura di storie come quella di Francesco.
La politica è chiamata ad interpretare le stagioni, risolvere e se necessario semplificare l’azione amministrativa elevandone così la qualità.
E’ bastato analizzare il manifesto con l’elenco dei sindaci e le liste collegate.
Se vuoi vincere una partita, alleni i migliori trenta e poi vinca il migliore.
Pur di vincere, qualcuno ha mosso il vento, fatto scendere in campo un intero stadio, scatenando una bailamme elettorale che ha svuotato i contenuti della campagna elettorale.
Sarebbe stato più serio dibattere su proposte, programmi, prendere coscienza del prossimo futuro della nostra città.
Sono stati trenta giorni di lotta personale tra singoli candidati, costringendo famiglie a spartire voti come fossero pani e pesci.
Quando la politica esercita solo strategia, conta numerica, voglia bruta di vincere, esterna solo il suo lato estremo, risponde ad altri scenari ad altre logiche, molto spesso dinastiche, allo scopo di conservare un potentato genealogico da spendere, per le prossime tornate elettorali e senza farne mistero, perché negli anni del berlusconismo, il potere lo si deve ostentare, per essere credibili e collezionare pletore di votanti.
Immancabilmente sui muri della città sono venuti fuori i manifesti degli eletti che hanno esibito a caratteri cubitali, le cifre dei loro personali consensi.
Così come è giusto che sia, vince chi riceve più consensi, ma la forza numerica non sempre è qualità politica e speriamo che l’esibizione sui muri non sia già il principio della fine.
L’impegno per coloro che hanno “perso” comincia ora, non tralasciando l’abnegazione politica di coloro che hanno voluto testimoniare in questa campagna elettorale, non la voglia di vincere ma la necessità di tenere alta l’attenzione sulle numerose ferite della città.
Nella nostra realtà serve una inversione di rotta che superi i personalismi e le singole posizioni dei recitanti.
La politica fai da te, rischia di essere, se tutto va bene, una bella avventura, ma meglio non confondere la vocazione alla politica con la partecipazione estemporanea alla politica.
Chi vuole far seriamente politica deve porre al centro la riscoperta dei valori e delle propria identità, indispensabile a comprendere il valore politico di una alleanza, l’eventuale aggregazione di più liste elettorali, le radici storiche ed ideologiche di ogni soggetto che si propone.
Partiti che nascono per una competizione elettorale hanno di solito il fiato corto, ed in caso di vittoria, solitamente, presentano il conto a prezzi non da saldi.
So di essere poco alla moda, ma serve ripristinare la vita e la militanza all’interno dei partiti, il livello della qualità politica tanto sarà più alto se alta sarà la capacità di sviluppare al loro interno le proposte per la nostra comunità.
Un concreto rinnovamento dei partiti cittadini di opposizione (non chiacchiere a buon mercato sui giornali locali) servirà a svelare le vere intenzioni di questa nuova amministrazione, visto l’elevato numero di consiglieri ripetenti.
La delusione comprensibile di “uno che è rimasto ma poi si è pentito lo stesso” la comprendo ma prendere le distanze della politica, svuotare di significato una candidatura che resta ed è il più alto gesto di un cittadino nella vita politica della propria comunità, significa consegnare al potente di turno le storie e il destino di Francesco e di tutti gli altri.
Michelangelo Giovinale
Avresti scritto lo stesso testo se avessi vinto?
Sono lieto che ti stia finalmente ponendo alcune domande alle quali dovresti saper dare, però, delle risposte.
Una domanda te la faccio io:
se fosti andati al ballottaggio, pur di vincere vi sareste alleati con i sedicenti socialisti?
Al di là di tutto, complimenti, avete combattuto una bella battaglia, tanto che ho votato per voi.
