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Arte e Cultura

L’associazione “Il Sito” rimpiange Vicienz’ Carnaval’

La tradizione si ripete con l’allestimento, presso l’Associazione il Sito di Marcianise, della oramai storica “Chiagnuta e carnaval’” organizzata dai vulcanici soci. Il cambio del Direttivo, avvenuto appena la settimana scorsa ha rinnovato e rafforzato l’impegno degli iscritti. A Chiagnuta, che rappresenta un momento di aggregazione importante per la valenza rievocativa delle genti del posto, è il funerale di Carnevale. Il fantoccio utilizzato per il funerale, viene addobbato con salcicce ed un fiasco di vino tra le gambe ad evidenziarne la morte avvenuta per gli eccessi comportamentali adottati, sia in ambito alimentare che dai contatti umani, che lo hanno portato alla distruzione. I pianti e le apparenti disperazioni assumono un forte significato simbolico per l’imminente quaresima, fine dei giochi, delle abbuffate e dell’euforia degli eccessi. Questo era il nostro carnevale, afferma Carmine Posillipo neo segretario dell’Associazione; è importante raccontare ai giovani come era possibile divertirsi, in modo semplice eppure denso di significati e di allegorie tanto da trasformare Vicienz Carnaval (Il fantoccio) in monito per la conduzione di una vita più equilibrata. Eccezionale infine l’interpretazione di Peppe Mezzacapo, che con la sua abilità teatrale esprime la disperazione dei parenti che hanno perso il loro sostentamento.

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Discussione

15 commenti per “L’associazione “Il Sito” rimpiange Vicienz’ Carnaval’”

  1. Certamente le tradizioni – invero rurali – della nostra cittadina sono degne di essere tramandate. L’industrializzazione invasiva ha snaturato il nostro centro che da borgo agricolo si è trasformato in un’escrescenza industriale napoletana, senza reminiscenze storiche e senza identità. Nondimeno, ho assistito alla sfilata carnascialesca e devo riconoscere che non m’è piaciuta la maniera in cui s’è svolta. Innanzitutto, incurante delle esigenze di circolazione (che permangono anche al carnevale), la manifestazione di domenica s’è svolta davanti alla Siemens arrecando non poco detrimento alla fluidità stradale. Inoltre, penso che questo rito non consista solo di bottari e canti a squarciagola; avrei pensato a una satira politica su quanto sta accadendo in questo oscuro tempo; ad un minimo di socialità, magari veiclata mediante il tralatizio impazzimento popolare che si sfoga a contestazione dei potenti; e, su altro aspetto, a una maggiore eleganza del rito, che pur sempre discende dai fasti veneziani (si parva licet comparare magnis). Vuole essere una critica costruttiva: perché ricordare imperituramente la macennola o la canapa non dev’essere sterile arte storiografico-folcloristica ma invece porre dei ponti col passato per riflettere su un oggi che – mi pare di comprendere – poco piace a tutti i cittadini.
    Gabriele

    Scritto da Gabriele Trombetta | Febbraio 6, 2008, 12:21 pm
  2. Caro Gabriele hai centrato il problema, oggi siamo arrivati nela società dell’apparire dove conta solo chi strilla e chi si paoneggia. L’arte la cultura le tradizioni non appartengono purtroppo a questa società. Fortunatamente anche a Marcianise ci sono isole felice dove persone di grande volontà e tenacia raccontano quello che noi eravamo ai tempi dei nostri nonni. Una di queste isole è stata e continuerà ad esserlo L’Associazione “il Sito” che ha fatto del recupero dei valori il suo stile di Associazionismo. Le nostre porte sono aperte a persone come te se senti di poter fare qualcosa per migliorare la tua città, o lo stai già facendo ti aspettiamo.

    Scritto da Carmine Posillipo Segretario Associazione il sito | Febbraio 6, 2008, 3:54 pm
  3. carmineeeeee! ma quando la facciamo un po’ di pulizia? come dobbiamo fare? è possibile che quello che a me, come a voialtri, appare così chiaro ad altri non gli passa nemmeno per la testa? forse ci hanno così sparpagliati e schiavizzati da non riuscire piu’a mettere insieme un po’ di civiltà. ma sono fiducioso e sentirvi non mi fa sentire solo. grazie a gabriele e carmine. arrisentirci

