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Il Partito Democratico e l’occasione persa (di Giacob Jnò)

Se il Partito Democratico avesse voluto dare la sensazione di un rinnovamento della politica cittadina si deve constatare che ha perso un occasione storica. La pseudo primarie si sono svolte all’insegna della vecchia logica della corsa alle adesioni e nella stessa elezione del segretario ha prevalso la tendenza al conservatorismo.
Di fronte al vecchiume che trasudava dalle operazioni prima enunciate, quelle poche novità che il Pd era riuscito timidamente ad aggregare durante la battaglia delle elezioni politiche, sono scappate via a gambe levate. Con loro se ne va anche l’entusiasmo per quelli che avevano scommesso nella nuova compagine. Mentre in altre realtà si percepisce, seppur nelle difficoltà di una cocente sconfitta elettorale, la voglia di cambiamento, a Marcianise la sensazione è di un netto ritorno al passato. Il nuovo che avanza è in realtà qualche cosa che sa di stantio: non ha né la forza né le capacità per presentarsi con un progetto politico di novità alla città.
Di fronte alla rirpoposizione di vecchie frange della politica locale il Pd aveva la possibilità di lanciare, o rilanciare, la propria immagine in linea con le attese di una città frastornata e con tanta voglia di normalità. Invece ci ritroviamo a fare i conti con la vecchia scuola di pensiero, di giurassica memoria, per cui si deve pensare prima alle candidature e poi alle proposte politiche per la città. Inoltre nessun tentativo e nessuna analisi sulla passata e recente gestione amministrativa, di cui il Pd è stato nel bene e nel male protagonista assoluto. Chi crede che si possa guardare avanti senza fare i conti con il recente passato ha imboccato una strada densa di pericoli. Chi crede che il Pd possa essere percepito come qualcosa di nuovo semplicemente lavandosi la faccia sta commettendo un errore storico.
Il Partito Democratico si caratterizza in questo momento come la sommatoria dei Ds e di parte della ex Margherita. Con una spaccatura nettissima tra le due anime del partito e senza alcun tipo di ragionamento che vada nella direzione di alleanze (né con l’area della costituente di centro, né con l’Udc), il rafforzato Popolo della Libertà, seppur nei suoi limiti, avrà vita non facile ma facilissima. Solo un pazzo può pensare che le prossime elezioni comunali si possano vincere in questo modo. In questa confusione totale anche chi è armato di buona volontà, come il neo eletto coordinatore, si troverà di fronte a ostacoli insormontabili.

Giacob Jnò

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Discussione

7 comments per “Il Partito Democratico e l’occasione persa (di Giacob Jnò)”

  1. Gentile Giacob Jnò, non essere pessimista, forse lo sai bene che il Partito Democratico si va delineando gradualmente, prima non esisteva; è pur vero che questo Partito Democratico è la sommatoria degli ex Ds e Margheritini, (dopo la tempesta), comunque siamo fieri che abbiamo un patrimonio di idee e capacità amministrative in attivo che ce lo porta in eredità la precedente Amministrazione (Fecondo) con tutti i suoli limiti, come per esempio: Piano Regolatore, condono, sicurezza , Ring Verde, recupero e acquisto del Teatro Mugnone, le Attività Cultura che ci hanno onorato attraverso le qualificate iniziative; il mercato nuovo, le molteplici iniziative sociali e ricreative, l’assistenza agli anziani etc.etc.. Come vedi Giacob Jnò occorre essere aggiornati è presente agli incontri assembleari perché ci sono giudizi positivi ed alcuni negativi, questo fa parte della Democrazia e del dibattito interno politico. Inoltre occorre guardare avanti con il passato, il presente e il futuro. Voglio solo ricordati come già scritto: che DURANTE L’ASSEMBELA CONGRESSUALE si sono dibattuti validissimi argomenti e problemi tale da formare la stesura di un Programma politico unitario. Giacob Jnò guarda tutto con occhi benevoli. sinceri saluti

    Scritto da Brasco | Luglio 14, 2008, 1:43 pm
  2. Tanti Auguri …

    Scritto da Ape Maja | Luglio 14, 2008, 2:21 pm
  3. Scrivete malissimo!!! Ma la grammatica chi ve l’ha insegnata? Forse gli insegnanti dell’istituo montessori della buonanima di galantuomo ???!!!