Cercate ora di fare un’opposizione degna di questo nome, per il benessere della città
E’ una storia che rattrista tutti: sicuramente i genitori di Francesco, mai stanchi di poter dare un aiuto al povero figliolo, ma quotidianamente provati dall’immane sforzo che devono fare per dare a Lui un senso di vita! Ma ancor di più rattrista la società civile, chi sta ascoltando ora questa storia: la politica non può fare solidarietà solo nella campagna elettorale o prendersi le responsabilità per storie simili col senno di poi! E’ una grave ed assurda mancanza, se dopo questo articolo, non venga valutato un impegno nei confronti di questa storia, nonché di storie simili! Molto responsabilmente, la nuova Amministrazione dovrebbe farsi carico di queste responsabilità: credo che almeno uno dei componenti la maggioranza o qualcuno vicino a loro abbia letto (aldilà delle considerazioni politiche personali) questo articolo di M. Giovinale. Per cui, se da un lato si promette ai cittadini l’oro di Napoli, dall’altro bisogna tenere in considerazione queste azioni di solidarietà e non di mera carità: a volte questa diventa pelosa! Nessuna considerazione per la parte politica dell’articolo: verrebbe meno la parte più nobile di esso che è appunto quella appena tracciata! Cordialmente.
Caro Vincenzo,
eviterei analisi dietrologiche, inoltre, con i “se” e con i “ma” si corre il rischio di rimanere inchiodati al punto di partenza.
Queste elezioni sono scaturite dal duplice scioglimento del precedente consiglio comunale.
Per quando mi riguarda una eventuale colazione avrebbe duvuto mostrare alla città una maturità politica e proporre una aggregazione più che di uomini e di voti, “di sostanziali contenuti”, primo tra tutti “legalità” e “coerenza politica”.
Un eventuale ballottagio sarebbe stato per noi solo frutto di una molteplicità di circostanze, sarebbe stato impossibile affrontare la seconda parte della campagna elettorale senza incardinare la coalizione su aspetti di primaria importanza, proponendo ai cittadini una concreta qualità della politica.
Questa la mia personale linea di principio.
Non condivisa dagli eventuali alleati?
Per fare della buona politica non devi necessariamente accettare l’imposizione dei numeri, mi sarei sentito più utile in altro ruolo.
Michelangelo Giovinale
Caro Michelangelo,
è inutile parlare di programmi, di intenzioni espresse o simulate: c’è un solo modo per bonificare la politica!
Finchè la selezione deel personale politico si fa sulla base delle clientele e della consistenza familiare, non ci sarà niente di nuocvo.
La gente, come stanno oggi le cose, non ha molte alternative al voto clientelare o ti protezione.
Questa Città, e non penso che sia la sola, ha biosogno di una svolta culturale, che non sta dietro l’angolo, tutt’altro!
Di “cacoi”( peggiori) in giro ce ne stanno molti, perché gli “aristoi” ( i migliori) preferiscono stare nelle “riposte mura”.
Per l’idea che ho io della società mnon sarà dato neppure a te di vederla, pèrchè la propspetto tra 500- 600 anni.
Non mi avvilisco, però, e continuo a portare il mio granellino di sabbia alla costruzione di questa nuova umanità.
Stammi bene.
Alberto Marino
Una storia toccante e un buon esempio di cosa dovrebbe fare la politica per recuperare un pò di credibilità e come al solito Giovinale si conferma una bella penna ed un buon osservatore di questa città.
X Vincenzo E. Se fossero andati al ballattogggio, i Popolari avrebbero riproposto le stesse domande poste all’inzio della campagna elettorale e che annunciarono essere condizione indispensabile per fare alleanze. Le ricordi ? Esse sono sancite e ribadite in diversi comunicati. In ogni caso tele riassumo : Quale riflessione e proponimento rispetto al comnsiglio sciolto per infiltrazione. Quale prponimento rispetto al Consiglio sciolto per puri interessi personali ? Solo in caso di sintonia nelle risposte si sarebbero verificati apparentamenti. In ogni caso forse sarebbe stato anche inutile fare le domande, visti i comportamenti di molti candidati nell’uso del voto disgiunto che certamente, nel caso specifico, non si è indirizzato verso i Popolari. Antonio
CARISSIMO MICHELANGELO,
“una eventuale colazione avrebbe duvuto mostrare alla città una maturità politica”
“proporre una aggregazione più che di uomini e di voti, di sostanziali contenuti”
“solo frutto di una molteplicità di circostanze”
“senza incardinare la coalizione”.