    Scritto da Alessandro | Febbraio 6, 2008, 10:16 pm
  4. Cari amici Carmine e Gabriele, credo di poter dire qualcosa in riguardo alle due manifestazioni di domenica e martedì di carnevale, in quanto promotore e organizzatore di tali tradizioni.
    Per la “Chiagnuta a Carnaval”, è sotto gli occhi di tutti che le ultime edizioni hanno preso la naturale consistenza popolare, nonostante la singolare quanto isolata esibizione di Giuseppe Mezzacapo. Senza partecipazione attiva o altra interazione popolare, ma solo la promozione di un prodotto confezionato ed esposto all’assicurato pubblico incuriosito.
    Bisogna necessariamente coinvolgere di nuovo le persone anziane uniche eredi e possibile traslatrici di tale tradizione verso nuove generazioni.
    Per quanto riguarda la sfilata dei carri di pastellessa, dopo il personale interessamento per l’intera organizzazione e l’ufficialità da parte dell’amministrazione comunale, si è dato meno importanza alle botti e alle falci, dando maggiore attenzione alla correttezza nel comportamento generale, alle coreografie ai canti e testi, con l’inserimento di nuovi strumenti musicali.
    La satira politica già si percepiva nei testi, raffigurarla e allestirla è molto più difficile ed impegnativo, forzare la mano in questo senso sarebbe inutile quanto distruttivo.
    Un convinto “intelletuale” di piazza Umberto, il quale rimase quasi vergognato come marcianesano nel leggere il titolo della manifestazione; “musica pastellessa”.
    E’ vero, forse il titolo “musica ostriche e caviale” avrebbe stimolato meglio l’appetito del suo delicato palato. Ma, questo titolo lo proporremmo sicuramente in occasione della “festa della matricola”.
    Per evitare di fraintendere le loro “espressioni culturali” è necessario stare con loro e con loro condividere le loro emozioni, le loro esigenze, le loro conoscenze.
    L’arte e la cultura, sicuramente appartengono alle nostre giovani generazioni.
    L’arte e la cultura manca a chi si isola dalle masse e pensa di dare solo sterili indicazioni verbali e a chi snobbando l’evento, si infila con la proprio auto nel cuore di una manifestazione popolare approfittando della difficoltà di quei pochi addetti al traffico.
    Una tradizione è tale in quanto la sua evoluzione e impercettibile da chi la sente sua.

    Michele Colella

    Scritto da michele colella | Febbraio 13, 2008, 6:04 pm
  5. Marcianise si è “signorilizzato” e proprio da quando è diventato snob, sono successi i guai!!!!!!!!!! I ragazzi nonsi divertono più per le strade a giocare la cavallina, il palmtiello, le persone non “spandono” più il granturco, nei cortili non ci sono più i polli e, guai a crescere in casa un maiale!!!!!!! Puzza non è igienico!!! E che dire allora della spazzatura che marcisce ad ogni angolo??? I nostri ragazzi sono insoddisfatti nonostante il multisale del “Caampania” i vari eventi organizzati a Piazza Campania etc. etc.etc. E allora li vedi tirare tardi fuori ai bar, consumare alcool e fumare spinelli per poi sfasciare a notte fonda arredi urbani, schiantarsi con le macchine contro case private e rotonde e combinare mille e ancora mille guai. Ah come erano belli i tempi in cui Marcianise non era “Signora” e nel periodo di carnevale in tutti i cortili dopo il lavoro si ballava sui tammuri

    Scritto da sincera63 | Febbraio 14, 2008, 8:34 pm
  6. Cara Sincera63, io temo che Marcianise non si sia tanto elevata, quanto sia invece franata nel baratro di una moderna maleducazione.
    Non confondiamo le antiche abitudini con la volgarità.
    All’epoca di cui Lei parla le persone solevano salutarsi con affettuosità; conoscersi tutte nelle corti; scambiarsi il sale e il caffè al momento del bisogno.
    Vede, Lei commette il grave errore di ritenere che il puzzo degli animali domestici segnasse una volgarità (da Lei comunque invocata come panacea) della nostra cittadinanza. Erano solo altri tempi; oggi puzzano i gas delle emissioni delle fabbriche e dei tubi di scappamento.
    La buona educazione la dovremmo recuperare non tanto tornando al passato del granturco, che – io temo – non potrà tornare per questioni di sistemi produttivi i quali – ahimé – ci trascendono e non sono governati da noi, quanto insegnando alla mia generazione (e mi metto nella lista degli apprendisti) a rispettare il bene pubblico e l’autorità costituita.
    Insomma, il Big non mi spiace.
    Mi spiace manchino punti di ritrovo come le antiche associazioni parrocchiali. Il Centro Campania non mi spiace; mi spiace che abbia sostituito i nonni, la famiglia (molto spesso) e anche la Scuola che è diventata un diplomificio. Non mi spiace che girino più soldi; mi spiace che li spendiamo male, in auto veloci e sperperi insensati.
    Quindi, cara Sincera63, non si è insignorilita, Marcianise; è di molto peggiorata, s’è di molto volgarizzata. Perché l’agricoltore persona perbene di ieri è migliore dell’universitario che parcheggia in doppia fila di oggi; il secondo è un cafone, non il primo.
    Mia nonna è molto più perbene di molte mie ex compagne di classe, o, per dirla con lei, molto più signora.