    Scritto da cosimo | Luglio 16, 2008, 3:45 pm
  4. Sembrerebbe di capire dall’intervento di tale Brasco, che la giunta Fecondo abbia fatto redigere un nuovo Piano Regolatore. A me non pare. Il maldestro Piano di Recupero del Centro Storico è fermo in Provincia perchè manchevole per diversi aspetti. Dubito che possa essere approvato. Il Piano Regolatore è sempre lo stesso (1977 e variante al 1996). E’ in corso una procedura di valutazione dei partecipanti al bando del 2008 ma anche questa è ferma al palo perchè ci si è dimenticati di procurare una aggiornata aerofotogrammetria (l’ultima è del 1999). Per il condono non ne parliamo!!! Il commissariato di polizia ha sequestrato quasi tutte le pratiche relative ed ha avviato indagini su tecnici comunali e liberi professionisti. Quindi c’è una confusione totale a discapito di molti cittadini che hanno visto recapitarsi le ordinanze di demolizione. La sicurezza? C’è sicurezza a Marcianise ? Si provi a girare nel tardo pomeriggio d’inverno nelle “venelle” che sono il nostro centro storico. Non ne parliamo poi delle periferie. Per il Teatro Mugnone dobbiamo ringraziare la terna commissariale che ha pubblicato il bando. Il Mercato nuovo è opera di Gianfranco Foglia !! Il Ring Verde ? E dove stà?

    Scritto da franco zinzi | Luglio 16, 2008, 4:03 pm
  5. E’ vero signor COBRA occorre NON seminare su terreni non fertili..si perde tempo..saluti Donato Musone

    Scritto da Brasco | Luglio 16, 2008, 4:52 pm
  6. Il partito democratico si è rivelato una vera delusione.
    Rinnovamento, apertura alla società, palestra di nuove idee, il pensionamento dei politici dalla vecchia mentalità, l’interesse pubblico al centro di ogni ragionamento: questo ( ed altro ) avevano promesso i dirigenti nazionali al battesimo del neopartito.
    Ovviamente, nessuno aveva creduto che tutto venisse fatto ma si era sperato di assistere, almeno, a qualche tentativo che andasse nella direzione promessa.
    Che squallore. A tutti i livelli, dopo la sconfitta elettorale, quando sarebbe stato stringere i denti ed andare avanti, quando sarebbe stata necessaria la ricerca della unità, quando sarebbe stato indispensabile comprendere le ragioni profonde della sconfitta e cercare di eliminarle, si è assistito ad una feroce lotta intestina per distruggere gli avversari ( interni )non avendo nè forza nè idee per combattere quelli esterni. La costituzione del “libero circolo” del pd si è trasformata in una corsa sfrenata alle adesioni ( leggi tessere ) necessarie per ottenere la maggioranza e decidere il nome del segretario. Senza dibattito, senza programmi a confronto, senza il minimo bisogno di una autocritica.
    Altro che coinvolgimento dei giovani e delle nuove idee. Altro che sincero ed acceso dibattito sulle necessità della città e sul programma di intervento proposto dal partito.
    Si è provveduto alla conta delle adesioni ed alla relativa spartizione. Tutto secondo il vecchio copione.
    Questo sarebbe il nuovo. Penso che qualcuno, e forse più di qualcuno, dovrebbe chiedere scusa a quelli che avevano sperato che il pd potesse essere un progetto serio.

    Scritto da federico | Luglio 20, 2008, 8:54 am
  7. Perfettamente d’accordo con Federico.
    Le stesse valutazioni credo di averle fatte in tempi non sospetti, appena si comiciò a parlare di tessere; si è aperta una semplice lotta di potere, a tutti i livelli, nazionale, regionale, provinciale e locale.
    Di idee neppure l’ombra, solo blocchi a difesa di poltrone, peraltro molto futuribili ed aleatorie, perché si prospetta- grazie all’inconsistenza di questo partito- una stagione della destra a tempo indeterminato.
    La cosa mi dispiace se non altro per la presenza pervasiva di una Lega che sfascia il Paese sempre più, condannando il Sud ad una deriva dagli effetti -ahinoi-fin troppo prevedibili.
    Stiamo indietro anni luce per infrastrutture, scuole, livello di sicurezza, opportunità di lavoro, cultura.
    Avremmo bisogno di attenzione da parte del governo centrale e di una avveduta classe dirigente locale che traduca tale attenzione in opere.
    Invece continuiamo ad essere amministrati da comitati di spesa, che fanno il gioco di chi ci abbandona al degrado.
    E’ necessaria una vera e propria rivoluzione culturale; ma non credo che ne saremo capaci.
    Tempo fa un sacerdote napoletano divenne noto per aver pronunciato in una omelia un invito ai propri fedeli:fuitevenne!
    Come si fa a dargli torto?
    Marza

    Scritto da Marzabuccolo | Luglio 24, 2008, 6:43 pm

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