SE AGGIUNGI “convergenze parallele” o il più recente “messa in sicurezza del centro sinistra” dei sedicenti socialisti (ma di spirito e mestieri puù affini a Berlusconi),
AVRAI UN PERFETTO POLITICHESE,
PER LA BUONA PACE DELLA NOSTRA CITTA’.
Con affetto.
Ad Antonio,
“solo in caso di sintonia nelle risposte”.
Se aggiungi “nei comportamenti, nella storia personale e nel profilo politico”,
un’alleanza con i sedicenti socialisti non sarebbe stata mai presa in considerazione dai Popolari, la “vittoria” degli altri sarebbe stata sicura. Ma la battaglia che avete combattuto sarebbe stata epica.
Marcianise è piena di questi drammi umani ma il dramma più profondo è la mancanza di sensibilità della politica.
Sono finite le elezioni ma nell’area già si respira la stessa aria di sempre, anche se trovo sbagliato ciò che scrive Alberto Marino che per cambiare ci vorranno 600 anni.
A Marcianise non si vuole cambiare un bel nulla e non lo vogliono coloro che hanno il potere tra le mani da decenni.
Nei prossimi giorni si capiranno le vere intenzioni del PD e dei Popolari Democratici che non sono ancora stati in grado di organizzare un vero partito, ancora tutto nelle mani dell’onnipotentissimo Squeglia.
Vedremo se veramente hanno voglia di avviare una nuova fase politica in grado di arrivare al cuore dei problemi e risolvere storie come questa raccontata da Michelangelo.
Una cosa è certa: il buon giorno si vede dal mattino è in questa amministrazione sono rientrati gran parte dei vecchi politici di una volta e i vecchi sono anche nei partiti che sono stati sconfitti, tutti fermi e attenti a conservare la loro fetta di potere.
La politica diventa più credibile solo quando cambieranno le facce e le teste di chi la rappresenta, ma questo cambiamento ai vecchi politici fa paura, rischiano di perdere definitivamente il potere.
scusate la franchezza… ma questa storia mi ha lasciato senza parole per il dramma e per il fatto che è la prima volta che sento raccontare cose simili da qualcuno che ha scelto di far parte del carrozzone della politica.
La città di marcianise se vuole cambiare la politica deve cambiare modo di pensare e persone in primo luogo in questo il grande Alberto Marino ha ragione: gli elettori sono in una specie di trappola costituita dalle loro problematiche personali che oggi sono grandi problemi all’interno delle famiglie.
E’ difficile rompere il sistema del voto dato dietro la promessa di risolvere un problema che attanaglia le famiglie di Marcianise.
Ma bisogna anche convincersi che questo giro vizzioso va fermato perchè in tanti anni di politica siamo rimasti appesi ai nostri problemi di sempre mentre la politica ha continuato a fare i propri interessi.
Bisognerebbe sostenere le persone oneste e cercare di essere più critici verso quelli che hanno tradito la nostra fiducia e che sono venuti a vendersi nelle nostre case e promettere cose che non hanno mai mantenuto.
X Giulio. Sarebbe bello se cambiando solo le facce si risolvessero i problemi . Il problema è che ognuno di noi è chiamato a mettersoi continuamente in discussione, a fare continuamente l’esame ” di coscienza” per verificare se comprende il reale e riesce a proporre delle soluzioni. In questa capacità sta l’essere nuovi. Certamente può essere più nuovo un anziano medico che non ha mai smesso di aggiornarsi e mettere continuamente in discussione il suo sapere, rispetto al giovane dottorino che si ferma a quel poco che ha appreso durante il corso universitario e ritiene le sue conoscenze verità infallibili. Ma sei proprio convinto che per tutti la politica è solo potere , smania di cariche ? Credo che ci possa stare pure qualcuno che si sforza di viverla come responsabilità e servizio. Pregevole l’intervento di Michelangelo a condizione che ci sia consapevolezza che la politica non è solo denuncia di problemi ma soprattutto rticerca di soluzioni possibili. E’ quanto si dovrà cercare di fare. Nestore
Non voglio difendere i Popolari, ma obiettivamente , sul piano concreto sono stati quelli che hanno presentato elementi di maggiore novità.