    Scritto da Gabriele | Febbraio 18, 2008, 1:58 am
  7. Caro Michele, io apprezzo la tua strenua difesa delle tradizioni popolari. Io mi limitavo a esprimere un mio parere estremamente personale.
    L’allusione all’intellettuale di Piazza Umberto non l’ho afferrata benissimo.
    Io in ogni caso non pensavo a un carnevale incomprensibile a tutti, di natura settaria e chiusa a pochi intellettuali (nel cui numero non mi conto affatto). Sostenevo solamente che – a quanto da me visto e nalla mia personalissima idea – raffinare certe tradizioni e soprattutto attualizzarle con una carica di socialità e politicità (in senso nobile) non sarebbe sbagliato. Lungi da me salire in cattedra, in quanto sono pessimo in qualsiasi attività organizzativa. Rendevo solo un contributo d’opinione; ecco, che ne pensa uno che ha guardato con interesse la rappresentazione.
    Quanto al traffico, ti devo contraddire. Non puoi sostenere che chi non voglia seguire una manifestazione deve farsi carico di restare imbottigliato; questo è un atteggiamento illiberale pericoloso.La maggioranza non può occupare una città a scapito della minoranza. Il tuo ragionamento – penso d’aver letto – è: la manifestazione è della città; chi non voglia seguirla e preferisca uscire in macchina, si addebiti questo comportamento scarsamente partecipativo. Non è assai democratico come ragionare e non è in linea con l’intervento, per il resto assai misurato e ammirevole, che hai steso.
    GABRIELE

    Scritto da Gabriele | Febbraio 18, 2008, 2:06 am
  8. caro Gabriele rileggi il mio commento e…ti renderai conto che diciamo le stesse cose !!!!!!!! Quando diicevo che Marcianise si è “signorilizzata” usavo il termine come sfottò…Marcianise come hai ben detto tu si è veramente volgarizzata

    Scritto da sincera63 | Febbraio 19, 2008, 4:28 pm
  9. Quali sono i tempi di “attesa di moderazione”? In attesa, invio un aggiornamento dell’intervento.
    Cari amici Carmine, Gabriele e Alessandro, credo di poter dire qualcosa in riguardo alle due manifestazioni di domenica e martedì di carnevale, in quanto promotore e organizzatore di tali tradizioni.
    Per la “Chiagnuta a Carnaval”, purtroppo è sotto gli occhi di tutti che le ultime edizioni hanno perso la naturale consistenza popolare, nonostante la singolare quanto isolata esibizione di Giuseppe Mezzacapo. Senza partecipazione attiva o altra interazione popolare, ma solo la promozione di un prodotto confezionato ed esposto all’assicurato pubblico incuriosito.
    Bisogna necessariamente coinvolgere di nuovo le persone anziane uniche eredi e possibile traslatrici di tale tradizione verso nuove generazioni.
    Per quanto riguarda la sfilata dei carri di pastellessa, dopo il personale interessamento per l’intera organizzazione e l’ufficialità da parte dell’amministrazione comunale, si è dato meno importanza alle botti e alle falci, dando maggiore attenzione alla correttezza nel comportamento generale, alle coreografie ai canti e testi, con l’inserimento di nuovi strumenti musicali.
    La satira politica già si percepiva nei testi, raffigurarla e allestirla è molto più difficile ed impegnativo, forzare la mano in questo senso sarebbe inutile quanto distruttivo.
    Un convinto “intelletuale” di piazza Umberto, il quale rimase quasi vergognato come marcianesano nel leggere il titolo della manifestazione; “musica pastellessa”.
    E’ vero, forse il titolo “musica ostriche e caviale” avrebbe stimolato meglio l’appetito del delicato palato del nostro amico di piazza Umberto. Ma, questo titolo non è forse più appropriato alla riscoperta manifestazione degli ambienti universitari, “festa della matricola”?.
    Forse, sia opportuno ascoltare e comprendere meglio i mesaggi contenuti di chi si mette in mostra strillando e lo fa nell’occasione come quella del carnevale.
    Per evitare di fraintendere le loro “espressioni culturali”, è necessario stare con loro e con loro condividere le loro emozioni, le loro esigenze, le loro conoscenze.
    L’arte e la cultura, sicuramente appartengono alle nostre giovani generazioni.
    L’arte e la cultura manca a chi si isola dalle masse e pensa di dare solo sterili indicazioni verbali e a chi snobbando l’evento, si infila con la proprio auto nel cuore di una manifestazione popolare approfittando della difficoltà di quei pochi addetti al traffico.
    Una tradizione è tale in quanto la sua evoluzione e impercettibile da chi la sente sua.
    Michele Colella

    Scritto da michele colella | Febbraio 25, 2008, 7:37 pm
  10. caro Gabriele, come puoi notare, in attesa, avevo inviato un aggiornamento dell’intervento senza ancora leggere la tua risposta.
    Innanzitutto ti ringrazio dell’”ammirevole e misurato”,.
    Quanto riguarda il parere su chi da “sterili indicazioni” è uno sfogo personale rivolto alla massa, tieni conto che siamo in pochissimi a fare, ma moltissimi a dire.
    “intellettuale”: Siccome sul tavolo di lavoro della Pro-loco è in embrione la probabile riproposta della festa della matricola, e il richiamo all’intellettuale, non è affatto un’allusione, in quanto il fatto è davvero accaduto, e il titolo “musica ostriche ecaviale” si addice certamente di più ad una manifestazione organizzata da giovani aspiranti universitari.
    “Traffico”:Sono d’accordo con te quando dici che la gente non deve farsi carico del problema del traffico, io mi riferivo ai singoli individui che di tanto in tanto con il loro atteggiamento mettevano in crisi l’intera viabilità, nonostante il controlo da parte delle forze dell’ordine.
    Grazie.

    Scritto da michele colella | Febbraio 25, 2008, 8:20 pm
  11. Sono deliziato dall’aver acceso un così profondo dibattito, e pur non condividendo appieno le motivazioni del caro amico Michele, ben vengano mille Michele e mille pastellessa. L’organizzazione e l’allestimento di qualsiasi manifestazione impegna un considerevole numero di persone ed in particolare di giovani che vengono, distolti così da “cattivi pensieri”.

    Scritto da Carmine Posillipo | Marzo 11, 2008, 6:38 pm
  12. E allora li vedi tirare tardi fuori ai bar, consumare alcool e fumare spinelli per poi sfasciare a notte fonda arredi urbani, schiantarsi con le macchine contro case private e rotonde e combinare mille e ancora mille guai.

    che idiozie, sincera ricordati che ci sono altri mondi possibili oltre quello che vedi subito dopo la punta del tuo naso

    Scritto da manuela acampora | Marzo 12, 2008, 11:10 am
  13. le tradizioni, ma per piacere, falsita motivate solo dall’ennesimo finanziamento o raccolta fondi casa per casa, marcianise un paese incivile, oramai affondato nel suo degrado.
    fate qualcosa di serio piuttosto che pensare alle tradizioni oramai perse e abbandonate.

    Scritto da manuela acampora | Marzo 12, 2008, 11:12 am
  14. Mi spiace dissentire, ma cara Manuela, senza memoria non c’è futuro. Il fatto che qualcuno utilizzi eventi vari per visibilità personale non vuol certo dire che quegli eventi siano negativi.

    Scritto da Carmine Posillipo | Marzo 12, 2008, 8:05 pm
  15. Cara Manuela, io non conosco il tuo impegno sociale, ma dalle tue considerazioni sulle tradizioni e sul modo di additare dei marcianisani, deduco che sei molto disimpegnata.
    Sicuramente ci sono persone predisposte a fare qualcosa di diverso o più serio rispetto a problematiche di una certa entità.
    Vedi, cara interlocutrice, ogni persona che mette a disposizione il proprio tempo libero per la comunità, è giusto che si occupi di qualcosa che sia a lui più congeniale, dato che lo esercita a titolo puramente gratuito, non credi ?.

    Scritto da Michele Colella | Marzo 17, 2008, 8:05 pm

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