- hanno tentato inutilmente una riflessione comune su quelli che sono i maggiori e più macroscopici sintomi del malessere di Marcianise: camorra e “partiti”. Il silenzio degli altri è stato totale
- fatto un onesto esame di coscienza e riconoscendosi anche loro colpevoli hanno affermato il principio che bisognava smetterla con la composizione delle liste costruite solo per vincere la campagna elettorale. Hanno tenuto fede a questa affermazione ed hanno costruito una lista di persone basandosi sulla loro capacità e non sui voti di cui potevano essere portatori. Hanno alleggerito la lista evitando alcune candidature nel passato portatrici di grande quantità di voti.
- hanno rifiutato transumanze basandosi solo su persone che avevano fatto già un percorso all’interno del partito.
- hanno fatto una campagna elettorale semplice, senza strombazzamenti
- hanno evitato l’affissione dei manifesti sia per una problema di civiltà sia per evitare di foraggiare certi ambienti.
- hanno rifiutato alleanze comode per combattere dispotismi, candidature volute non per gli interessi della Città ma per interessi di chi vuole comandare stando fuori dal rettangolo di gioco, partiti telecomandati e privi di qualsiasi capacità autonomia e sovranità .
- per affermmare questi principi politici non hanno esitato a mettersi da soli e a candidare il loro personaggio di maggiore spicco senza alcuna preoccupazione del risultato che, vista la composizione delle liste, solo a sprovveduti poteva apparire non scontato. Antonio della Medaglia
questo Giornale ha evidenziato nei giorni scorsi alcune vicende di sprofondata umanità ( vedi sfratto famiglia/chiesa) e vi garantisco che nessuna cosa è successa da allora se non quello di lasciare le cose come stanno.
Giovinale analizza la questione da un altro punto di vista, se ben capisco, ed è quello di intendere la situazione di Francesco come l’effetto di una dirompente realtà quotidiana.
Invoca la rinascita della Politica, quale potente strumento del destino, ed individua, ed attribuisce le concause del degrado umano alla sciatteria delle istituzioni che dalla finestra guardano le miserie umane passare.
Da dove partire???
dedicato a: ????????????????
E’ bello leggere di persone colpite dalla vicenda di Francesco.
Ciò che colpisce me, invece, è l’apprendere che ci siano persone che, prima del racconto di Michelangelo, non sapessero di queste cose o di casi ancora più disperati.
Sinceramente, non ho più lacrime da versare per tutti i fatti simili dei quali sono venuto a conoscenza, a volte semplicemente prestando più attenzione a coloro che incontravo.
Non conosco l’età di Michelangelo, ma crsdo sia giovanissimo, se solo ora acquista di queste consapevolezze.
Se non giovanissimo, allora, come si dice, è meglio tardi che mai.
A tutti raccomenderei: un po’ più di umanità nei rapporti con il mondo che vi circonda; un po’ più di buona volontà di aiutare chi vi sta vicino, ma non osa chiedere.
Mi chiedo: questa nuova amministrazione così “fortemente” voluta dal popolo, cosa vorrà fare per quei cittadini che vivono di questi disagi, di vera povertà? Visto che molti dei neo eletti sono delle “vecchie volpi” è ovvio che sanno fin troppo bene che esistono persone ufficialmente disoccupati e quindi a reddito zero, che non solo sono proprietari di immobili e di auto, ma lavorando in nero riescono ad accumulare conti correnti a cinque cifre,danneggiando onesti artigiani che invece pagano le tasse e fanno grandi sacrifici per tenersi sul mercato. Prendono inoltre buoni libri per i figli, assegni annuali per eventuale terzo figlio ed altri benefici destinati ai veri indigenti. E’ ovvio che questi sono i dritti della situazione, quelli a cui va bene la stagnazione che impedisce ogni cambiamento, perchè in questa melma hanno opportunità più porci di rotolarsi. L’augurio e che porci restino solo loro, i disonesti che si ingrassano a danno degli degli onesti e che finalmente qualcuno si prenderà la briga di elaborare delle discrete forme di controllo che mettano fine ai doppilavoristi e disoccupati dalle frenetiche attività.
JdM
ed ecco la consueta pillola .dedicata , stavolta , ai nostalgici del “salotto” e della buona musica . è proprio vero che non fanno più i salotti di una volta , alla concetta mobili , per intenderci . le sezioni delle molle non sono più tarate al moto perpetuo( i salotti di oggi , vanno bene solo per la sinistra asessuata e presa da mille problemi , compresi quelli inventati)dei nostri ragazzi . quello che avevamo , ereditato dai nostri padri , l’abbiamo riparato più volte e puntualmente si rompe.
veniamo al dunque .
23 giugno 1965-23 giugno 2009
Il 23 giugno 1965, i Beatles arrivano in Italia. Quando i quattro ragazzi di Liverpool sbarcano alla Stazione Centrale di Milano ci sono tremila ragazzi e ragazze ad accoglierli. L’accompagnatore ufficiale del gruppo è il giovane Gianni Minà e l’organizzatore del tour è Leo Weatcher. La band tiene complessivamente otto concerti, uno pomeridiano e uno serale che si svolgono il 24 giugno al Vigorelli di Milano, il 26 giugno al Palasport di Genova e il 27 e il 28 giugno al teatro Adriano di Roma. In ciascuna di queste esibizioni i Beatles suonano per poco più di mezz’ora preceduti da una lunga serie di artisti italiani. Nel concerto milanese prima dei Fab Four salgono sul palco Le Ombre, i New Dada, Angela, Guidone e gli Amici, Fausto Leali con i Novelty e Peppino di Capri accompagnato per l’occasione dai Giovani Giovani. Nonostante il successo del tour la televisione italiana non darà spazio ai Beatles fino al 25 marzo 1966 quando, dopo molte resistenze, andrà finalmente in onda un miniconcerto di mezz’ora. Le ostilità tra innovatorie conservatori non finiranno lì perchè la decisione rinfocolerà le polemiche di una parte dell’opinione pubblica che protesterà per il «..cattivo esempio dato da questi ragazzi dai capelli lunghi. ..»
w concetta mobile , nostra eroina , imprenditrice e abile comunicatrice della prima ora !!!!!! w i barbieri !!!!! w natuzzi , eroe imprenditore dei divani ( anche se non tarati su di noi ) !!!!! w i beatles e chi l’amore fa con la loro musica di sottofondo !!!!!
Avete dimenticato che prima dei B. si esibì una giovanissima Patty Pravo, con minigonna vertiginosissima, che alle inetmperanze del pubblico reagì con un gesto volgare ma sensualissimo….
MI associo all’efficace intervento di Pasquale Marino, e all’interrogativo che pone, senza però, riuscrire a trovare neanche lui un interlocutore.
Io ritengo che sia un bene che questa storia sia stata raccontata perchè il vero disastro dell’uomo sta nella cininità della poltica che come dice Pasquale Marino resta alla finestra, senza risolvere i reali drammi umani.
La politica ha bisogno di tornare ad una dimenzione umana, spostare l’asse dagli affari personali, ad un affare più grande: la vita dell’individuo all’interno della collettività.
Che un cittadino ne parli è un bene che ne parli un cittadino di recente candidato è certamente una speranza.
Niente di più che una goccia nel mare ma, pur sempre una goccia!
La crisi della politica è anche la crisi delle istituzioni e la storia di Francesco è la manifestazione più evidente di un sistema che non funziona, perchè privo di qualità umana ed istituzionale.
Se leggo bene, Michelangelo richiama ad un rinnovamento della politica che parte della rigenerazione dei partiti e da una nuova stagione di uomini.
Non credo si riferisca solamente ad una riorganizzazione strettamente formale di cariche e di ruoli, ma ad una più ampia idea di cambiamento.
In momenti di grande crisi, inoltre, sono necessari anche i ricambi generazionali e l’avvicendamnto e di uomini nuovi.
La credibilità di un processo di rinnovamento necessita anche di una forma visibile per essere accettata e condivisa.
La credibilità di una nuova linea politica, una radicata necessità di rinnovamento non può non prescindere dal ricambio della qualità degli attori sulla scena politica.
Si rischia di predicare molto bene, ma di razzolare molto male. In assenza di ciò, in campagna elettorale gli elettori producono sostanziali crisi di rigetto, anche quando la proposta politica è sostanzialmente valida.
La storia di Francesco va letta in simultanea con la scadente qualità del nostro sistema politico ed amministrativo, con una sempre più scadente qualità delle istituzioni e di coloro che le rappresentano.
Da anni, i diritti umani sono lesi, trasformati in favori da corrispondere con personali voti.
Un vero dazio a danno di famiglie, di drammi, di storie come quella di Francesco.
Faccio notare a Pierino Gentile che distinguere la storia di Francesco da quella più strettamente politica è un errore: le due cose vanno intese come uno scambio osmotico della nostra vita civile ed amministrativa.
Come dar torno a Michelangelo quando sostiene che bosogna andare al cuore del problema e tentare una nuova stagione della politica?
Personalmente, condivido con Michelangelo, comincerei dalla qualità dei partiti e dei suoi rappresentanti.
Gianluigi G.
Prof.Gianluigi-Alberto M. Bentornato!
Se ci fosse stato Cambronne, quante volte, alla lettura dei commenti di “Marcianise s’é destra”, avrebbe gridato la storica frase?
Alberto Marino
Caro Gianluigi G., non posso certamente distinguere il caso di Francesco come gli altri già trattati su questo portale, dalla situazione politica cittadina, ma mi ponevo un “no comment politico” per quanto successo in questi ultimi tempi! Il quesito di Pasquale Marino è interessante e costruttivo e paradossalmente né in quella storia precedente da lui evidenziata e né in questa abbiamo trovato un politico che abbia preso a cuore tali situazioni! Evidentemente qui a Marcianise c’è bisogno di ben altro, di storie più affascinanti per essere evidenziate nell’agenda politica del potente di turno: l’ambiente, la solidarietà, la legalità, la sicurezza abitano altrove! Ecco, Gianluca, volevo solo disfarmi di un logorroico discorso ormai desueto e già oltremodo conosciuto i tutte le sue sfaccettature in questa città: il non essere più avvezzo a tematiche forti e responsabilmente importanti per la crescita della città, fa parte di una nuova stagione politica che forse trova sicuramente il sottoscritto impreparato ma credo anche tanti altri, leggendo in ogni dove lamentele di intervenuti. Vedi, trovare in quasi 300 candidati la qualità di chi deve rappresentare il popolo è un’impresa ardua e poco fattibile: poi se hai le chiavi per ciò, indicami il percorso poiché i partiti attualmente “se ne fottono”! Un motivo l’avevo trovato per soddisfare la mia ricerca democratica e civile ai citati percorsi fortemente richiesti nella società attuale con indubbia sobrietà e coerenza: la lista civica “La Nostra Terra” ha condiviso con uomini, donne, famiglie, giovani, anziani e bambini, le piazze e i luoghi di Marcianise urlando la propria rabbia in faccia ai potenti e sistemisti! Ma ci siam dimenticati che gli unici a parlare ai cittadini nell’ultima campagna elettorale sono stati i candidati di questa “strana” lista? Non ricordo alcun candidato di altre liste (e non per colpa dell’alto numero!), se non i loro candidati sindaci e qualche habituè della politica: ma soprattutto non ricordo cosa volessero dire a chi li doveva votare! Invece, ascoltare le rabbiose parole di alcuni candidati della citata lista, notare che alcuni di essi, pur se a stento si ritrovano in questo ambiente, hanno dato ampia dimostrazione di saper reggere il confronto con la piazza, vedere e sentire parlare di argomenti e tematiche mai affrontate da nessun altro opposto candidato se non seduto in oziose poltrone delle tribune elettorali o invitanti articoli di quotidiani locali! Se questa è la linea di partenza, allora siamo in due ad essere fregati caro Gianluca! Ma tutto ciò è stato quindi invano: qui ogni si indicano nuove vie, ma effettivamente preferiamo altre “coerenze”: “voltagabbanismo”, “cape ‘e lignamm” e “adda ascì rinta ‘a famiglia” sono le sole persone che verranno sempre votate in qualsiasi schieramento, ricordalo! E poi sento parlare dei giovani centristi, dei giovani del PD ed ora anche dei giovani del PDL che con il loro video di presentazione alla città accompagnato da una canzone dai forti valori sociali (We are the World!!!) stanno scorrazzando su maggiori canali di condivisione! Tutto ciò a me non torna! Cordialmente.
certo che questa storia dei giovani del PDL ha fatto scalpore . pure Gentile l’ha afferrato .
tanto da poter affermare , ancora una volta , che noi non temiamo , anzi li amiamo , i folti triangoli pubici , e siamo molto terrorizzati dai nostri non rari angoli ottusi .
ripetiamo che non li vedrete più . già sono nei centri di accoglienza libici del nostro eroe gheddafi .
W gentile dei mondiali dell’82 !!!! w bearzot !!!! w la foca !!!!!
Intervengo in questa discussione in qualità di padre che conosce bene i problemi della disabilità avendo una figlia paraplegica.
Oltre al dramma familiare c’è una difficoltà quotidiana di gestione dipesa dagli spostamenti, dall’organizzazione delle vacanze, da una qualsiasi uscita che una famiglia con questo tipo di problema vuole fare.
Mia Figlia è solo paraplegica nel senso che è cosciente come me di tutte le difficoltà che incontra nel vivere una vita “normale” come tanti altri ragazzi della sua età.
Chiaramente avendo 14 anni vive la sua vita con lo stesso entusiasmo di una ragazza senza problemi, ma puntualemnte si deve misurare prima lei e poi noi con le difficoltà derivanti da una cattiva politica.
Qui si distingue il caso umano da quello politico ed amministrativo e faccio presente che questa città non ha ancora risolto del tutto il problema delle barriere architettoniche, ne ha mai intrapreso una politica a favore di persone che necessitano non solo di supporto ma anche di una città più organizzata per casi simili.
In generale io credo che sia un problema di civiltà e di dignità, che parte principalemnte dalla capacità di osgni singolo politico di riuscire a sentire come proprio il problema, che molto spesso quando è davanti a questi casi mostra solo compassione.
Voglio solo far presente a questa nuova ammnistrazione che è guidata da un Sindaco Medico che non solo per noi umani è difficile poter passegiare per le strade di Marcianise ma per mia figlia è praticamente impossibile poter uscire da sola per strada, visto lo stato in cui sono ridotte.
Basterebbe rististemare marciappiegi e tappetini di asfalto per consentire ad una qualsiani persona in carrozzella di poter vivere meglio.
L’amministrazione precedente ha collocato sui marciapiedi di via Roma delle fioriere impedendo di poterci passare con una carrozina.
E’ una città normale questa? E’ una politica seria? Una poltica che fa questo tipo di scelte con i soldi di tutti noi ed anche quelli di mia figlia merita davvero il nostro consenso?
Tutte domande che vorrei fare a questo nuovo sindaco ma da cui non mi aspetto risposte concrete.
Grazie per l’attenzione.
VEDO CHE MOLTI SI SONO DESTI:
FINALMENTE, NEL SECOLO 21, NEL MILLENNIO 3, NEL 2009, LE INSOLITE VICENDE OCCORSE A MARCIANISE HANNO INDOTTO MOLTI, CHE PRATICANO LA POLITICA, A CHIEDERSI (IN MODO AURORALE) COSA DEBBA ESSERE LA POLITICA.
MA DOVE HANNO VISSUTO FINORA QUESTI SIGNORI, SU NETTUNO?
A proposito, cara “Marcianise s’è desta”, solo per capire i tuoi gusti, dove sono orientati i vertici dei folti triangoli pubici che tu ami? Grazie.
No comment …………!
Lasciamo stare e parliamo di solidarietà, non è possibile che per ogni tematica ci debba essere il “rompiscatole” di turno: che ora è sempre lo stesso per di più! Rientri nella tua corazza e fai liberamente veicolare le idee e i commenti, seppur diversi, su questo portale! Cordialmente e non farla lunga!
Questo portale finirà per immiserirsi se si continuano a pubblicare le “fesserie” di “Marcianise s’è desta”!
Alberto Marino
eroico albertone marcianisano sei come l’eroico albertone nazionale . elencaci le fesserie e denunceremo la gazzetta ufficiale o l’ansa . se trovi un errore nelle pillole storiche , non esitare a segnalarcelo .
w alberto sordi !!!! w il medico della mutua !!!! w il medico-sindaco tartaglione !!!!
…..Sarebbe proprio il caso di dire che qualcuno vorrebbe mettere il bavaglio a chi fa della satira…….
Chi sarebbero poi i latori di questa censura?? Semplice…..i soliti noti che preferiscono esprimere dei “pensierini” vacui per attestare un presunto ed effimero “cogito/firmo ergo sum” ad un sicuramente più decoroso ed intelligente silenzio .
Per me -ma a quanto vedo anche per altri- “marcianise s’è desta” pur essendo non a me ideologicamente affine, tra il faceto ed il giullare dice delle cose che dovrebbero/potrebbero comunque far rilettere…..d’altra parte non si dice dalle nostre parti che “pazzianno e rirenno si dicene e cose…”?
….se si scava di storie come quella di Francesco ne vengono fuori tante.
Michelangelo fa bene ad evidenziarle, raccontarle è un atto di civiltà concreta ed anche di maturità politica, anche se politicamente di cose mature in giro non se ne vedono molte di questi tempi.
In questa città occorre mantenere alta l’attenzione sul sociale, che rimane una grande risorna umana e spesso colma i vuoti della politica cialtrona.
C’è una grande quantità di gente dedita al volontariato, tanti che lavorano intorno alle comunità, laici e religiosi che si adoperano per casi umani difficili.
Spesso vediamo solo le cose più evidenti, le più superficiali, quelle dette nei circoli e nella città del quadrato ma, i soliti commentucci della poltica nostrana ma Marcianise non è solo questo.
Se coloro che scelgono un impegno politico si adoperassero con la stessa umanità nel far proprie queste storie, avremmo una politica più seria, meno potenti di turno e storie come quella di Francesco, sicuramente più dignitose.
Che se ne parli è un fatto positivo è un punto di partenza e forse chi vuole provare a commentare dovrebbe ogni tanto anche riflettere, e cercare di non trasformare un confronto nel solito stupido campo di battaglia, come non dar ragione al professore Alberto Marino.
nidia
… bravo il nostro Michelangelo, una intervento niente male……
Su Republica del 24 giugno 2009, è stata publicata una interessante intervista al filosofo e politico Cacciari, già sindaco di Venezia.
E’ una riflessione semplice sul futuro della politica, gli uomini, la riorganizzazione dei partiti.
Concetto semplici che possono anche essere calati nella nostra realtà se se ne ha voglia.
Questa intervita la dovrebbero leggere in tanti e la consignio anche a Nestore.
booooooooooo
mi è stato consigliato di leggere alcuni articoli di Michelangelo Giovinale riportati su questo sito e trovo davvero notevoli gli interventi… Ma perchè nessuno pensa a organizzare degli incontri dal vivo dove poter discutere e approfondire queste tematiche?